Saturno in fasce

Crediti: Emma Woodfield/Bas

Un gruppo internazionale di scienziati della British Antarctic Survey (Bas), dell’Università dell’Iowa e del Gfz German Research Center for Geosciences ha scoperto un nuovo metodo che permette di spiegare come potrebbe essersi formata la fascia di radiazione che avvolge il pianeta Saturno.

Intorno a Saturno, e ad altri pianeti tra cui la Terra, le particelle cariche sono intrappolate nel campo magnetico e si dispongono in regioni a forma di ciambella attorno al pianeta, conosciute come fasce di radiazione (quelle attorno alla Terra si chiamano fasce di Van Allen, nelle quali gli elettroni viaggiano a velocità prossime a quella della luce). I dati raccolti dalla sonda Cassini della Nasa, che ha orbitato 13 anni attorno a Saturno per svelarne i segreti, combinati con un modello computerizzato sviluppato dalla Bas, hanno fornito nuovi indizi sul comportamento di questi elettroni in rapido movimento all’interno delle fasce. Quello che si è scoperto sembra mettere in discussione la visione fino ad ora ampiamente condivisa dagli scienziati dei meccanismi responsabili dell’accelerazione degli elettroni a energie così estreme. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications. continua ...

Nuvole di gas attorno al buco nero

Immagine ottica del quasar 3C 273 (l’oggetto luminoso di forma stellare al centro) ottenuto con il telescopio spaziale Hubble. È stato il primo quasar scoperto. Crediti: Nasa

Per la prima volta è stata realizzata un’osservazione dettagliata al di fuori della nostra galassia di nuvole di gas che volteggiano attorno a un buco nero centrale. Il primo quasar della storia dell’astronomia è stato scoperto nel 1963 ed è il nucleo luminosissimo – il più brillante finora avvistato – ed estremamente attivo della galassia 3C 273. Di recente questo oggetto è stato studiato nel dettaglio da un gruppo di ricercatori della collaborazione Gravity guidati da Hagai Netzer della Scuola di fisica e astrofisica presso l’Università di Tel Aviv. In un articolo pubblicato ieri sulla rivista Nature, gli esperti affermano che le nuvole di gas che si muovono rapidamente attorno al un buco nero centrale formano il cuore stesso di questo quasar. continua ...

Addio ad Andrea Milani

Andrea Milani Comparetti

Il professor Andrea Milani Comparetti era uno scienziato eccellente e un ottimo didatta, con molti interessi di ricerca in campi diversi. La sua abilità nell’intuire le cose era talvolta sorprendente, così come la sua rapidità nel concepire soluzioni semplici per problemi complessi.

Il suo campo principale di ricerca era la meccanica celeste, in tutti i suoi molteplici aspetti, con particolare interesse verso le applicazioni all’astronomia e le missioni spaziali. Alla meccanica celeste Milani si era appassionato da giovane: dopo un esordio nella ricerca su temi di Matematica pura era stato affascinato dalle lezioni che Giuseppe Colombo tenne alla Scuola Normale negli anni Settanta sulla dinamica del volo spaziale. Alla fine degli anni Settanta, insieme ad Anna Maria Nobili e Paolo Farinella, fondò il Gruppo di meccanica spaziale all’interno del Dipartimento di matematica dell’Università di Pisa e iniziò a dedicarsi alla ricerca nel campo della meccanica celeste. Era l’epoca dello sviluppo dei calcolatori, e lui iniziò a farne un uso intensivo per i suoi studi. continua ...

Olimpiadi di astronomia, si riparte

04.12.2018

Squillino le trombe, rullino i tamburi! È in procinto di iniziare la 17esima edizione delle Olimpiadi italiane di astronomia, la competizione a cadenza annuale in cui gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado sono chiamati a risolvere quesiti e problemi di astronomia. Una competizione che anche quest’anno supera se stessa stabilendo un nuovo record di partecipanti: 235 scuole iscritte, per un totale di 8371 studenti (contro 203 scuole e 6720 ragazzi dell’anno scorso). Inoltre, come nella passata edizione, risulta ben equilibrata la distribuzione del genere: le ragazze iscritte rappresentano circa il 45 per cento del totale dei partecipanti. continua ...

Fermi, ecco la luce di tutte le stelle

Il telescopio spaziale Fermi per la rilevazione dei raggi gamma

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Alla ricerca delle reliquie galattiche

Sono massicce, sono molto piccole ed estremamente rare, ma potrebbero nascondere il segreto del modo in cui le galassie si formano ed evolvono. Un articolo pubblicato il 16 novembre sulla rivista Astronomy & Astrophysics solleva un lembo del velo che copre le timide galassie massicce ultracompatte. Lo studio è stato realizzato da un team internazionale guidato da Fernando Buitrago, dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço (Ia2) e Faculdade de Ciências da Universidade de Lisboa (Fcul). continua ...

