|
|
|
Calendario - Ottobre, 2007 Archivio 2008 Set, Ott, Nov, Mag, Mar, Giu, Lug, Gen, Feb, Dic, Ago, Apr2007 Set, Ott, Nov, Mag, Mar, Giu, Lug, Feb, Dic, Ago, AprCategorie Articoli VariCinema e Film Compleanno Documenti Eventi Gossip e Vip Informazioni Varie Laurea Matrimonio News Curiose Recensioni e Consigli Spettacolo e Tv Viaggi e Turismo Video Calendari Video Comici e Divertenti Video Film Trailer Video Vip e Celebrità
Link: Blog Directory Blogging Fusion Dmegs Web Directory Technorati Profile
|
Ottobre 2007
Tra boccali e baccanti è di nuovo Oktoberfest
Si rinnova l'appuntamento per tutti gli appassionati di birra: l'Oktoberfest. Anche quest'anno Monaco ospita dal 22 settembre al 7 ottobre la storica manifestazione bavarese
inserito da
paolo il Dom Ott 07, 2007 10:06 am in Viaggi e Turismo
Una bionda per la vita? No, tante bionde per due settimane. Dal 22 settembre al 7 ottobre Monaco accoglie chiunque voglia passare almeno un giorno tra boccali di birra e cameriere che indossano i vestiti tradizionali della Baviera. Tra gli stand dell'Ocktoberfest, famigliole bavaresi e turisti festeggeranno insieme. E saranno tantissimi. Nel 2006, sei milioni di bevitori o semplici curiosi sono infatti arrivati a Monaco per la manifestazione. A inaugurare la tradizione ottobrina furono, nel 1810, le nozze principesche del futuro Re Luigi I con la Principessa Therese di Sachsen-Hildburghausen. Tutti i cittadini di Monaco furono invitati a quella che sarebbe diventata l'Oktoberfest; da allora, per 173 volte, la Baviera ha rivissuto quella festa. Il programma collaterale dell'Oktoberfest. Nulla impedirà ai turisti di assistere alle tradizionali manifestazioni che accompagnano la festa della birra, neanche la pioggia. In ogni caso ci sarà l'ingresso degli osti nel Wiesn, il prato dove si svolge la manifestazione, la sfilata dei costumi tradizionali e il concerto di tutte le orchestrine dell'Oktoberfest. L'appuntamento è per sabato 22 settembre alle 10.45, domenica 23 alle 10.00 e, sempre domenica 23, alle 11.00. Tendoni e birrerie. C'è davvero l'imbarazzo della scelta perché i tendoni sono tantissimi. Qui il prezzo di un un litro di birra oscilla tra i 7 e gli 8 euro, mentre l'ingresso è gratuito. E dal momento che sei milioni di persone sono davvero tante è necessario prenotare, anche se nei tendoni (fatta eccezione per quello di Käfer e per il Weinzelt, il tendone del vino) c'è sempre un numero di posti liberi. Fonte: http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/E-ancora-Oktoberfest/168181
permalink | commenti (0)
Mostre: 150 opere di Vedova a Roma
A un anno esatto dalla scomparsa, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma celebra Emilio Vedova con una mostra che espone 150 sue opere. La rassegna era da anni in gestazione e aveva dato la sua preziosa collaborazione lo stesso artista veneziano. La retrospettiva, che apre domani al pubblico, illustra l'intero percorso creativo di Vedova, dalla grafica giovanile ai celebri cicli pittorici degli anni '50 e '60 ai Dischi e le opere piu' recenti.
inserito da
paolo il Dom Ott 07, 2007 10:12 am in Viaggi e Turismo
Fonte : http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2007-10-06_106125661.html
SIAMO SODDISFATTI...grazie Bravo
Io e mia moglie ringraziamo la Bravo Enterprises per l'ottimo lavoro svolto e in particolare del Sig. Stefano che con pazienza e gentilezza ci ha indicato l'orchestra che tanto ci è piaciuta...
inserito da
bestpixx il Mar Ott 09, 2007 1:32 pm in Recensioni e Consigli
Caraibi : Le bellezze di St Vincent e Grenadine
Il loro nome caraibico è "Hairoun", che significa "Terra dei Beati": sulla carta geografica sono indicate invece come St. Vincent e Grenadine. L'arcipelago è situato nel Mar dei Caraibi, tra Saint Lucia e Grenada, nelle isole Windward delle Piccole Antille. St. Vincent è la più grande delle 32 isole che si estendono ad arco a sud fino a Grenada, coprendo una superficie di circa 388 chilometri quadrati. Tra il mare e le cime imponenti del vulcano Soufriére, le isole sono un luogo ideale per una vacanza all'insegna del mare, ma anche dello sport e della vita attiva, visto che l'arcipelago è ricco di luoghi da scoprire e da esplorare.
