La Sardegna è pronta per l’Einstein Telescope

Rendering artistico dell’Einstein Telescope. Crediti: Ego Collaboration

Il futuro dell onde gravitazionali potrebbe essere a due passi da noi, anzi nel nostro stesso Paese. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) sosterrà, infatti, la candidatura della Regione Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope (Et), un centro europeo per l’osservazioni delle increspature del tessuto dello spazio-tempo, nella miniera metallifera di Sos Enattos, a Lula. continua ...

Srt entra nel Deep Space Network della Nasa

I vertici Asi insieme al direttore dell’Inaf di Cagliari Emilio Molinari “a passeggio” sulla parabola da 64 metri di Srt. Da sinistra: Roberto Battiston, Enrico Flamini, Anna Sirica, Emilio Molinari e Giuseppe Valente. Crediti: Paolo Soletta / Inaf

Giovedì 22 febbraio del 2018 potrà essere ricordato come una delle giornate “storiche” di Srt, il Sardinia Radio Telescopeuno fra i più moderni impianti dell’Istituto nazionale di astrofisica. Per la prima volta, infatti, il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, ha fatto visita alla grande antenna sarda di San Basilio che a breve entrerà nella piena operatività in configurazione “Sardinia Deep Space Antenna” (Sdas) e sarà utilizzabile nella rete del Deep Space Network della Nasa come strumento di comunicazione tra la Terra e le numerose sonde interplanetarie in giro per il Sistema solare, oltre che per le nuove e ambiziose missioni previste sulla Luna e su Marte. continua ...

Propeller, un fenomeno universale

Rappresentazione artistica di una pulsar circondata da un disco di accrescimento di materia. Crediti: Nasa

Tutti da bambini hanno provato un leggero giramento di testa salendo su una giostra. Per fortuna la giostra non ruota troppo velocemente. Se lo facesse ci si sentirebbe proiettati verso l’esterno. Lo stesso avviene per la materia che tenta di accrescere su una stella dotata di campo magnetico e che ruota rapidamente su sé stessa. Se la materia è ionizzata (e quindi carica elettricamente), viene costretta a seguire le linee del campo magnetico della stella che la trascina alla sua velocità di rotazione. Se però la stella ruota troppo velocemente la materia viene respinta verso l’esterno (come per la giostra), e non riesce ad arrivare alla superficie della stella. continua ...

La sfuriata del buco nero non le fa un baffo

Rappresentazione schematica del getto di gas ionizzato (in verde) emanato dal buco nero super-massiccio al centro di un disco galattico di gas molecolare e polveri. Crediti: Alma (Eso/Naoj/Nrao)

Se dobbiamo figurarci una galassia è probabile che la immaginiamo come un aggregato vorticoso di stelle. Tuttavia, parafrasando una vecchia pubblicità di mentine, potremmo anche pensarla come un buco (nero) con il gas intorno.

In termini più scientifici, recenti studi hanno rivelato che la massa dei buchi neri centrali è strettamente correlata alla massa della galassia in cui si trovano. continua ...

Van Gogh dipinge le forze magnetiche di Sgr A*

I colori dell’immagine mostrano la quantità di radiazioni infrarosse (dunque calore) provenienti da particelle di polvere calda nei filamenti e nelle stelle luminose entro un anno di luce dal centro della nostra galassia (la regione mostrata ha un’estensione di circa due anni luce per lato). La posizione del buco nero è indicata da un asterisco. Le linee tracciano le direzioni del campo magnetico e rivelano le complesse interazioni tra le stelle e i filamenti polverosi, e l’impatto della forza gravitazionale ha su di loro. Crediti: E. Lopez-Rodriguez / NASA Ames / University of Texas at San Antonio continua ...

Terminato l’aerobraking sui cieli di Marte

Le orbite di avvicinamento compiute nel corso dell’ultimo anno da Tgo. Crediti: Esa

La grande frenata è terminata martedì 20 febbraio alle 18:20 ora italiana. Dopo quasi un anno di progressiva decelerazione: diciassette millimetri al secondo quadrato. Per darvi un’idea: se un’auto che viaggia a 50 km all’ora avesse una frenata così leggera, per fermarsi allo stop il pilota dovrebbe iniziare a schiacciare il pedale circa 6 km prima. E per arrestarsi completamente il veicolo impiegherebbe grosso modo un quarto d’ora. Niente rispetto ai quasi 12 mesi che sono stati necessari al Trace Gas Orbiter (Tgo) di ExoMars per raggiungere, martedì scorso, la velocità orbitale prevista. È infatti dal marzo del 2017 che, tramite la tecnica dell’aerobraking (ovvero, sfruttando il debole attrito dell’atmosfera), l’orbiter marziano dell’Agenzia spaziale europea (Esa) sta progressivamente rallentando e stringendo il “cerchio” attorno al Pianeta rosso. continua ...