Quattro milioni dall’Erc a due ricercatori Infn

Elisabetta Baracchini e Massimiliano Fiorini. Crediti: Ufficio comunicazione Infn

Lo European Research Council (Erc) ha assegnato a Elisabetta Baracchini, assistant professor al Gssi Gran Sasso Science Institute e ricercatrice all’Infn, e a Massimiliano Fiorini, ricercatore all’Infn e tenure track associate professor all’Università di Ferrara, due Consolidator Grant del valore rispettivamente di 1.995.719 euro e 1.975.000 euro. Gli Erc Consolidator Grant sono finanziamenti europei prestigiosi che vengono assegnati a ricercatori eccellenti di qualsiasi nazionalità ed età, con almeno sette e fino a dodici anni di esperienza dopo il dottorato, e un curriculum scientifico promettente. I ricercatori devono svolgere il proprio lavoro in un’organizzazione di ricerca pubblica o privata con sede in uno degli Stati membri dell’Ue o dei paesi associati. Il finanziamento (in media di 2 milioni di euro per grant) è previsto per un massimo di cinque anni e copre principalmente l’impiego di ricercatori e altro personale per consolidare il gruppo di lavoro dei beneficiari. continua ...

Strings City torna ad Arcetri

Dal 01.12.2018 al 02.12.2018

A Firenze oltre cinquanta luoghi della cultura diventeranno il luogo d’eccezione di ottanta momenti musicali, realizzati con strumenti a corda, dal violino alla voce, per un totale di cinquanta ore di musica. È il festival “Strings City”, che si terrà sabato 1 e domenica 2 dicembre 2018 nel capoluogo toscano, attraversando i luoghi del centro storico e della periferia cittadina e anche alcuni comuni dell’area metropolitana.  Una maratona musicale organizzata dal Comune di Firenze e curata dalle principali istituzioni musicali del territorio: la Scuola di Musica di Fiesole, il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini, il Maggio Musicale Fiorentino e l’Orchestra della Toscana, con la partecipazione di Amici della Musica di Firenze e Orchestra da Camera Fiorentina. Saranno due giorni di musica ad ingresso gratuito, in cui le eccellenze fiorentine della produzione e della formazione musicale proporranno articolati  programmi che spazieranno dalla musica classica fino al jazz contemporaneo, tra archi, pianoforti, arpe, chitarre e voci straordinarie. Chiese, musei, palazzi monumentali, accademie, archivi, biblioteche e perfino i treni che raggiungono le località dell’area metropolitana saranno il palcoscenico di questo festival sonoro diffuso, dove tutti gli strumenti a corda saranno rappresentati. continua ...

Benvenuti nel mondo del microquasar Ss 433

Ss 433 è un microquasar situato nella costellazione dell’Aquila, a circa 15mila anni luce dalla Terra. Crediti: L. Calçada / Eso

Intriganti ed enigmatici, i quasar (quasi-stellar radio source) sono riluttanti a scoprire i loro segreti, sebbene brillino anche a miliardi di anni luce di distanza. Fortunatamente, possiamo scoprire di più sul loro conto osservando i microquasar, corpi celesti imparentati alle quasar, da cui prendono il nome per via di alcune caratteristiche comuni. Uno di questi, il microquasar Ss 433, è ormai da tempo che desta, tra gli astronomi, particolare interesse. Molti anni di osservazione di Ss 433 dall’osservatorio Hawc (High-Altitude Water Cherenkov Observatory Gamma-Ray Observatory) hanno permesso di identificare, per la prima volta, dettagli spettacolari dei processi responsabili della produzione di radiazioni ad alta energia. continua ...

Astronomia complessa nell’arte preistorica

Il pilastro 43 a Gobekli Tepe, in Turchia. Crediti: Alistair Coombs

Alcune delle opere d’arte più antiche del mondo hanno rivelato come i popoli che le hanno realizzate potessero possedere una conoscenza dell’astronomia più avanzata di quel che si riteneva finora.

In un articolo pubblicato su Athens Journal of History, Martin Sweatman dell’Università di Edimburgo e Alistair Coombs dell’Università del Kent illustrano i risultati dell’analisi da loro compiuta su dettagli di reperti artistici del Paleolitico e Neolitico contenenti simboli animali, presso siti archeologici in Turchia, Spagna, Francia e Germania. continua ...

