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Puglia, benessere tra gli ulivi
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Nel cuore della Puglia, ai piedi della Murgia e a due passi dalla Valle d'Itria, vi è un meraviglioso paesaggio costellato da splendide masserie. È il famoso territorio delle Cento masserie di Crispiano.
In un suggestivo percorso fra colline mediterranee e pianure ricoperte da imponenti ulivi secolari, chilometro dopo chilometro, si incontrano masserie la cui epoca di costruzione oscilla tra il XV e il XIX secolo e le cui varianti architettoniche spaziano dalle più piccole masserie rurali alle più imponenti strutture a corte chiusa con mura fortificate.
Tra palazzi padronali e chiese affrescate, tra torri di vedetta e stalle nei trulli, tra ovili settecenteschi e frantoi ipogei, tra aie e corti delle feste, tra apiari e piccionaie in pietra, tra profonde cisterne scavate nella roccia e interminabili muri a secco… ogni masseria è uno scrigno di tesori.
Lontano dalle mete pugliesi consolidate, il percorso nei luoghi delle Cento masserie offre itinerari insoliti e poco battuti, al cuore della terra di santi e briganti e della sua storia.
Itinerari del gusto, religiosi, archeologici ed enogastronomici, alla scoperta di gravine, cappelle e chiese rupestri, di siti magno greci e della meravigliosa produzione locale di vini e prodotti ortofrutticoli, portata avanti con le braccia e con l'amore di chi fa questo lavoro per vocazione, oggi come tanto tempo fa.
Dalla cultura al benessere, in un percorso dantesco ambientato nei trulli di Quis Ut Deus, Spa e resort originale e di altissimo livello: la struttura, ricavata in una meravigliosa masseria del 1710, si trova immersa tra gli olivi secolari della Puglia. Con la sua perfetta autosufficienza è stata capace nei secoli di soccorrere a ogni esigenza con essenzialità rustica ed elegante, e oggi apre le sue porte al turista che vuole riscoprire quei sapori genuini di un tempo.
Completamente recintato in pietra a secco, il centro benessere è composto da una zona all'aperto con percorso Kneipp e una zona nei trulli, all'interno dei quali si snoda il Percorso di Purificazione che trasporta gli ospiti dall'Inferno fino al Paradiso. Per sentirsi proprio come un dio, in un perfetto connubio tra natura e spirito, che da sempre lega a doppio filo il destino della Puglia.
La filosofia del centro si basa sul concetto di purificazione e armonia tra corpo, spirito e ambiente attraverso l'uso dell'olio extravergine d'oliva, il più potente antiossidante naturale e attraverso l'integrazione tra le varie aree benessere: idroterapia, massaggi, alimentazione, fitness. Gli ospiti possono scegliere il proprio percorso di purificazione naturale: hamman, massaggio con olii antiossidanti, bagni in latte d'asina, massaggi con l'elisir degli dei e pietre sacre, trattamenti di Afrodite al cioccolato. E infine la “visio mistica” con i suoi 4 stadi “Dilatatio mentis, Sublevatio, Excessus ed Oblivio” per raggiungere l'abbandono delle percezioni.
Dal benessere alla gastronomia, in un territorio a forte vocazione agricola: nell'antico frantoio con macina e torchi in legno è stato ricavato il ristorante che offre solo specialità locali, finemente rielaborate dal simpatico chef Angelo. D'estate si può mangiare all'aperto sulle splendide terrazze circondate dagli ulivi.
Il resort della Quis Ut Deus si compone di 11 camere arredate con gusto e originalità. Completano l'area della masseria un ampio parco naturale con sentieri della Magna Grecia tra olivi e macchia mediterranea, e una deliziosa una cappella affrescata.
A rendere ancor più interessante il territorio delle Cento Masserie di Crispiano, un ricco calendario di eventi culturali, teatrali, artistici, musicali ed equestri con importanti appuntamenti in ogni periodo dell'anno.
In occasione della BIT (18-21 febbraio 2010) non mancate l'appuntamento con la settimana gastronomica: l'UNA Hotel di Milano ospiterà il Consorzio delle Cento Masserie per promuovere ricette pugliesi e prodotti tipici locali, su tutti vino e olio extravergine. Sempre per l'occasione, durante tutta la settimana, il menu pugliese sostituirà la carta del ristorante dell'UNA Hotel. E per concludere, giovedì 18 febbraio ci sarà uno show musicale e gastronomico. Da leccarsi i baffi!