inserito da
paolo il Mar Ott 09, 2007 1:39 pm in Viaggi e Turismo
Le isole principali, da nord a sud, sono St Vincent, Young Island, Bequia, Mustique, Canouan, Mayreau, Union Island, Palm Island e Petit St. Vincent. Nell'arcipelago la lingua ufficiale è inglese, la moneta è il dollaro dei Caraibi Orientali (EC$); il fuso orario è di quattro ore indietro rispetto all'ora di Greenwich e il turista, per entrare nel Paese, deve avere il passaporto e possedere il biglietto di ritorno. Il clima è favorevole tutto l'anno, con temperature media di circa 27° C, ma il periodo migliore per un viaggio è tra novembre e febbraio, mentre i mesi tra maggio e ottobre sono i più umidi. L'isola principale è St. Vincent (345 chilometri quadrati), sulla quale si trova la capitale e centro amministrativo Kingstown. A sud di St. Vincent si stendono le trenta isole delle Grenadine, lungo un arco di oceano di 64 chilometri, tra spiagge bianche, barriere coralline e colline fiorite. La bellezza di questi luoghi è ancora poco conosciuta dai turisti, se non ai proprietari di yacht e proprio in questo sta molto del loro fascino: solo sette isole sono abitate e anche queste sembrano poco sfruttate se comparate alle destinazioni caraibiche più popolari. I turisti trovano una natura incontaminata e un mare cristallino che ne fanno il paradiso degli sport acquatici, dal diving alla vela, all'osservazione del caleidoscopico universo dei reef corallini; qui si possono incontrare con frequenza delfini, balene e altri cetacei. Chi preferisce restare sulla terra ferma ha invece la possibilità di scalare pendici vulcaniche e di ammirare le meraviglie di una flora e una fauna lussureggianti, o addirittura compiere un safari. Le isole sono state colonizzate a partire dal 1635 con l'arrivo di gruppi di africani sopravvissuti al naufragio di una nave olandese di schiavi, che si amalgamarono con i locali. Nell'arcipelago giunsero poi i francesi, che si stabilirono qui all'inizio del ‘700. Nel 1763, con il Trattato di Parigi, St. Vincent fu ceduta alla Gran Bretagna, ma nel corso delle due Guerre dei Caraibi, con l'aiuto delle popolazioni locali, i francesi si impadronirono con la forza dell'isola nel 1779. Tuttavia, con il Trattato di Versailles, nel 1783 dovettero restituirlo alla Gran Bretagna. Tobago Cay Da quel momento si sviluppò l'economia legata alle piantagioni e St. Vincent iniziò a produrre zucchero, cotone, caffè e cacao. L'arcipelago divenne parte delle colonie britanniche delle Isole Windward nel 1871 e ottenne la piena indipendenza solo il 27 ottobre 1979, entrando a far parte del Commonwealth. Si arriva a St Vincent e Grenadine in aereo dall'Italia con cambio a Barbados, Grenada, Martinique, Antigua, St. Lucia e Trinidad, Le compagnie aeree che provvedono al trasferimento fino agli aeroporti dove si effettua il cambio sono British Airways, Virgin Atlantic, American Airlines, Air France, BWIA e Air Jamaica. Fonte : http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo380859.shtml
Polinesia, benvenuti in paradiso
Mettiamola così: se Dante avesse avuto la possibilità di fare un giro nel Sud del Pacifico difficilmente avrebbe resistito alla tentazione di riprendere quelle atmosfere per scrivere il suo Paradiso. Esageriamo? Solo fino a un certo punto, perché se è vero che l'immaginario collettivo dipinge la Polinesia come isole da sogno, con una natura incontaminata, dal mare cristallino, una volta toccata con mano quella realtà si capisce subito che le isole sono davvero da sogno, la natura è assolutamente incontaminata e il mare è incredibilmente cristallino.
inserito da
paolo il Mar Ott 09, 2007 1:40 pm in Viaggi e Turismo
Per non parlare di flora, fauna, dell'accoglienza della gente e del clima ideale tutto l'anno (meglio da aprile a ottobre). Insomma, un vero paradiso che si estende su una superficie di 4mila km quadrati, suddivisi tra 118 isole, raggruppate in cinque arcipelaghi: le Marchesi (a Nord), le isole della Società e le Tuamotu (al centro), le Australi (a Sud) e le Gambier (a Sud-est). Per quanto vasto, questo arcipelago sembra minuscolo, così sperduto in mezzo al Pacifico. Basta osservare un mappamondo per convincersene. Il continente più vicino - l'Australia - è situato a 5.700 km di distanza, mentre l'Italia dista oltre 18mila km e circa 22 ore di volo. Di questa zona, politicamente inquadrata come Territorio francese d'oltremare, le isole più conosciute sono Tahiti e Bora Bora, entrambe nell'arcipelago delle Società. La prima, con capitale Papeete, è la più vasta (più di mille km2) e la più popolosa (127mila abitanti). La Polinesia francese conta 245.405 abitanti, ma numerose isole ne contano solo qualche centinaia, se non decine, e circa quaranta sono addirittura disabitate.La popolazione di Tahiti e delle sue isole riunisce polinesiani (83%, con un 20% circa di "mezzosangue" o meticci), europei (12%, essenzialmente metropolitani) e cinesi (5%, comunità insediata alla fine del XIX secolo). Le banconote polinesiane Sulle isole le lingue ufficiali sono il tahitiano (curioso quanto incomprensibile) e il francese, ma l'inglese è abbastanza diffuso. Nei grandi alberghi non è raro trovare però personale che parla italiano. La moneta è il Franco Pacifico Francese, che ha un rapporto di cambio fisso con l'euro (un euro equivale a circa 119 franchi), che però normalmente viene accettato. Da anni Tahiti e le sue isole stanno puntando sullo sviluppo di un turismo ancora giovane (nato negli anni 60-70, quasi 200mila visitatori nel 2002) ma promettente. Del resto, già ora costituisce la prima fonte di reddito del territorio, davanti alla perla coltivata. La terza ricchezza è la pesca, attività tradizionale per i polinesiani, rimasta finora artigianale. In pieno sviluppo la coltivazione di prodotti agricoli (principalmente nono, vaniglia, fiori recisi, monoï), una risorsa quasi equivalente a quella costituita dai prodotti della pesca. La Polinesia francese è sinonimo di lagune dai riflessi turchesi, non a caso la principale motivazione dei visitatori rimane, di gran lunga, balneare, tanto più che le attività acquatiche sono numerose: immersione, windsurf, charter nautici nelle isole, surf, pesca d'altura e sci nautico. Tahiti Così, l'attrattiva e la fama delle lagune polinesiane sono tali da offuscare spesso, a Tahiti come in tutte le isole alte (Marchesi, arcipelaghi della Società e delle Australi), l'onnipresenza di superbe montagne ricoperte da una vegetazione rigogliosa. Cascate, laghetti, fiumi e specie endemiche si nascondo in questi massicci, accessibili a piedi o in fuoristrada. Qui avevano d'altronde scelto di abitare gli indigeni, che scendevano sul litorale soltanto per mettere in acqua la loro piroga, pescare o andare in guerra. Un tempo poco sviluppato, il turismo verde si sta organizzando e chi ha voglia di scoperte e di avventure nel cuore della natura polinesiana ha a disposizione un'ampia gamma di attività, tra cui trekking, escursioni in fuoristrada, canyoning. Un turismo principalmente d'élite, tagliato per coppie in viaggio di nozze ma, chiaramente, non destinato solo a loro. Al di là delle spese per il viaggio, il costo della vita in Polinesia, se parametrato al nostro, è oggettivamente alto. Se ci si vuole trattare bene, non mancano hotel e sistemazioni di lusso, ma non è utopistico pensare di andare al risparmio e contenere le spese. Per il pernottamento ci sono decine di pensioni in famiglia gestite direttamente dai polinesiani, mentre per il vitto ci sono snack bar sparsi ovunque che fondono la tradizione alimentare del luogo, fatta principalmente di pesce crudo e frutta, con baguette dal sapore francese. Il mare, i paesaggi, il sole, quelli, non costano niente. E sono davvero piaceri che non hanno prezzo. Fonte : http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo257563.shtml
Mauritius, la scoperta di un paradiso
Quando impazza la voglia di vacanza la risposta ideale si trova a Mauritius, una terra in cui il corpo e la mente si rigenerano in una cornice di incomparabile bellezza. Chi vuole mettersi in viaggio trova qui una panoramica su un luogo incantevole, dove il mare dà spettacolo offrendosi in tutte le sfumature del blu. Un posto paradisiaco dai fondali di bellezza e ricchezza incomparabile.
inserito da
paolo il Mar Ott 09, 2007 1:41 pm in Viaggi e Turismo
Mauritius è un'isola vulcanica adagiata tra le tiepide acque dell'Oceano Indiano, poco a nord del Tropico del Capricorno, a circa 220 chilometri dall'isola della Rèunion e a 800 dal Madagascar. Il Paese comprende l'isola abitata di Rodrigues, 560 km a nord-est e gli atolli corallini Cargados, Carajos e Agalega. Principale attrattiva di Mauritius è il magnifico litorale lungo 330 chilometri, contornato da barriere coralline. Non si deve però dimenticare che è una meta ideale anche per gli appassionati di ecoturismo: tra cime vulcaniche dall'atmosfera lunare, fiumi, cascate, piantagioni di canna da zucchero, coltivazioni di spezie, foreste pluviali e immensi giardini profumati da stupendi fiori tropicali, dove si possono effettuare escursioni in mezzo alla natura - a piedi, in bicicletta o a cavallo - c'è solo l'imbarazzo della scelta. Dietro questa splendida natura c'è un'efficace politica ambientale, che negli ultimi decenni ha portato alla creazione di numerosi parchi nazionali, riserve zoologiche e aree ornitologiche protette che ospitano una gran varietà di specie rare, molte delle quali introvabili in altri angoli della terra. Se a questo poi aggiungiamo un'offerta alberghiera di altissima qualità, una gastronomia da gourmet e l'eccellenza delle strutture sportive e dei servizi turistici, il cocktail per vacanze da sogno, lontani dagli stress della civiltà occidentale ma senza rinunciare ai suoi comfort, non potrebbe essere migliore. Furono i portoghesi nel 1510 a dare il primo nome all'isola, chiamandola l'Isola del Cigno ma a colonizzarla nel 1598 furono gli olandesi che la battezzarono Mauritius in onore del loro governatore, il principe Maurice di Nassau. Occupata successivamente dai francesi, divenne infine dominio della Corona Britannica fino all'indipendenza ottenuta nel 1968. Dal 1992 Mauritius ha scelto di diventare una repubblica democratica. Oggi Mauritius è un paese prospero in cui la disoccupazione non esiste. La sua popolazione è un interessante mix di componenti indiane, cinesi, africane, malgasce, creole ed europee, che nel corso dei secoli hanno dato vita a una variegata ricchezza di tradizioni culturali, linguistiche, sociali, religiose e gastronomiche. Una panoramica d'insieme del cosmopolitismo dell'isola si può già cogliere all'arrivo a Port Louis, capitale e porto principale di Mauritius: un originalissimo e variopinto amalgama di architetture eterogenee, in cui si alternano edifici in stile francese-coloniale, chiese cattoliche ed anglicane, moschee, templi indù e pagode cinesi. Fonte : http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo209431.shtml
Malta, dolce come il miele
Settemila anni di storia al centro del Mediterraneo. L'arcipelago di Malta è un piccolo paradiso tra sole e mare, alla portata di tutti. Oltre all'isola principale, il cui nome deriva da "Melita", l'isola del miele così chiamata per il colore dorato della pietra con cui sono realizzate le sue abitazioni, i circa 400mila abitanti di questa repubblica nata nel 1974 sono divisi tra Gozo e Comino. Arrivare qui significa immergersi in una realtà multietnica e ricca di fascino, divisa tra le bellezze della natura, la sua storia, ma anche la frenesia di un Paese popoloso e giovanile, che adora fare festa.
