BepiColombo è in volo verso Mercurio

Ha preso il via dalla base spaziale europea di Kourou nella Guyana Francese, la missione BepiColombo, con obiettivo l’esplorazione e lo studio del pianeta Mercurio. Il decollo è avvenuto alle 3:45 ora italiana a bordo del vettore Ariane V per la missione V245. La missione BepiColombo – il cui nome è un tributo al matematico, fisico, astronomo e ingegnere padovano Giuseppe Colombo – è frutto della collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa), ma con leadership europea. Il programma è composta da due sonde complementari che voleranno unite tra loro con l’obiettivo di svelare i più profondi segreti di Mercurio, il pianeta più vicino al Sole e tra i meno esplorati nel Sistema Solare. Dopo Mariner 10 e Messenger (entrambe missioni della Nasa), saranno l’Europa e il Giappone a fare il grande passo verso il cosiddetto “pianeta degli estremi”.

L’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha realizzato 4 dei 16 strumenti ed esperimenti a bordo dei due orbiter, grazie al contributo della comunità scientifica italiana, tra cui i ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e un gruppo dell’Università “La Sapienza” di Roma. Le sonde sono l’europea Mercury Planetary Orbiter (Mpo), che avvicinandosi a Mercurio avrà il compito di analizzarne la superficie e la composizione, e la giapponese Mercury Magnetospheric Orbiter (Mmo), che avrà lo scopo di studiare in dettaglio l’ambiente magnetico di Mercurio, l’interazione del pianeta con il vento solare e la chimica della sua impalpabile esosfera.

Gli strumenti italiani a bordo

Su Mpo sono imbarcati gli strumenti italiani: l’accelerometro Isa, i rilevatori di particelle Serena e la suite Simbio-Sys composta da tre strumenti ottici, mentre il quarto, il trasponder More che misurerà i segnali di onde elettromagnetiche in banda Ka che saranno inviati dal trasponder a terra e viceversa.

Il contributo italiano si amplia anche con la partecipazione allo strumento francese Phebus, spettrometro dedicato all’indagine della composizione e della dinamica dell’esosfera di Mercurio. La partecipazione è regolata da un accordo bilaterale Asi-Cnes e riguarda le attività di calibrazione mirate a definire un modello radiometrico completo dello strumento svolte dal team del Cnr e Università di Padova.

I commenti dei presidenti Asi e Inaf

«BepiColombo – sottolinea Roberto Battiston presidente dell’Agenzia spaziale italiana – è una missione tra le più affascinanti perché ci porta a esplorare Mercurio, un pianeta estremo di cui conosciamo ancora poco, il più vicino al Sole, difficile da raggiungere ma importantissimo dal punto di vista della planetologia per capire l’origine e l’evoluzione del nostro Sistema solare. Il contributo italiano ai vari strumenti è dei più importanti nel solco di quell’eccellente tradizione scientifica che caratterizza la planetologia italiana. Grazie al supporto dell’Asi, l’Inaf e la comunità scientifica nazionale hanno realizzato questi straordinari strumenti, potendo contare su una filiera di eccellenza che comprende l’industria a cui si deve l’implementazione e l’integrazione non solo della parte strumentale ma della sonda nel suo complesso».

 Nichi D’Amico, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica. «Il coinvolgimento di numerosi ricercatori del nostro istituto dimostra che l’Italia è al centro dell’astrofisica mondiale, anche nelle missioni spaziali. Scienziati e ingegneri dell’Inaf saranno in prima linea anche nei prossimi anni, quando arriveranno i primi dati riguardanti questo pianeta ancora così misterioso».

Studiare Mercurio

Il viaggio di BepiColombo non sarà breve: passeranno 7,2 anni prima dell’arrivo nella regione più interna del nostro sistema planetario, a “pochi passi” dal Sole. Appena 58 milioni di chilometri. Le due sonde saranno accompagnate grazie ad un modulo trasportatore, Mercury Transfer Module (Mtm), che userà i suoi piccoli propulsori per indirizzarle nelle rispettive orbite attorno a Mercurio, prima che queste si separino per posizionarsi ognuno sulla propria orbita più vicina al pianeta. L’arrivo intorno a Mercurio è previsto per dicembre 2025 con data fine missione, salvo possibile estensione, fissata a maggio 2028.

Le due sonde opereranno autonomamente una volta giunte nell’orbita di Mercurio. Il modulo di trasferimento che le porterà sull’obiettivo è stato progettato e costruito in Europa e funge unicamente da “mezzo di trasporto” durante la fase di viaggio e per l’inserimento in orbita. Anche se non ha carico scientifico, è un elemento chiave per arrivare su Mercurio. Il modulo utilizzerà una combinazione di propulsione ionica e chimica in aggiunta a numerose spinte gravitazionali durante il lungo percorso: la sonda effettuerà, infatti, un flyby (volo ravvicinato) attorno della Terra, due attorno a Venere e sei attorno Mercurio prima di effettuare le manovre di frenata e posizionamento orbitale.

BepiColombo è la quinta missione cornerstone del programma Horizon 2000+ adottata dallo Science Programme Committee dell’Esa per il programma del Direttorato scientifico. Come è facile immaginare, è una delle missioni di esplorazione interplanetaria più ambiziose mai programmate dall’Esa, nonché una delle più articolate perché composta da tre moduli e uno scudo solare (il Mosif o Mmo Sunshield and Interface Structure). L’industria italiana ha collaborato alla realizzazione della missione, in particolare Leonardo e Thales Alenia Space (Thales-Leonardo). Quest’ultima è stata il subcontraente principale del satellite (costruito da Airbus Defence and Space in qualità di prime contractor) guidando le 35 aziende europee coinvolte.

Fonte: BepiColombo è in volo verso Mercurio