Che suono fa l’alba di Marte?

Musica e scienza possono convivere perché, anche se con linguaggi e registri diversi, riescono a raccontare le stesse storie. Ed è ciò che fanno Domenico Vicinanza (ricercatore presso l’Anglia Ruskin University e Geant) e Genevieve Williams (University of Exeter) creando note musicali da dati scientifici. La sonificazione è ormai a pieno titolo una delle molte forme di divulgazione che avvicinano gli scienziati al pubblico: descrivendo la scienza in musica, gli esperti cercano di spiegare in maniera accattivante le loro scoperte. In questo caso, è stata creata una colonna sonora per la cinquemillesima alba marziana ripresa dal rover Opportunity. continua ...

Quando la coppia sprizza raggi gamma

Rappresentazione artistica di un sistema binario formato da una pulsar e una compagna gigante. Crediti: Nasa/Goddard Space Flight Center

Ci sono voluti tredici anni per capire che tipo di sorgente fosse, e altri due perché si accendesse come un albero di Natale nei raggi gamma, ma oggi abbiamo la conferma: il sistema indicato con la sigla Psr J2032+412 è composto da una stella di neutroni altamente magnetizzata e da una compagna massiccia. Il risultato è stato ottenuto grazie a una campagna di osservazioni congiunte che ha visto impegnati i telescopi Magic a La Palma e Veritas in Arizona, ed è stato appena pubblicato su Astrophysical Journal Letters. continua ...

Cronaca di una rivelazione

Harry Collins, “Un bacio tra le stelle. Come sono state individuate le onde gravitazionali”, 2018, Raffaello Cortina Editore

Avete sentito parlare di Big Science ma non avete idea di cosa significhi veramente?

Il nuovo libro di Harry Collins sembra fatto apposta per voi. L’autore è un sociologo che, da decenni, è parte del grande gruppo scientifico costruito intorno ai rivelatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo. Il suo è un progetto di lunga durata: ha iniziato con i primi annunci (poi riconosciuti sbagliati) di rivelazione di onde gravitazioni a opera di Joe Weber, il fisico visionario che ha dato il via allo sviluppo di strumentazione pensata per misurare la minuscola distorsione dello spazio causata dal passaggio della perturbazione gravitazionale. continua ...

Sequenza di pianeta al Var

Crediti: Eso / Lagrange / Sphere consortium

Il Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso ha catturato una serie di immagini senza precedenti che mostrano il passaggio dell’esopianeta Beta Pictoris b attorno alla sua stella madre. Questo giovane esopianeta massiccio fu inizialmente scoperto nel 2008 usando lo strumento Naco sul Vlt. Lo stesso team scientifico ha monitorato l’esopianeta dalla fine del 2014 fino alla fine del 2016, usando lo strumento Sphere (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch) – un altro strumento sul Vlt. Beta Pictoris b passò così vicino all’alone della stella che nessuno strumento riuscì a distinguerli l’uno dall’altro perché l’esopianeta si confondeva con l’immagine della stella. Quasi due anni dopo Beta Pictoris b è ora riemerso dall’aureola. Questa ricomparsa è stata nuovamente ripresa da Sphere. La serie completa di immagini, con il bagliore luminoso della stella Beta Pictoris bloccato, è stata compilata per creare uno straordinario ed unico time-lapse dell’orbita di lungo periodo di Beta Pictoris b. continua ...

Scienziati amatoriali incontrano Giove

Giove fotografato dalla JunoCam. Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstädt/Seán Doran

citizen scientists Gerald Eichstädt e Seán Doran hanno portato a casa un risultato spettacolare elaborando i dati raccolti dalla JunoCam a bordo della sonda della Nasa Juno. L’immagine qui sopra corrisponde inconfondibilmente a Giove e alla moltitudine di nubi che disegnano i vortici nella banda temperata nord-nord. I due scienziati amatoriali sono riusciti a “catturare” nuvole di un bianco brillante e la tempesta anticiclonica di forma ovale e biancastra chiamata Ws-4. continua ...

La lenta agonia d’una galassia nana

Un’immagine radio dell’idrogeno gassoso nella Piccola Nube di Magellano osservata dal telescopio Askap del Csiro. Crediti: Naomi McClure-Griffiths et al, Askap

Un gruppo di ricercatori appartenenti a Csiro – Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation – e all’Australian National University ha realizzato un nuovo studio che sfrutta tutta la potenza del radiotelescopio precursore Askap. Pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, lo studio ha interessato la galassia nana nota come Piccola Nube di Magellano, situata ad una distanza da noi di circa 200mila anni luce, una delle compagne della Via Lattea più vicine. continua ...

