Incontri e congiunzioni: Capodanno nello spazio

Il team di Hayabusa2 festeggia la fine delle operazioni di congiunzione solare. Crediti Jaxa

Anche le sonde spaziali festeggiano il Capodanno e lo fanno portandoci belle notizie. Hayabusa2 ha portato a termine la delicata operazione di volo nella fase di congiunzione solare. Di cosa si tratta? La sonda giapponese è in orbita attorno all’asteroide 162173 Ryugu a oltre 350 milioni di chilometri dalla Terra, e viaggiando nel Sistema solare è normale che, nel loro viaggio attorno al Sole, finiscano per trovarsi proprio dietro alla nostra stella. Quando questo accade, i centri di controllo che gestiscono le operazioni di volo sono costretti a interrompere qualsiasi comunicazione. La congiunzione solare, per Ryugu, ha reso impossibili le comunicazioni per circa due mesi, novembre e dicembre. È però terminata durante lo scorso fine settimana, il 29 dicembre, permettendo agli scienziati della Jaxa di inviare ai razzi i comandi necessari per riportare – alla velocità di 14  cm/s –  Hayabusa2 nella sua “casa madre”, a circa 20 km dalla superficie di Ruygu. Operazione, questa, coordinata da una scienziata italiana, Stefania Soldini, oggi project research engineer alla Jaxa nel team di Hayabusa2 e responsabile per le operazioni nella fase di congiunzione solare. continua ...

Cercate la vita? Tranquilli, si trova sottoterra

Fonte: deepcarbon.net. Crediti: Gaetan Borgonie (Extreme Life Isyensya, Belgium

Per cercare la vita su altri corpi del Sistema solare (e magari altrove) dobbiamo avere la miglior conoscenza possibile della vita sulla Terra, andando a sondare i luoghi che offrono le condizioni più estreme, simili a quelle che incontreremo su Marte o sui satelliti ghiacciati di Giove e Saturno. Noi viviamo sulla superficie di un pianeta che offre un ambiente molto favorevole, abbiamo un’atmosfera da respirare e un campo magnetico che ci protegge dalle radiazioni cosmiche, ma sappiamo che altrove non è così. La vita extraterrestre potrebbe doversi nascondere al sicuro, sotto la superficie. continua ...

C’è energia oscura nella teoria delle stringhe

Secondo il modello proposto nello studio, l’universo si troverebbe incastonato lungo i margini d’una bolla che si sta espandendo in uno spazio a cinque dimensioni. E tutta la materia esistente nell’universo corrisponderebbe alle estremità di stringhe che si estendono nella dimensione extra. Crediti: Suvendu Giri

Avete presente l’energia oscura? Secondo il modello cosmologico standard, è una misteriosa forma di energia che costituisce grosso modo il 70 per cento dell’universo, ed è responsabile della sua espansione accelerata. Sui suoi effetti sembrano esserci ormai pochi dubbi: sono stati osservati e misurati in più modi, uno dei quali – lo studio delle supernove – è già valso un premio Nobel. Ma sulla sua natura è buio fitto. Che cos’è, esattamente? Da dove arriva? Molti modelli la ricollegano alla costante cosmologica – la lettera lambda del modello cosmologico standard, Lambda-Cdm, già presente nelle equazioni di Einstein – e arrivano a rintracciarne l’origine in un fenomeno quantistico come quello dell’energia del vuoto. continua ...

Ultima Thule, l’appuntamento è per il 1° gennaio

Poster del flyby di Ultima Thule creato dall’artista-astronomo Tyler Nordgen. Crediti: Nasa/Tyler Nordgen

Sta filando tutto liscio per la sonda spaziale New Horizons della Nasa, che recentemente ha ricevuto il via libera per rimanere sul suo percorso, giudicato ottimale, verso Ultima Thule. Nel momento in cui questo articolo va online New Horizons si trova a 5.944.967 km da Ultima Thule: la posizione aggiornata minuto per minuto è consultabile sul sito dell’Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University. Il sorvolo dell’oggetto della fascia di Kuiper, miliardi di chilometri oltre Plutone, è previsto per le 06:33:00 ora italiana del 1° gennaio 2019, dunque fra poco più di quattro giorni. Sarà primo flyby in assoluto di un oggetto della fascia di Kuiper. continua ...

Libri di astronomia per bambini e ragazzi

Come ogni anno, a fine dicembre, la biblioteca dell’Inaf di Arcetri, pubblica Libri di Astronomia per Bambini a Ragazzi, una bibliografia accessibile dal portale Polvere di Stelle: i beni culturali dell’Astronomia italiana. Le pubblicazioni sono suddivise in quattro fasce di età: 3-5, 6-8, 8-10 e 11-14 anni, che corrispondono approssimativamente ai destinatari dei libri. Completa la raccolta una sezione dedicata agli atlanti, alle mappe del cielo, alle carte e alle enciclopedie. Dalla scelta dei libri che sono entrati a far parte della bibliografia emerge  un panorama editoriale articolato, ricco e soprattutto vario per contenuti e generi narrativi, un arcipelago di storie che merita di essere scoperto, di arrivare ai lettori. Come suggeriscono alcune delle pubblicazioni uscite nel 2018. continua ...