Due mini-satelliti da record

Rappresentazione artistica dei due mini-satelliti al cospetto del Pianeta rosso. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Eve e Wall-e, questi sono i due soprannomi dati ai piccoli satelliti CubeSats che hanno accompagnato la sonda InSight della Nasa nel suo viaggio verso Marte. Sono due gemelli. Identici. Ufficialmente si chiamano MarCO-A e MarCO-B (Mars Cube One) sono piccoli e costano poco. Rappresentano il primo tentativo, di successo, di inviare mini-satelliti come questi verso altri pianeti. Ma piccoli quanto? 36,6 X 24,3 X 11,8 cm. Quale costo? 18.5 milioni di dollari, circa 16 milioni di euro. continua ...

Isa a BepiColombo: pronto all’azione

Lo strumento ISA prima di essere stato montato all’interno della sonda MPO. Crediti: gruppo ISA, INAF-IAPS

Ieri, 26 novembre 2018 alle ore 13:26 Utc, ovvero le 14:26 ora italiana, l’Isa Team dell’Istituto nazionale di astrofisica ha inviato con successo, dalla mission control room situata al centro Esoc dell’Agenzia spaziale europea a Darmstadt, in Germania, il comando di accensione dell’accelerometro Isa a bordo della sonda BepiColombo. Il sensibilissimo strumento, che è parte della strumentazione scientifica della missione, ha iniziato così la sua prima acquisizione, durata ben 30 ore, mentre la sonda si trovava a circa 13 milioni di km dalla Terra. La conferma dell’avvenuta accensione è stata ricevuta 88 secondi dopo, tramite l’antenna di 35 m della stazione di terra di Malargue (Argentina), dando così il via al commissioning dello strumento. continua ...

Le stelle del Cigno sotto la lente di Chandra

Una immagine composita della regione Cygnus OB2.
Crediti: per le osservaioni in raggi X, Nasa/Cxc/Sao/J.Drake et al, per le osservazioni in banda ottica, Univ. of Hertfordshire/Int/Iphas, per l’infrarosso Nasa/Jpl-Caltech

Le associazioni stellari OB sono oggetti di grande interesse scientifico. Contengono infatti una ricca popolazione stellare giovane tra cui stelle di classe spettrale O e B, con una massa maggiore di 7 volte quella solare. Pur essendo rare se paragonate alle stelle di piccola massa, queste stelle sono estremamente importanti per la loro influenza sull’ambiente circostante, la nebulosa da cui si sono generate e le stelle di piccola massa vicine, nonchè per l’arricchimento chimico della Galassia. Ad esempio, la loro intensa emissione di raggi ultravioletti riscalda e modella la nebulosa da cui si sono formate, influenzando il processo di formazione stellare e probabilmente inducendo la produzione di nuove generazioni stellari, incidendo anche sul processo di formazione planetaria nelle stelle di piccola massa vicine. continua ...

Gli scienziati di Ska si sfidano sui dati del futuro

Una delle immagini della SKA Science Data Challenge, che mostra un grande nucleo galattico attivo (AGN) come se fosse osservato dalle antenne sudafricane SKA-mid a 1,4 GHz. Crediti: SKA Organization

Ha preso il via la prima Science Data Challenge del progetto Square Kilometre Array (Ska), una vera e propria sfida per gli astronomi che offre un assaggio delle immagini altamente dettagliate che verranno prodotte nei prossimi anni dalle antenne di Ska, dislocate tra Africa e Australia. La sfida prevede che gli scienziati analizzino una serie di immagini ad alta risoluzione create mediante simulazioni di dati. I ricercatori sono invitati a scaricare le immagini (da questo sito) e utilizzare il proprio software per trovare, identificare e classificare le sorgenti. continua ...

InSight è arrivato, la “talpa” è su Marte

L’entusiasmo dei tecnici della missione al Jet Propulsion Laboratory della Nasa, a Pasadena, alla ricezione del segnale che conferma l’avvenuto atterraggio. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Sono le 20:52:59 ora italiana di lunedì 26 novembre quando, dalla regione equatoriale del Pianeta rosso nota come Elysium Planitia, arriva l’agognato segnale: la terrificante sequenza di atterraggio soprannominata ”i sette minuti di terrore” –  e chi fra voi l’ha seguita in diretta non farà fatica a intuirne il motivo – si è conclusa correttamente. L’entusiasmo, al centro di controllo Nasa, è incontenibile. «Oggi siamo atterrati con successo su Marte per l’ottava volta nella storia dell’umanità», commenta a caldo Jim Bridenstine, l’amministratore della Nasa. Otto volte a fronte di un cospicuo numero di fallimenti, a riprova della difficoltà estrema di questa manovra. Ma ancora non è finita. La missione, dal punto di vista della scienza, ha inizio da questo momento. «InSight studierà l’interno di Marte», spiega Bridenstine. Ed è in quell’interno che si gioca la scommessa più grande: per raggiungerlo, InSight dovrà scavare come nessuno ha mai fatto prima in un mondo al di fuori della Terra. continua ...