Una supernova vista nascere

Sequenza d’immagini in negativo (il nero corrisponde a regioni luminose) ottenuta da Víctor Buso mentre Sn 2016gkg appare e si illumina alla periferia della galassia a spirale Ngc 613. Le etichette indicano il momento in cui ciascuna immagine è stata scattata. L’oggetto ha emesso luce in modo costante per circa 25 minuti, come si vede nel pannello in basso a destra

Víctor Angel Buso, un astrofilo argentino, ha visto premiata la sua costanza nell’osservare il cielo notturno con la firma apposta – assieme un gruppo internazionale di ricercatori coordinati dall’Istituto di astrofisica di La Plata, sempre in Argentina – su un articolo, appena pubblicato su Nature, riguardo lo studio di Sn 2016gkg: una supernova colta proprio mentre esplodeva. continua ...

Phoenix riappare dopo dieci anni

Lanciato il 4 agosto 2007 dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida, il lander della Nasa Phoenix arrivò su Marte nel 2008 e rimase operativo per soli 5 mesi, analizzando il suolo e l’ambiente circostanti il sito di ammartaggio fino a quando i pannelli solari smisero di funzionare. Dopo dieci anni, la fotocamera High Resolution Imaging Science Experiment (Hirise) a bordo dell’americano Mars Reconnaissance Orbiter è riuscita a regalarci un nuovo scatto dei resti del lander, ormai sommersi dalla scura polvere marziana. continua ...

Spettro d’ipernova a distanza record

Prima (in alto) e dopo (in basso) l’esplosione. Crediti: Mat Smith e la Des collaboration

Se vi appassionano i record, Des16C2nm dovrebbe essere di vostro gradimento: è la supernova più lontana che si conosca. Il bagliore della sua esplosione, per giungere fino a noi, ha impiegato dieci miliardi e mezzo di anni – il che significa, tradotto in unità di misura astrofisiche, che si trova circa a z = 2. Ed è una cosiddetta supernova superluminosa (Slsn), o ipernova: le più brillanti e le più rare fra le supernove, prodotte – questa almeno è l’ipotesi attuale – dalla caduta di materia su una stella di neutroni a rotazione rapida e di recente formazione. Ma nonostante questa sua esuberanza luminosa, Des16C2nm è rimasta impigliata nella rete d’un progetto pensato per studiare l’energia oscura: la Dark Energy Survey, o Des, da cui appunto il nome della supernova. continua ...

Dimmi, molecola, come balli il twist

Crediti: Wikimedia Commons

Siete destri o mancini? No, non lo stiamo chiedendo direttamente a voi bensì alle molecole di cui siete fatti. Perché conoscere la preferenza delle nostre molecole sembra essere molto più importante rispetto a conoscere la nostra preferenza nello scrivere, se con la mano destra o con quella sinistra. Quando si afferra un oggetto, a seconda della mano che si usa, le dita si avvolgono in un modo o nell’altro intorno all’oggetto afferrato e rendono la presa differente. La proprietà di un oggetto di essere non sovrapponibile alla sua immagine speculare è chiamata chiralità, ed è molto importante nel mondo delle molecole, in quanto due molecole chirali possiedono le medesime proprietà fisiche tranne il potere rotatorio (identico per intensità ma opposto di segno per ognuna di esse). Le molecole chirali mostrano lo stesso comportamento chimico nei confronti di sostanze non chirali mentre la loro interazione chimica nei confronti delle altre molecole chirali è diversa (esattamente come una mano destra, stringendo un’altra mano, riesce a distinguere se la mano stretta è destra o sinistra). Ecco perché la preferenza di una molecola a essere destra o mancina è molto più importante della nostra: alcune sostanze saranno tossiche o benefiche a seconda di quale predisposizione (mirror-twin) è presente nelle molecole. Pertanto, alcune medicine devono contenere esclusivamente la molecola destrorsa o quella mancina. continua ...