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"Il caso Morgan" è chiuso No a Sanremo, forse ospi
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Morgan dopo le dichiarazioni a Max sull'uso della droga, a Porta a Porta ha ammesso i suoi errori ed ha annunciato che non vuole più andare all'Ariston. Il vertice Rai definisce "irrevocabile" la decisione del direttore di Raiuno Mauro Mazza e del dg Mauro Masi di escludere l'artista dalla gara. Chi lo sostituirà? Potrebbe anche non subentrare nessun'altro al suo posto. Da non escludere l'ipotesi della presenza di Morgan all'Ariston come ospite.
Foto LaPresse

Dunque resta irrisolto il problema di chi sostituirà il cantante. ''Ne stiamo discutendo in queste ore, una decisione finale spetta al direttore artistico Giammarco Mazzi", dice Mazza. E il vicedirettore generale della Rai, Antonio Marano, aggiunge: "Potremmo anche non sostituire Morgan affatto, ma è Mazzi che decide".

Dalla parte di Morgan si schiera il segretario del Pd Pier Luigi Bersani: "Certamente ha dato un cattivo insegnamento, ha sbagliato, ma non possiamo massacrarlo. Dobbiamo dargli una possibilità come tutti quelli che hanno sbagliato e ai quali va data un'altra occasione". Pupo si augura ancora di vedere Morgan al Festival: "Spero che venga riammesso". Al cantante anche la solidarietà di Vasco Rossi che in un messaggio gli ha scritto: "Mi sei ancora più simpatico".

“Conosco Morgan da abbastanza tempo per poter dire che non si tratta soltanto di un musicista bravo quanto altri possono esserlo, ma di un artista raro e prezioso, inciampato certamente in alcune dichiarazioni inopportune e infelici. - ha dichiarato Ivano Fossati - Se chi ne parla e lo giudica avesse una più precisa idea della sua portata musicale e artistica, lo guarderebbe con altri occhi e comprenderebbe forse meglio i suoi sbandamenti e il suo essere indifeso. Ho visto Morgan con i miei occhi suonare e poi spiegare frammenti della musica di Rachmaninov a migliaia di ragazzi a bocca aperta durante un suo concerto estivo e mi domando se questo può essere un cattivo maestro. Forse la sua riammissione al Festival di Sanremo porterebbe migliori risultati che non il suo allontanamento”.

Anche Claudia Mori conferma il suo appoggio al giudice di X Factor: "Non si può trattare un artista in questa maniera, non si butta il mostro in prima pagina". E Livia Turco del Pd si augura che "la Rai riconsideri la scelta di non invitarlo a Sanremo", mentre il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, rimane ferma sull'idea che il cantante "abbia avuto un approccio troppo leggero su un tema troppo pesante".

Dopo aver ribadito le sue preoccupazioni per la figlia, nel salotto di Vespa Morgan sottolinea: "Sono una persona onesta e pulita nell'anima. Non ho problemi a dichiarare la mia debolezza perché so vincere, so combattere e stare al mondo". Non nasconde anche di aver iniziato un percorso di cura due anni fa e di avere un tentativo in Italia di terapia del sonno in una clinica vicino alla Svizzera, ma "questo è il modo sbagliato di risolvere il problema. Non si passa da una sostanza a un'altra sostanza tossica. Lì ti facevano dormire una settimana pieno di psicofarmaci. La cosa giusta è la psicoterapia, uno psichiatra mi aveva detto le prescriverei cocaina perché fa meno male di certi farmaci".

A fine puntata, Morgan con gli occhi un po' lucidi dice di essere vittima di se stesso e dei suoi errori: "Se la Rai ha deciso di non farmi fare Sanremo per ragioni che non condivido le subisco. Se mi avessero dato la possibilita' avrei dimostrato che non faccio l'apologia della droga, ma che sono un musicista appassionato".



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Ornella Muti e i suoi anni... ritoccati
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Biondissima e senza l'ombra di una ruga o di un'imperfezione su un volto "tirato a nuovo" e ringiovanito di vent'anni. Miracoli della chirurgia estetica. Ornella Muti torna alla ribalta completamente "rinnovata". Classe 1955, l'attrice, ospite del "Chiambretti Night", ha sfoggiato una silhouette perfetta, stringata in un abitino stretch, ma soprattutto acconciatura, colore dei capelli e make up impeccabili.