Dimmi come danzi e ti dirò quanti anni hai

Un’immagine del Wild Duck Cluster catturata dal telescopio di 2.2 metri Mpg dell’Eso all’Osservatorio della Silla, in Cile. Le stelle blu al centro dell’immagine sono quelle dell’ammasso. Tutte le stelle nel Wild Duck hanno all’incirca 250 milioni di anni. Le stelle rosse, più vecchie, circondano l’ammasso. Crediti: Eso

Un team internazionale guidato da Beomdu Lim, ricercatore della Kyung Hee University, che ha visto la collaborazione tra l’Università dell’Arizona (Ua) e l’Istituto coreano di Astronomia e Scienze spaziali coreano, è riuscito a risolvere un’enigma rimasto in sospeso da tempo su gruppi di stelle chiamati ammassi aperti. Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy, ha mostrato come non sia l’età delle stelle a farle apparire distribuite su un’ampia gamma di colori, ma la loro rotazione. continua ...

Destinazione Oxia Planum, là dove c’era l’acqua

La posizione della regione Oxia Planum, scelta quale sito di sbarco del rover di ExoMars 2020. Crediti: Nasa/Jpl/Usgs

Sarà Oxia Planum il luogo marziano dove far scendere, nel marzo del 2021, il rover europeo ExoMars. Il programma di esplorazione marziana, realizzato in collaborazione tra Agenzia spaziale europea (Esa) e l’agenzia russa Roscosmos, prevede il lancio della sonda nel 2020. Determinante il ruolo svolto dall’Italia che attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, è il principale sostenitore del programma ExoMars con il 40 per cento dell’investimento totale. continua ...

Stelle in bilico tra gravità e turbolenza

W43, una delle regioni stellari più attive della Via Lattea, nell’immagine in tricromia ottenuta nell’infrarosso dal telescopio spaziale Herschel dell’Esa

Cosa succede all’interno delle immense nubi molecolari presenti nel cosmo durante il processo di formazione di nuove stelle? A questo dibattuto argomento il lavoro guidato da Alessio Traficante, dell’Istituto nazionale di astrofisica a Roma, fornisce un’interpretazione in controtendenza rispetto alle più recenti osservazioni. I risultati del lavoro recentemente pubblicato sulla rivista Astronomy&Astrophysics suggeriscono che nel processo di formazione stellare la forza di attrazione gravitazionale che fa condensare il gas della nube sia sostanzialmente in equilibrio con la turbolenza del gas stesso, che tende a rallentare questo processo, se non ad impedirlo del tutto. continua ...

Light in Astronomy, la settimana della luce

Dal 11.11.2018 al 18.11.2018

Dall’11 al 18 novembre torna Light in Astronomy, la settimana della luce, durante la quale le sedi dell’Istituto nazionale di astrofisica aprono le loro porte per raccontare al pubblico la ricerca, le sfide, le scoperte degli astronomi italiani e non solo. Otto giorni di iniziative sono già in calendario negli istituti e negli osservatori Inaf di Arcetri, Cagliari, CataniaMilanoPadovaPalermoRomaTeramo, TorinoTrieste

Per l’Osservatorio di Arcetri quello di Light in Astronomy è ormai un appuntamento fisso. Ogni sera le ricercatrici e i ricercatori accompagneranno il pubblico alla scoperta delle nuove frontiere dell’esplorazione dell’universo: conferenze seguite dalle osservazioni al telescopio, serate di Osservatorio aperto e anche “Astronomia … nel pallone”, ovvero osservazioni del cielo con il planetario gonfiabile per i più piccini. continua ...

Ryugu fotografato con una raccolta di fondi

Immagini scattate con la piccola videocamera CAM-H durante l’operazione Touchdown 1 Rehearsal 3 (TD1-R3). Uno scatto al secondo da subito dopo che la navicella ha iniziato l’ascesa (altitudine 21 metri) il 25 ottobre 2018 alla velocità di 52 centimetri al secondo. Crediti: Jaxa

È grazie a una piccola fotocamera finanziata direttamente dai cittadini che la sonda giapponese Hayabusa2 è riuscita a fotografare la superficie dell’asteroide 162173 Ryugu durante una delle ultime operazioni di prova per il touchdown (rimandato ormai all’anno prossimo). La Cam-H (o small monitor camera in inglese) è stata installata nella parte inferiore della sonda dell’agenzia Jaxa in modo da poter fotografare l’asteroide durante le fasi di volo, avvicinamento e ascesa. continua ...