È il napoletano Vst il fuoriclasse dei telescopi

Le prestazioni, in termini di disponibilità, nel semestre aprile-settembre 2018 dei telescopi Eso dell’osservatorio di La Silla-Paranal. Vst risulta al primo posto per fermo tecnico più basso e per tempo disponibile per osservazioni (cliccare per ingrandire). Fonte: Eso

I telescopi dell’Eso, in Cile, sono tutti dei fuoriclasse. Uno un pochino più degli altri, almeno a guardare la pagella dell’ultimo semestre valutato, quello che va da aprile a settembre 2018. Si chiama Vst (acronimo per Vlt Survey Telescope), è un telescopio a grande campo da 2.6 metri, dal 2010 osserva il cielo dall’osservatorio di Paranal, ed è un oggetto a noi molto caro, non fosse altro che per il luogo in cui è stato ideato e progettato: a Napoli, dai ricercatori dell’Osservatorio astronomico Inaf Capodimonte. continua ...

Oltre la singolarità

Rappresentazione artistica di un buco nero. La metà inferiore dell’immagine rappresenta il buco nero che, secondo la relatività generale, intrappola tutto, compresa la luce. In accordo con la teoria della gravità quantistica a loop, una teoria che estende la relatività generale di Einstein usando la meccanica quantistica, sembrerebbe possibile superare questa tremenda attrazione e liberare tutto quello che vi è caduto dentro (metà superiore dell’immagine), fornendo così una via concreta per il recupero delle informazioni che precedentemente si pensava andassero perse nella singolarità del buco nero. Crediti: A. Corichi e J. P. Ruiz continua ...

Materia oscura? È là dove stelle si vanno a posare

Luce intracluster nel cluster Abell S1063. Crediti: Nasa/Esa/Hubble Space Telescope

In un articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society vengono esposti i risultati di uno studio realizzato grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble della Nasa/Esa nell’ambito del programma Frontier Fields. I dati sono stati letti applicando un metodo che gli autori dello studio hanno definito “rivoluzionario”, perché permetterebbe di rilevare la materia oscura presente negli ammassi di galassie in modo più preciso rispetto a qualunque altro metodo a oggi noto. Un metodo che potrà, dunque, aiutarci ad esplorare la sua natura misteriosa. continua ...

Alma saluta la cometa di Natale

Il 2 dicembre 2018 Alma ha fotografato la cometa 46P/Wirtanen. L’immagine mostra la concentrazione e la distribuzione delle molecole di acido cianidrico (HCN) attorno alla chioma della cometa. Crediti: Alma (Eso/Naoj/Nrao); M. Cordiner, Nasa/Cua

Lo scorso 16 dicembre la cosiddetta “cometa di Natale“, meglio conosciuta come 46P/Wirtanen, ha effettuato il suo passaggio ravvicinato alla Terra, permettendo ad astrofotografi professionisti e amatoriali di riprenderla in tutta la sua sfuggente bellezza. Ma l’oggetto è stato monitorato per settimane prima del suo arrivo. Le potenti antenne cilene dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma) hanno “fotografato” la cometa lo scorso 2 dicembre riuscendo a “zoommare” nella regione più interna della sua chioma (cioè l’involucro gassoso che avvolge il nucleo). continua ...

A Science l’astrofisica piace “on the rocks”

La copertina del numero di Science dedicato ai Breakthrough 2018

Strutture molecolari, analisi genetiche, sviluppo cellulare… la parte del leone, nella top ten delle scoperte scelte da Science per l’anno che si chiude, va al mondo dell’estremamente piccolo. A partire dal risultato breakthrough che si aggiudica il posto più alto del podio: un metodo per seguire – come fosse un film – l’evoluzione delle singole cellule durante le fasi di sviluppo dell’embrione.

Ma una fetta dell’ambita torta va anche all’astronomia. Anzi, due. Le due fette più fredde. Una riguarda l’enorme cratere di Hiawatha – misura più di 31 chilometri di diametro – individuato sotto i ghiacci della Terra di Inglefield, nel nord della Groenlandia. A produrlo sarebbe stato una meteorite ferrosa da circa un chilometro di diametro che avrebbe colpito la Terra in epoca relativamente recente, forse appena 13mila anni fa. L’interesse della scoperta sta soprattutto nelle sue implicazioni per la paleoclimatologia e per la ricostruzione delle cause del cosiddetto Dryas recente – una breve era glaciale risalente, appunto, a circa 12-13mila anni fa. continua ...