A metà tra Ilary Blasy e Cicciolina la Muti ha subito una vera e propria trasformazione. Per sua stessa ammissione è ricorsa più volte all'aiuto del chirurgo estetico, che non rinnega: "Sono molte le donne che ricorrono ai ritocchini".
Il cambio di look dell'attrice, madre e persino nonna, coincide con un perido molto positivo nella vita di Ornella. Sentimentalmente è ora legata ad un imprenditore francese, Fabrice, con cui ha ritrovato il sorriso. Anche professionalmente la sua vita va a gonfie vele. Dal 29 gennaio sarà al Teatro Traiano di Civitavecchia nel dramma "L'ebreo" con Pino Quartullo. Insomma a quasi 55 anni la Muti non ha perso lo smalto e il **** appeal che l'hanno resa famosa negli anni passati e sembra decisa a non cedere all'età che avanza.



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Sarah Nile, Playmate of the Year
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E' stata la prima Playmate nel paginone centrale del numero 1 di Playboy Italia e, visto che il primo amore non si scorda mai, Sarah Nile è stata eletta Playmate dell'anno dalla stessa rivista e si è conquistata la cover, come si addice a una coniglietta doc. Sensuale, erotica e accattivante, la bella napoletana, ex inquilina della casa del "Grande Fratello", dimostra di avere stoffa per sedurre.

Davanti all'obiettivo di Petro Lucerni, che ha scattato anche le foto del primissimo servizio di Sarah per Playboy, la Nile si mostra in tutta la sua erotica sensualità. La stessa che ha incantato il pubblico e gli inquilini del Gf durante la famosa doccia, subito dopo il suo ingresso nella Casa. La stessa che ha sedotto il pubblico sanremese, nella scorsa edizione quando la coniglietta fu ospite insieme a due sue "colleghe" di Bonolis, e la stessa con la quale questa intraprendente ragazza venticinquenne ha deciso di conquistarsi un posto sotto i riflettori.



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Fagiano impazzito terrorizza un villaggio del Yorkshire
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Insegue cani e gatti, si lancia contro le mamme che portano a spasso i bambini e, se li capitano a tiro, terrorizza persino gli anziani. Non si tratta di un animale selvatico pericoloso, ma di certo, con il suo insolito modo di fare, sta creando non pochi problemi agli abitanti di un piccolo villaggio del North Yorkshire. Il protagonista della storia che stiamo per raccontarvi, sebbene possa sembrarvi impossibile, è un comunissimo fagiano che, forse per vendicare i propri simili fatti al forno in tutto mondo, o per semplice follia, si diverte a trascorrere in questo modo le sue giornate.
Il pennuto, per oltre un mese, ha molestato tutti e tutto: automobili comprese. Stando al racconto di alcuni testimoni oculari, la “bestiaccia” ama nascondersi poco distante dalle fermate dello scuolabus: quando i bimbi si mettono in fila per salire sul pulmino salta fuori dalle siepi e, urlando, si lancia all'inseguimento dei piccoli studenti.
Il folle volatile non si limita certo all'inseguimento. Le persone più coraggiose, quelle che pensavano di rispondere all'attacco con un contrattacco a sorpresa, hanno scoperto a proprie spese che il fagiano in questione era letteralmente pazzo. Luckily, un ex albergatore di 60 anni, è stato persino ferito dalle rapidissime beccate del pennuto: è stato salvato dal postino, intervenuto a seguito delle sue urla.
“Tutto ciò potrebbe sembrare divertente - ha detto Bob De'Ath, presidente del Newsham Parish Council - ma questo fagiano potrebbe ferire gravemente dei bambini”. Lyndsey Waddell, presidente del National Gamekeepers Organisations, ha comunque voluto spezzare una lancia a favore del povero volatile: “Il fagiano in questione si comporta come molti altri suoi simili. Quando si avvicina la primavera, e di conseguenza la stagione degli amori, tendono a diventare molto più territoriali ed aggressivi”. Comunque sia, ha concluso l'esperto, “sarebbe auspicabile che qualcuno catturasse l'animale per portarlo dove non può arrecare danni alle persone” .