inserito da
paolo il Mar Ott 09, 2007 1:44 pm in Viaggi e Turismo
Gli Upper Barracca Gardens (foto gasp) Il cuore della vita maltese, entrata a far parte dell'UE nel 2004 dopo l'indipendenza ottenuta nel 1964 e che dal 1° gennaio 2008 adotterà la moneta unica, è Valletta, capitale amministrativa, ma anche economica e culturale, dove la commistione tra le influenze inglesi, francesi, italiane e arabe è più forte. Situata su una penisola circondata da antiche mura di protezione, la città vive attorno alla via pedonale principale, Triq Ir-Republika. Alla sua estremità si trova il Forte di Sant'Elmo, primo baluardo di difesa contro gli attacchi che venivano dal mare. Appena fuori dalla porta principale si apre uno dei punti più frequentati, ovvero la Fontana dei Tritoni attorno alla quale si radunano i coloratissimi e caratteristici autobus di linea. Ma è per la co-Cattedrale di St John che migliaia di turisti vengono a Valletta. Questa splendida chiesa conventuale è stata costruita per volere dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni tra il 1573 e il 1577 durante il regno del Gran Maestro Jean de la Cassiere. Barocca sia nella struttura che nelle sculture, ospita alcune delle più belle opere di Mattia Preti e soprattutto di Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Di quest'ultimo spiccano la "Decollazione di San Giovanni Battista e il "San Jérome", realizzate durante il suo soggiorno a Malta, dove arrivò esattamente 400 anni fa. Da non perdere anche il panorama che si apre davanti a chi raggiunge gli Upper Barracca Gardens. Questi giardini, realizzati intorno alla metà del 1600 per garantire ai Cavalieri un luogo tranquillo dove riposarsi, occupano lo spazio più alto dei bastioni difensivi di San Pietro e Paolo. Da qui si può ammirare il Grand Harbour in tutta la sua imponenza e ampiezza. La Grotta Blu (foto gasp) Prima di Valletta, però, la capitale di Malta durante il periodo dei Cavalieri, ma anche colonia romana, era stata Mdina. Soprannominata la Città Silente, è ricca di chiese e palazzi storici. Situata nell'entroterra ovest dell'isola, Mdina è considerata tra i più ragguardevoli esempi di cittadella medioevale ancora abitata (gli abitanti attuali sono circa 800) e vanta un fascino incomparabile. Il suo dedalo di vie tortuose, circondate da mura, porta davanti all'elegante facciata barocca della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Non lontano da Mdina si trova uno dei luoghi più affascinanti dell'intero arcipelago: i templi megalitici di Hagar Qim, risalenti circa al 3.200 avanti Cristo. Vennero portati alla luce durante alcuni scavi nel 1839 e si trovano in cima a una collina affacciata sul mare davanti all'isoletta di Filfla. In particolare, le parti più importanti dei templi di Hagar Qim sono un altare decorato, due altari minori e alcune piccole statue rappresentanti la "Dea dell'Abbondanza", quest'ultima conservata nel Museo Nazionale di Archeologia a Valletta. Ma se i templi sono il segno tangibile della mano dell'uomo, la natura ha realizzato a poca distanza un'opera altrettanto affascinante e sicuramente ancora più maestosa. Si tratta della Grotta Blu, una formazione rocciosa a forma di arco che si tuffa nel mare e incornicia uno degli angoli più visitati e paradisiaci di tutta Malta. Fonte : http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo369819.shtml
Mario Tessuto,un sogno realizzato
Io e mia moglie Paola ci siamo sposati 12 giorni fa splendida cerimonia e ancor piu bello è stato aver Mario Tessuto al nostro matrimonio poichè "Lisa dagli occhi blu" è la nostra canzone.
inserito da
Andrea&Paola il Mar Ott 09, 2007 2:42 pm in Recensioni e Consigli
Invitiamo le persone che si devono sposare e vogliono una bella musica come noi a contattare la Bravo Enterprises srl. ciao Andrea&Paola.