Vortici nell’atmosfera di Giove

Formazioni nuvolose nell’atmosfera di Giove, fotografate da Juno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss/Kevin M. Gill

La sonda della Nasa Juno, al suo undicesimo passaggio ravvicinato di Giove, ha fotografato queste stupefacenti formazioni nuvolose nell’emisfero nord del gigante gassoso. La sonda, al momento dello scatto, si trovava a “soli” 8.186 km dalla cima dell’atmosfera, praticamente un soffio, astronomicamente parlando.

L’immagine che vedete qui sopra è stata elaborata, partendo dai dati pubblici dell’imager JunoCam a bordo di Juno, da un citizen scientistKevin M. Gill. Juno è la sonda Nasa lanciata nel 2011 e che dal luglio 2016 orbita Giove per studiarne il campo magnetico e l’atmosfera. continua ...

Feynman-01, la super-Terra di Halloween

Rappresentazione artistica del fenomeno del microlensing nella sorgente Tcp J05074264+2447555. Crediti: A. Nucita

Se nella notte di Halloween non si fosse generosi di caramelle e dolciumi si rischierebbe di attirare le attenzioni di bricconcelli mascherati che, alle grida di “dolcetto o scherzetto”, ripagherebbero con varie monellerie. Nella notte del 31 ottobre 2017 ci aspettavamo l’arrivo di uno scherzetto, ma non avremmo mai immaginato di essere così felici nel riceverlo.

Come molte altre sere trascorse a scrutare il cielo, uno dei membri del nostro gruppo di ricerca, ovvero Davide Licchelli, era intento a puntare il telescopio dell’Osservatorio R.P. Feynman (localizzato nell’area urbana di Gagliano del Capo, nel sud del Salento) verso la costellazione del Toro per l’osservazione mirata (follow-up come usiamo dire nel nostro gergo tecnico) della sorgente Tcp J05074264+2447555. continua ...

Scarabei incolonnati lungo la Via Lattea

Ricercatori intenti a studiare il comportamento notturno dello scarabeo stercorario. Crediti: Chris Collingridge

Numerosi studi portati avanti finora sembrerebbero dimostrare che la volta celeste – a prescindere dai corpi più luminosi come il Sole e la Luna, dunque solo tramite le stelle e la Via Lattea – sia in grado di essere usata dagli animali come una vera e propria bussola.

L’orientamento notturno degli animali è studiato da tempo un po’ in tutto il mondo, tuttavia alcuni fra i ricercatori più autorevoli in questo campo provengono dall’Università di Lund, in Svezia. In un articolo pubblicato sui Proceedings of the Royal Society B (dove ‘B’ sta per biological sciences), il ricercatore James Foster, insieme ad altri colleghi, ha provato a verificare lo “stato dell’arte” di questo argomento, cercando di individuare gli aspetti più interessanti per indirizzare le ricerche future. continua ...

Musica prog, sogni e astrofisica

Frank Ricci (sinistra) e Francesco Tombesi (destra)

Francesco Tombesi è un astrofisico italiano che ha lavorato per diversi anni negli Stati Uniti al Goddard Space Flight Center della Nasa e alla University of Maryland. La sua ricerca sul ruolo dei buchi neri supermassicci nella formazione delle galassie si è guadagnata la copertina di Nature nel 2015. Da quasi un anno è tornato in Italia, dove lavora all’università di Roma Tor Vergata. Francesco “Frank” Ricci è un musicista e compositore che può vantare collaborazioni con mostri sacri del rock e del prog: Deep Purple, Genesis e Europe sono per citare i più famosi. continua ...

Una finestra sul passato dell’universo

Credit: Esa/Hubble & Nasa, Relics; Acknowledgement: D. Coe et al.

Questa immagine, ripresa dal telescopio spaziale Hubble di Nasa ed Esa, mostra l’ammasso di galassie Plck G004.5-19.5. L’ammasso è stato scoperto dal satellite Planck dell’Esa tramite l’effetto Sunyaev-Zel’dovich, uno dei meccanismi che generano le anisotropie secondarie della radiazione cosmica di fondo a microonde nella direzione dell’ammasso di galassie, da parte di elettroni di alta energia presenti nel gas all’interno dell’ammasso. continua ...