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Il gatto che predice la morte sotterra il 50esimo anziano
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Finire all'ospedale non è certamente una cosa piacevole. Esser poi costretti a recarsi presso una struttura dove vive un gatto veggente, capace di predire la morte dei pazienti e di segnalarlo a tutti piazzandosi davanti all'ingresso di una specifica stanza, deve esser un vero e proprio incubo. Oscar, questo il nome del felino dagli occulti poteri, sorprende sempre più. Dal 2007 ad oggi ha segnalato, con precisione assoluta, 50 dipartite, lasciando stupefatto il personale medico dell'ospedale Steere House di Providence, negli Stati Uniti.
Il dottor David Dosa, medico che con un libro annunciò al mondo le incredibili quanto inquietanti capacità del felino, ha di recente pubblicato un proprio nuovo lavoro nel quale riporta tutti i nuovi casi di “morte annunciata”. Dosa ha sottolineato di non voler mettere in cattiva luce il povero Oscar, e infatti son pochissime le persone che lo temono.
Il gattone passeggia di continuo, andando a trovare tutti i pazienti della struttura. Quando decide di fermarsi però, significa sempre che la persona oggetto delle sue attenzioni morirà nelle ore successive. Il personale della struttura, a questo punto, si limita a tener lontano il felino che solitamente inizia a graffiare sulla porta nel tentativo di entrare nella stanza e, successivamente, contatta i parenti del morente.
Una questione di odore - Oscar, secondo il professor Dosa, è in grado di predire la morte semplicemente perché capta odori per noi impercettibili, come ad esempio quello delle cellule morenti. Si tratta ovviamente di una teoria che, sottolinea il medico, non ha fondamenti scientifici.



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San Salvador nel cuore dell' America
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La città di San Salvador è la capitale della Repubblica di El Salvador, il più piccolo e popoloso tra gli Stati dell'America centrale.

Stretto da nord a sud-est tra il Guatemala e l'Honduras e bagnato a sud-ovest dall'Oceano Pacifico, è un Paese che vive di agricoltura e dove potere e denaro sono ancora nelle mani di pochissimi latifondisti.

La città, densamente popolata, si estende a perdita d'occhio sotto l'imponente e tutt'ora attivo vulcano che le da il nome.

Come il resto del territorio di El Salvador, anche la capitale San Salvador era abitata in epoca precedente la dominazione spagnola; i Maya in particolare hanno lasciato diverse testimonianze della loro grandiosa civiltà la parte cittadina oggi chiamata Ciudad Vieja.

Dopo quattrocento anni di dominio ispanico lo Stato di El Salvador ottenne la propria indipendenza nel 1841. Negli anni seguenti il potere economico e politico passò ai grandi proprietari terrieri dediti alla coltura del caffè.

Con la creazione della nuova costituzione nel 1962 vi furono una serie di governi militari che portarono miseria e malcontento e la nascita di fazioni politiche come il Fronte di liberazione nazionale Farabundo Martí, che negli anni seguenti intensificò la guerriglia.

Sebbene l'intero Stato e in particolare la sua capitale sia stato in passato teatro di una tormentata guerra civile, dal 1992 è in atto un lento e complesso processo di democratizzazione e redistribuzione della ricchezza, tuttavia è ancora tanta la popolazione che vive sotto la soglia di povertà e che affolla la città di San Salvador alla ricerca di migliori opportunità.

Con questo turbolento passato non sorprende che a San Salvador come nel resto del piccolo Stato salvadoregno, a differenza delle altre capitali e del territorio degli Stati confinanti, non sia particolarmente sviluppato il turistico.

Esiste una discreta offerta di strutture e tour organizzati, ma viaggiare in maniera indipendente è decisamente una sfida non senza rischi anche se vera ed emozionante. La nazione attraversa infatti un momento di difficile ma ambiziosa ricostruzione, sia strutturale che sociale.

La povertà e i problemi sono ancora tanti e anche il turismo ne risente. La delinquenza e la corruzione sono di scena ovunque e San Salvador è considerata da diversi anni la capitale più pericolosa del Sudamerica. Come per molte altre destinazioni è preferibile non viaggiare di notte, e in generale evitare i mezzi pubblici.

Una delle zone più pericolose è il confine con il Guatemala, dove è reale il rischio di essere coinvolti in scontri armati tra trafficanti di droga.

La popolazione, nonostante tutto, è accogliente e umile, i salvadoregni sono in maggioranza cattolici, anche se evangelici e battisti sono in aumento. La lingua ufficiale è lo spagnolo, alcuni anziani parlano l'antica lingua locale, il nahua, e sorprendentemente molti giovani, emigrati negli Stati Uniti durante la guerra civile, parlano inglese.

La pietanza di tutti i giorni a San Salvador è il casamiento, un piatto semplice ma nutriente composto da riso e fagioli che si trova quasi “gratis” in ogni bar o locanda della città. In questi locali si può chiedere un pupusas: con frumento e formaggio, fagioli o lardo di maiale fritto, accompagnati da un licuado: le ottime spremute alla frutta. I superalcolici preferiti dai locali, vere “bombe”, sono il Tic-Tack e il Torito, derivati dalla canna da zucchero.

Il periodo migliore per visitare San Salvador e il resto del piccolo Stato salvadoregno coincide con la stagione secca, che va da novembre ad aprile. Nel resto dell'anno è facile imbattersi in piogge torrenziali, l'umidità è altissima e le strade poco praticabili.