1 GIORNO DA NON DIMENTICARE!
SIAMO UNA COPPIA DI NOVELLI SPOSINI E VOLGIAMO RINGRAZIARE IL TEAM DELLA BRAVO ENTERPRISES, MA SOPRATTUTTO IL SIG. STEFANO, CHE CON PAZIENZA CI HA AIUTATO A FAR DIVENTARE IL NOSTRO GIORNO SPECIALE ANCORA PIù SPECIALE.
inserito da
memo il Mar Ott 09, 2007 3:25 pm in Recensioni e Consigli
SE VOLETE RENDERE INDIMENTICABILE IL VOSTRO MATRIMONIO DOVETE CHIAMARE LA BRAVO ENTERPRISES! GRAZIE ANOCORA DI CUORE!
Festa di Halloween in Toscana
Le tradizioni risalgono agli antichi celti, l'anno veniva diviso in due periodi: il periodo della nascita e del rigoglio della natura e quello del letargo e della stasi. Vita e morte che venivano festeggiate in due giorni molto particolari: Beltane e Samhain. Samhain veniva considerata come l'inizio del periodo della morte e si collocava a metà autunno, Beltane, festa della vita e della natura, cadeva circa verso maggio. I Romani avevano anch'essi una festa simile a Samhain ed era quella dedicata a Pomona, che era la festa della conclusione dell'epoca attiva del raccolto, una specie di festa del termine della stagione agricola, come ringraziamento dei doni ricevuti dalla terra. Con la conquista delle Gallie da parte dei Romani iniziò un’operazione di integrazione tra le popolazioni e tra le consuetudini e le feste dei due popoli. Samhain veniva festeggiata in modo variabile, secondo i luoghi, in giorni corrispondenti alla fine di ottobre e all’inizio di novembre, per poi acquisire una data comune a tutti che si identificò con la notte di transizione tra ottobre e novembre. Al significato agricolo della festa si aggiunse e meglio definì quello spirituale di festa dell’aldilà (festa del mondo della morte, che è il significato primitivo di Samhain). In questa realtà di festa pagana si inserì con Papa Bonifacio IV° il desiderio della Chiesa Cattolica di ricondurre ad un significato religioso cattolico tutti i residui di paganesimo ancora esistenti. Non potendo proibire le manifestazioni pagane, perché la privazione di un’occasione di festa avrebbe scatenato delle violente reazioni tra la gente, il Papa si adoperò per sostituire la vecchia festa pagana con una festività nuova di stampo cattolico, creando il giorno di Tutti i Santi, un giorno festivo, per onorare tutti i santi, che ricorreva all’incirca nel periodo di Samhain. Questo fatto non eliminò Samhain, ma affiancò ai festeggiamenti pagani la ricorrenza liturgica. Duecento anni più tardi la chiesa non era ancora riuscita a liberarsi della festa pagana, allora Papa Gregorio III° pensò bene di far coincidere la festività di Ognissanti (All Hallows = Tutti i Santi in inglese ed eve = vigilia quindi Halloween = All Hallows +eve, cioè Halloween significa vigilia di Ognissanti) con il giorno in cui veniva effettuata la festa pagana. In questo modo le popolazioni celtiche incominciarono a non fare più differenza tra la ricorrenza religiosa e l’antica festa celtica tanto che nel 1500 le due festività erano diventate una cosa unica ed il significato pagano originario era quasi completamente dimenticato.
inserito da
paolo il Dom Ott 14, 2007 6:36 pm in Viaggi e Turismo
Una tra le feste che negli ultimi anni si sta imponendo di più, soprattutto fra i giovani, è quella di Halloween. Nonostante si tratti di una festività tipica dell’Irlanda e dei paesi anglosassoni, da qualche tempo si sta diffondendo anche in Italia come una delle tante mode provenienti dalla tradizione e dalla cultura americane. L’usanza di mascherarsi per la “Notte delle Streghe”, è diventata il passatempo preferito di molti giovani che, proprio in questo periodo, organizzano feste e ricevimenti in puro stile americano. A proposito della tradizionale zucca di Halloween, vi è una vecchia leggenda irlandese che narra di un fabbro, Jack O’Lantern, il quale, ubriacone e spilorcio, si prese gioco del diavolo riuscendo a fargli promettere di non reclamare mai la sua anima. Il fabbro però, a causa del bere smodato, morì poco dopo improvvisamente, senza riuscire a chiedere perdono dei propri peccati. Nell’aldilà, dunque, non fu accolto né in Paradiso né all’Inferno. Ma il diavolo, mosso a pietà del povero fabbro, gli scagliò un tizzone ardente che Jack O’Lantern pose all’interno di una grossa rapa che egli stesso aveva intagliato, ricavandone una lanterna affinché non si perdesse nell’Oltretomba nel suo peregrinare eterno e senza méta. Originariamente, quindi, la lanterna della tradizione era solo una rapa che venne sostituita poi con una zucca forse perché più facile da intagliare. Anche se apparentemente sembra che la celebrazione di Halloween non ci appartenga, almeno nella classica usanza di mascherarsi e di esporre zucche vuote illuminate, in realtà la notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre rappresenta una festività che risale alle nostre più antiche tradizioni. Fonte : http://www.toscana-vacanza.com/News.asp?idnews=696
Ponte di Novembre in Sicilia