Cta studierà l’universo violento anche dalle Ande

Il sito del Cta dell’emisfero sud si trova a soli 11 km a sud-est dell’Osservatorio Paranal dell’Eso, nel deserto di Atacama in Cile, considerata una delle regioni più aride e isolate della terra – un paradiso per gli amanti delle stelle. Crediti: Eso

Il 19 dicembre 2018, il Council del Cherenkov Telescope Array Observatory (Ctao) e l’Eso, l’Osservatorio Australe Europeo, hanno firmato gli accordi finali per l’installazione del gruppo di telescopi che costituiranno la componente di Cta per l’emisfero meridionale in un’area prossima alla sede dell’Osservatorio del Paranal dell’Eso, sulle Ande cilene. Cta è un grande progetto internazionale per la realizzazione di una rete globale di telescopi di prossima generazione dedicati allo studio della radiazione gamma più energetica. Il progetto, cui partecipano per l’Italia l’Istituto nazionale di astrofisica e l’Istituto nazionale di fisica nucleare, prevede l’installazione dei telescopi su due siti: uno nell’emisfero nord, sull’isola di La Palma nell’arcipelago delle Canarie, e uno nell’emisfero sud, in Cile, appunto. continua ...

Zaffiri e rubini nel cielo

Illustrazione di uno dei candidati esotici di super-terre, 55 Cnc, ricchi di zaffiri e rubini e che pertanto potrebbero luccicare nei colori blu e rosso. Crediti: Thibaut Roger.

A ventuno anni luce di distanza, nella bellissima costellazione di Cassiopea, un pianeta chiamato Hd 219134b, con una massa quasi cinque volte quella della Terra, orbita attorno alla sua stella in soli tre giorni. Siamo al cospetto di un oggetto conosciuto con il nome di super-Terra. A differenza del nostro pianeta, tuttavia, molto probabilmente non ha un nucleo di ferro ma è invece ricco di calcio e alluminio. «Forse brilla di rosso e di blu, come rubini e zaffiri, visto che queste gemme sono costituite da ossidi di alluminio, comuni sull’esopianeta», dice Caroline Dorn, astrofisica presso l’Institute for Computational Science dell’Università di Zurigo. Hd 219134b è uno dei tre candidati che potrebbero appartenere a una nuova classe esotica di pianeti extrasolari, come riportano su Mnras Caroline e i suoi colleghi dell’Università di Zurigo e di Cambridge. continua ...

Comunicazioni quantistiche per i satelliti Gps

Setup ottico per la trasmissione dei qubit nello spazio. Fonte: Asi

I sistemi di navigazione satellitare (Gnss) permettono a dispositivi elettronici dotati di appositi ricevitori, come gli smartphone, di localizzarsi precisamente in un qualsiasi punto della superficie terrestre, fornendo così un servizio oggigiorno indispensabile per governi, istituzioni e cittadini. Per questo motivo, i sistemi Gnss sono infrastrutture di importanza strategica a livello mondiale.

Attualmente, diverse costellazioni di satelliti Gnss sono operative (il Global Positioning System americano, il Glonass russo, il Galileo europeo, il BeiDou cinese, il Qzss giapponese e l’Inrss/Navic indiano) e in costante sviluppo per fornire una migliore accuratezza nella localizzazione e ulteriori servizi come la distribuzione e la sincronizzazione del tempo legale, usato per esempio per regolare il traffico aereo del pianeta. Alla base del corretto funzionamento dei sistemi Gnss è la capacità di scambiare in maniera sicura dati e segnali di controllo con i satelliti della costellazione, sfruttando tipicamente le comunicazioni radio. continua ...

Giardino di sabbia per il sismometro di InSight

Il 19 dicembre 2018, il lander InSight della Nasa ha posizionato il suo sismometro sulla superficie di Marte. È la prima volta che un sismometro è stato collocato sulla superficie di un altro pianeta. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Per la prima volta è stato posizionato un sismometro sulla superficie di un pianeta diverso dalla Terra. Merito del lander della Nasa InSight, su Marte ormai da qualche settimana. Il robottino senza ruote ha schierato il suo primo set di strumenti, completando così un importante traguardo della missione. Dalle immagini inviate a terra dalla camera posizionata sul braccio di InSight, il sismometro mostra la sua copertura color rame leggermente illuminata nel crepuscolo marziano. continua ...

Euclid pronto per l’assemblaggio finale

Impressione artistica del satellite Euclid. Crediti: Esa/Atg medialab

La missione Euclid dell’Esa ha superato brillantemente la Critical Design Review, la milestone che segna il completamento di una importante fase di vita di ogni progetto spaziale. La review ha verificato che l’architettura generale della missione ed il progetto di tutti i suoi componenti sono completi, garantendo che la missione sarà in grado di raggiungere i suoi obiettivi scientifici e permettendo l’inizio dell’assemblaggio del satellite. continua ...