Nel periodo suddetto si concentrano anche le iniziative e gli eventi più importanti. Attorno a Natale e Pasqua si respira sicuramente un'atmosfera speciale, mentre per coloro che decidono comunque di spostarsi in estate si consiglia la prima settimana di agosto, periodo in cui nella capitale ha luogo il folcloristico festival annuale di San Salvador.


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Damasco città incantata
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Nell'enorme agglomerato urbano di Damasco, tra echi di storia millenaria e timide aperture alla modernità, si respira quell'aria incantata, da Mille e una notte, tipica di tante città dell'Oriente mesopotamico; Damasco è una delle città più popolose del Medio Oriente (circa 1.700.000 abitanti), è la capitale dello stato siriano ma formalmente ne è solo la seconda città per numero di abitanti (prima è Aleppo con circa 1.800.000 abitanti).

In realtà l'area urbana di Damasco supera abbondantemente i cinque milioni di residenti ed è una delle più densamente abitante del mondo; se si considera poi che la città è il vero motore economico del Paese si può stimare che la popolazione che vi gravita durante le ore lavorative sia ancora più grande (si presume intorno agli otto milioni).

Si ritiene che Damasco sia uno dei primi insediamenti stabili scelti dall'uomo nel corso della sua storia: probabilmente la città era già abitata nel 6000 a.C.; questo dato è stato più volte confermato dagli scavi archeologici che hanno dimostrato come già in quell'epoca così remota sulle coste siriane gli Aramei (probabilmente arrivati dalla zona della foce del Tigri e dell'Eufrate) avessero costruito un nucleo urbano con caratteristiche sorprendenti in termini di modernità (un primitivo acquedotto, canali di scolo per l'acqua ecc.).

A partire dal secondo millennio a.C. la popolazione degli Hyksos era presente in città ma la scarsità di documentazione a disposizione non ci permette di dire molto di più al riguardo; l'episodio più significativo del periodo successivo fu la completa distruzione che Damasco subì da parte degli invasori Assiri al seguito dello spietato Tiglath-Pileser III (metà dell'VIII secolo a.C.).
Duecento anni dopo furono le armate del persiano Ciro a prendere la città e da qui a partire verso il tentativo (fallito) di conquista di quell'occidente greco che due secoli dopo, con Alessandro Magno, avrebbe ridotto l'intera Siria a provincia di quello sterminato impero durato lo spazio della vita del grande condottiero.
I successori di Alessandro, i Seleucidi e i Tolomei, dominarono il Paese fino a quando Pompeo, nel I secolo a.C., portò a compimento la sottomissione di tutto il Mediterraneo orientale, comprese quelle città che poi diventeranno molto prospere in età imperiale (Palmira in primis) trovandosi sul tracciato delle principali vie mercantili verso l'Oriente.

Dopo sei secoli, nel VII secolo d. C., la dominazione romana e bizantina fu rovesciata dall'arrivo degli arabi (prima gli Omayyadi, poi i Fatimidi e infine i Mammelucchi d'Egitto); nel 1516 fu la volta degli ottomani che per 400 anni tennero tutta la Siria fino all'inizio del periodo coloniale quando il Paese divenne un mandato francese: l'indipendenza arrivò solo nel 1946.

La situazione politica siriana sarebbe però rimasta a lungo molto precaria, segnata da una serie di colpi di stato, fino ad arrivare all'attuale “sistemazione” con una Repubblica Presidenziale che di “repubblicano” ha ben poco visto che il partito Baath è sostanzialmente l'unico dello stato e che il presidente in carica Bashar el-Asad è figlio del precedente presidente Hafiz al-Asad.

Il clima di Damasco è mediterraneo, positivamente influenzato dal vicino mare e dai numerosi fiumi che attraversano il suo territorio; d'inverno non è impossibile vedere la neve anche se negli ultimi anni il fenomeno è divenuto estremamente raro.

In città ci si può spostare con i numerosi taxi, con i bus o i minibus; è prevista la costruzione della metropolitana di Damasco che dovrebbe vedere la luce a partire dal 2015; lo scalo che serve la capitale è l'Aeroporto Internazionale di Damasco, posto ad una distanza di circa venti km dal centro cittadino, sul quale operano la compagnia di bandiera Syrian Arab Airlines oltre che i maggiori vettori internazionali.

La lingua ufficiale di Damasco è l'arabo, moneta ufficiale è la lira siriana; l'ambasciata italiana si trova in Al Ayubi Street - P.O. BOX 2216.


FONTE
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