Da tempo immemorabile, presso gli antichi celti, l'anno veniva diviso in due periodi: il periodo della nascita e del rigoglio della natura e quello del letargo e della stasi. Vita e morte che venivano festeggiate in due giorni molto particolari: Beltane e Samhain. Samhain veniva considerata come l'inizio del periodo della morte e si collocava a metà autunno, Beltane, festa della vita e della natura, cadeva circa verso maggio. I Romani avevano anch'essi una festa simile a Samhain ed era quella dedicata a Pomona, che era la festa della conclusione dell'epoca attiva del raccolto, una specie di festa del termine della stagione agricola, come ringraziamento dei doni ricevuti dalla terra. Con la conquista delle Gallie da parte dei Romani iniziò un’operazione di integrazione tra le popolazioni e tra le consuetudini e le feste dei due popoli. Samhain veniva festeggiata in modo variabile, secondo i luoghi, in giorni corrispondenti alla fine di ottobre e all’inizio di novembre, per poi acquisire una data comune a tutti che si identificò con la notte di transizione tra ottobre e novembre. Al significato agricolo della festa si aggiunse e meglio definì quello spirituale di festa dell’aldilà (festa del mondo della morte, che è il significato primitivo di Samhain). In questa realtà di festa pagana si inserì con Papa Bonifacio IV° il desiderio della Chiesa Cattolica di ricondurre ad un significato religioso cattolico tutti i residui di paganesimo ancora esistenti. Non potendo proibire le manifestazioni pagane, perché la privazione di un’occasione di festa avrebbe scatenato delle violente reazioni tra la gente, il Papa si adoperò per sostituire la vecchia festa pagana con una festività nuova di stampo cattolico, creando il giorno di Tutti i Santi, un giorno festivo, per onorare tutti i santi, che ricorreva all’incirca nel periodo di Samhain. Questo fatto non eliminò Samhain, ma affiancò ai festeggiamenti pagani la ricorrenza liturgica. Duecento anni più tardi la chiesa non era ancora riuscita a liberarsi della festa pagana, allora Papa Gregorio III° pensò bene di far coincidere la festività di Ognissanti (All Hallows = Tutti i Santi in inglese ed eve = vigilia quindi Halloween = All Hallows +eve, cioè Halloween significa vigilia di Ognissanti) con il giorno in cui veniva effettuata la festa pagana. In questo modo le popolazioni celtiche incominciarono a non fare più differenza tra la ricorrenza religiosa e l’antica festa celtica tanto che nel 1500 le due festività erano diventate una cosa unica ed il significato pagano originario era quasi completamente dimenticato.
inserito da
paolo il Dom Ott 14, 2007 6:37 pm in Viaggi e Turismo
Una tra le feste che negli ultimi anni si sta imponendo di più, soprattutto fra i giovani, è quella di Halloween. Nonostante si tratti di una festività tipica dell’Irlanda e dei paesi anglosassoni, da qualche tempo si sta diffondendo anche in Italia come una delle tante mode provenienti dalla tradizione e dalla cultura americane. L’usanza di mascherarsi per la “Notte delle Streghe”, è diventata il passatempo preferito di molti giovani che, proprio in questo periodo, organizzano feste e ricevimenti in puro stile americano. A proposito della tradizionale zucca di Halloween, vi è una vecchia leggenda irlandese che narra di un fabbro, Jack O’Lantern, il quale, ubriacone e spilorcio, si prese gioco del diavolo riuscendo a fargli promettere di non reclamare mai la sua anima. Il fabbro però, a causa del bere smodato, morì poco dopo improvvisamente, senza riuscire a chiedere perdono dei propri peccati. Nell’aldilà, dunque, non fu accolto né in Paradiso né all’Inferno. Ma il diavolo, mosso a pietà del povero fabbro, gli scagliò un tizzone ardente che Jack O’Lantern pose all’interno di una grossa rapa che egli stesso aveva intagliato, ricavandone una lanterna affinché non si perdesse nell’Oltretomba nel suo peregrinare eterno e senza méta. Originariamente, quindi, la lanterna della tradizione era solo una rapa che venne sostituita poi con una zucca forse perché più facile da intagliare. Anche se apparentemente sembra che la celebrazione di Halloween non ci appartenga, almeno nella classica usanza di mascherarsi e di esporre zucche vuote illuminate, in realtà la notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre rappresenta una festività che risale alle nostre più antiche tradizioni. Fonte: http://www.sicilia-vacanza.com/News.asp?idnews=693
Quei meravigliosi colori d'Africa
Con il suo mix di Europa, Africa e Asia, Durban è la capitale del design sudafricano. Il posto dove i linguaggi delle popolazioni indigene si caratterizzano per l’accento cosmopolita nella moda, nelle decorazioni, nei gioielli e nei mobili. Al turista che non si accontenta del surf, dei parchi acquatici e della lunga spiaggia, la città offre stile e design ammiccanti nelle vetrine di Florida Road o di Marriott Road o nei tanti mercatini che nascondono tesori di perline e oggetti realizzati con materiale di scarto come lattine o etichette in plastica. Un occhiata dalle colline sopra il centro urbano garantisce il miglior colpo d’occhio sulla città e sulla lunga Marine Parade: il nastro di asfalto contornato di hotel che accompagna la spiaggia di Durban dal promontorio di The Point fino alle spiagge di Plenty Beach, a nord.