Galassie col buco, anzi due

La galassia Ngc 6240 che ha ispirato lo studio. A sinistra, l’immagine mostra l’intera galassia post-fusione; a destra si osservano i due brillanti nuclei attivi visibili nell’infrarosso, eliminando la densa nube di gas e polveri che racchiude le due galassie interagenti. I buchi neri supermassicci all’interno di questi nuclei crescono rapidamente, nutrendosi del gas circostante. Crediti: Nasa, Esa, W. M. Keck Observatory, Pan-Starrs e M. Koss (Eureka Scientific, Inc.)

Ispirato da un’immagine di due galassie interagenti collettivamente chiamate Ngc 6240, ottenuta dal telescopio spaziale Hubble, un team di ricercatori ha deciso di concentrare i propri sforzi sui nuclei di coppie di galassie che si stanno scontrando. Due galassie, attratte dalla reciproca gravità, si fondono in una nuova galassia, in cui una massa aggrovigliata di gas e polveri densi, nei quali la struttura lascia il posto al caos, nasconde dietro questa confusa nube di materiale due buchi neri supermassicci. Originariamente annidati ciascuno al centro di una delle due galassie, ora sono eccezionalmente vicini, dando agli astronomi la migliore visione della coppia, diretta verso la coalescenza in un buco nero ancora più massiccio. «Vedere le coppie di nuclei di galassie in fusione associati a questi enormi buchi neri così ravvicinati è stato piuttosto sorprendente», afferma  Michael Koss, ricercatore di Eureka Scientific Inc. a capo dello studio pubblicato su Nature. «Le immagini sono piuttosto potenti dal momento che sono dieci volte più nitide delle immagini dei normali telescopi a terra. È come passare dalla cecità alla perfetta visione quando si mettono gli occhiali. Nel nostro studio, vediamo due nuclei di galassie esattamente quando sono state scattate le immagini. Non puoi discuterne; è un risultato molto pulito che non si basa sull’interpretazione». continua ...

Liscia, gasata o nebulare?

Vista dell’orizzonte terrestre ottenuta da un membro dell’equipaggio dell’Expedition 7 a bordo della Stazione spaziale internazionale. Crediti: Nasa

Uno studio pubblicato oggi su Journal of Geophysical Research: Planets propone una nuova teoria per affrontare il mistero di lunga data circa l’origine e la provenienza dell’acqua presente oggi sulla Terra. Lo studio sfida le idee ampiamente accettate in merito alla presenza di idrogeno nell’acqua terrestre, suggerendo che questo elemento provenga in parte da un complesso di nuvole di polvere e gas rimaste dopo la formazione del Sole: la cosiddetta nebulosa solare. continua ...

Da zero a infinito, da Genova a Napoli

Dal 08.11.2018 al 11.11.2018

Il totem della mostra

Futuro Remoto, il primo Festival della scienza d’Italia, torna dopo tre edizioni speciali in piazza del Plebiscito là dove tutto è cominciato 32 anni fa: a Città della Scienza. Ogni giorno dalle 9 alle 17 (e l’11 novembre dalle 10 alle 18) negli spazi di via Coroglio e in alcuni luoghi significativi della città, come piazza Bellini e la Biblioteca Nazionale, i visitatori potranno partecipare a conferenze, workshop, dibattiti, esposizioni e dimostrazioni scientifiche. continua ...

Per vivere la realtà ci vuole fisica

Il Corriere della Sera presenta una nuova collana in 25 volumi, Lezioni di fisica: uno strumento che vuole aiutare il pubblico di non addetti ai lavori ad esplorare le nuove frontiere di una materia che spesso sentiamo lontana da noi, attraverso il racconto e la spiegazione di docenti e ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e dell’Istituto nazionale di astrofisica.

Gli argomenti trattati nella collana spaziano dalla fisica teorica e sperimentale, ai paradossi quantistici e alle indagini astrofisiche nelle profondità dell’universo, per arrivare fino alle ricerche di frontiera sul teletrasporto e sulla vita extraterrestre. L’opera vuole essere una chiave per trovare le risposte alle tante domande, ma anche per porsi nuove domande, e per mostrare il fascino di una materia considerata spesso di difficile comprensione, ma che permea la nostra vita quotidiana. È la scienza della natura nel senso più ampio: il termine ‘fisica’ deriva dal neutro plurale latino physica, che sta per natura, cose naturali. continua ...