inserito da
paolo il Dom Ott 14, 2007 6:39 pm in Viaggi e Turismo
A ridosso del mare, si snoda il centro di Durban compreso tra la rinnovata banchina di Victoria, fino a qualche anno fa pericoloso angiporto ed oggi ritrovo di giovani e attrazioneturistica, e il neo rinascimentale municipio ispirato a quello di Belfast, in Irlanda. Dopo aver visitato il downtown storico, meglio puntare, però, sui fermenti artistici di Durban. La scoperta dei nuovi talenti africani comincia all’interno della City Hall, nella Durban Art Gallery, oppure dall’African Art Centre (1st floor Tourist junction 160 Pine street, 031-3047915), dove, tra oggetti di artigianato tradizionale, fanno capolino, le moderne declinazioni delle tipiche sculture in legno realizzate da artisti emergenti. Nel Centro, ogni mese, si mettono in mostra nuovi talenti con esibizioni personali o collettive così come nel Bat Centre (45 Maritime Place) dove si possono vedere anche spettacoli di danza, reading ed eventi musicali. Le famose terracotte della famiglia Nala, un clan Zulù famoso per i suoi manufatti, sono in vendita nel Bat shop insieme a gioielli fatti a mano, tessuti dipinti e stampati a mano. Arrampicandosi su per le colline dove si incontrano le zone residenziali più à la page come Musgrave, Windermere, Essenwood, Morningside, gallerie e negozi si trasformano in un’esperienza, quasi un viaggio nella città e nei suoi costumi e sembrano voler ospitare il cliente più che conquistarlo. Le gallerie d’arte così come le boutique di abiti, biancheria, mobili e decorazioni prendono le sembianze delle case intorno confondendosi. Molto spesso gli shops sono preceduti da un piccolo giardino, oppure all’interno hanno un divano, un tavolo con riviste di moda e design e quasi sempre offrono un caffè o il Rooibos, la tipica bevanda sudafricana simile a tè, ma senza le teina. Un modo per far sentire il cliente a proprio agio e per fargli trovare il “lusso, calma e voluttà” necessari a scegliere tra tante tendenze diverse. Curiosare o fare shopping tra antiquari e stilisti però può essere riduttivo a Durban. Il modo migliore per godere di tante cose belle tutte insieme è vivere, anche se per poco, la calda e stilish atmosfera di una casa sudafricana. Il bed & breakfast qui è una cosa seria. Nessun riciclo di mobili vecchi per arredare le stanze, ma veri boutique hotel dove il padrone di casa condivide il suo gusto con i pochi ospiti e dove il lusso è d’ordinanza. La passione per le cose belle è, infatti, una costante dei sudafricani che svelano il loro tesoro – la propria casa – a chi ha il privilegio di poter varcare le alte siepi e recinzioni. Fonte : http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/Quei-meravigliosi-colori-dAfrica/169944
Destinazione Panama
È un venerdì pomeriggio a Boquete, Panama, e la strada principale ricorda quella di una qualunque città americana: piccoli bar con i tavolini tondi, panini già preparati e la vetrina per i dolci. Poco lontano si trova un piccolo negozio di videonoleggio, dove le locandine annunciano Misión Imposible Tres e La Guerra de Los Mundos. All'angolo, un ristorantino serve cheesburger con riso e fagioli. A mezzogiorno l'aria è calda ma effervescente, e la città ha un ritmo rilassato. I turisti, crocs ai piedi, si mescolano alla gente del posto e pensano alle attività per il giorno dopo - andare a pesca o fare una passeggiata.
inserito da
paolo il Dom Ott 14, 2007 6:40 pm in Viaggi e Turismo
Quella che può apparire come una nuovissima meta turistica del New England, o della California del Sud, è invece l'ultima arrivata nel sempre più ricco circuito turistico di Panama. Nascosta tra le montagne nei pressi del vulcano Barú, nella regione occidentale di Chiriquí, Boquete si sta affermando come una delle più nuove destinazioni dell'America Centrale. La città è circondata da montagne verdi dalle cime scoscese e ammantate di nebbia, e offre numerose possibilità agli amanti dell'avventura open air: passeggiate, arrampicate, birdwatching e discese lungo le ripide del fiume. Il suo microclima, grazie all'altitudine di 915 metri, le assicura una temperatura di circa 10° C inferiore rispetto al soffocante calore delle pianure. Al mattino il cielo si copre di nuvole, che si allontanano, però, entro mezzogiorno. La temperatura è calda di giorno e fresca di notte: ideale per le piantagioni di banane, patate, cipolle, pomodori, fragole e caffè - le principali coltivazioni di Chiriquí. A differenza di molte mete del turismo ambientalista, però, Boquete non richiama unicamente visitatori per la sua naturale bellezza, per quanto lussureggiante. Molta gente proveniente da Paesi dove gli inverni sono freddi vengono a svernare qui. Negli ultimi vent'anni qui si è stabilita una fiorente comunità di babyboomer nordamericani che hanno costruito case in città e nei dintorni. Tom Byrne, un imprenditore edile di 39 anni trasferitosi dall'Irlanda, dice che diverse migliaia di famiglie straniere hanno comprato casa, attratte inizialmente da un clima che ricorda quello della Napa Valley e dal basso costo della vita, e in seguito dalla tolleranza delle regolamentazioni in materia edilizia (per non parlare del fatto che l'acqua di rubinetto qui è potabile). E mentre il mercato immobiliare di Boquete un tempo era costituito soprattutto da pensionati in vacanza, l'ultima ondata di arrivi è spesso composta da coppie sui 40-50 anni, molte delle quali aprono attività turistiche: ristoranti, agenzie di viaggio, bed-andbreakfast e centri benessere. Il turismo è ancora contenuto, almeno se paragonato al vicino Costa Rica, ma le cose stanno cambiando. Il venerdì sera da Amigos Restaurant (Central Park Plaza), un locale del centro aperto da due canadesi, capita di vedere qualche gringo in età bere birra, ma la maggioranza dei clienti sono viaggiatori più giovani che, armati di guide Lonely Planet e macchine fotografiche digitali, fanno il pieno di hamburger. Boquete «è come il Costa Rica di 15 anni fa», afferma Byrne. Il paragone è calzante, ma non del tutto accurato. Anche se, come le frequentate città montane di Monteverde e La Fortuna, in Costa Rica, Boquete punta molto sulle foreste, i fiumi e la ricca fauna. A Panama, infatti, il turismo si rivolge a una clientela più ricca. Qui i turisti arrivano a bordo di jeep noleggiate a David, la quarta città dello Stato, e si rintanano negli alberghi di lusso, lontani dalla strada principale e nascosti tra le colline. Il Panamonte Inn e Spa (avenida April 11, 507-720-1324; www.panamamonte.com) è frequentato soprattutto da coppie in luna di miele. I clienti vengono chiamati per nome di battesimo, le cene sono a lume di candela ed è possibile prenotare trattamenti di bellezza e massaggi. (Le villette, disseminate nel giardino, partono da 126 $ a notte). Un altro albergo di lusso, Fonte : http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/Destinazione-Panama/170261
Alla scoperta delle coste italiane
Nel golfo di Trieste davanti al Castello di Miramare che ancora conserva il ricordo della romantica vita di Massimiliano d’Austria si stende un'area protetta di oltre 30 ettari a tutela di uno degli ambienti marini più suggestivi dell’Adriatico. Questo vero e proprio parco ecologico organizza, accanto all’attività scientifica e didattica, periodiche escursioni subacque guidate in un panorama che lascia senza fiato: distese di alghe popolate da spigole, scorfani, bavose, orate, dentici, anemoni tigrati, ci fanno sperimentare sotto casa le emozioni della biodiversità che normalmente si pensano riservate a chi si tuffa nelle acque dei Caraibi o dei mari del sud.
inserito da
paolo il Dom Ott 14, 2007 6:41 pm in Viaggi e Turismo
Dal parco di Miramare parte "Maremagnum", il format di Raiutile che ci accompagna in un viaggio da nord a sud alla scoperta dello stato di salute delle nostre coste, mettendolo in relazione con realtà economiche e tradizioni culturali locali. Il programma alterna infatti filmati naturalistici e interviste a chi del mare o sul mare vive e lavora: pescatori, operatori turistici, amministratori pubblici. Secondo il WWF l’Italia, con le sue 24 aree protette, è uno dei paesi che più si occupanodi tutelare l’ambiente e le biodiversità marine. Almeno in teoria. Perché non basta tracciare confini amministrativi su una carta nautica per migliorare la qualità della vita delle nostre coste. Anche se adesso c’è un motivo in più per occuparsene: le multe, davvero salate, che l'Unione Europea ci rifilerà a partire dal 2012 se tutte le nostre aree marine non saranno monitorate a norme internazionali e certificate secondo il raggiungimento di risutati scientifici in campo biologico, socioeconomico, amministrativo. Per il momento, consoliamoci con l’A driatico di Trieste e con le immagini di Sabaudia immersa in un dei parchi nazionali di più antica istituzione: il Circeo. Fonte : http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/Alla-scoperta-delle-coste-italiane/170966
Fiera Io Sposa Milano 2007
Dal 25/10/2007 al 28/10/2007
inserito da
paolo il Lun Ott 15, 2007 1:41 pm in Informazioni Varie
Io Sposa: la Fiera per il tuo Matrimonio Descrizione Evento Sede: Fiera Milano City Con una raffinata ed elegante esposizione di articoli e servizi per il matrimonio, Io Sposa è la fiera interamente dedicata al giorno delle nozze, visto dalla parte della donna. Gioielli, fiori, splendidi abiti per gli sposi, proposte per il ricevimento di nozze e per la luna di miele, Io sposa è la fiera specializzata per il matrimonio dove trovare idee interessanti per organizzare dall'inizio alla fine il giorno più importante. L'offerta di servizi e prodotti di qualità è garantita dall'organizzazione in perfetto stile Condé Nast. L'elevato numero di visitatori, oltre 30.000 nelle passate edizioni, conferma il successo dell'evento, ricco di iniziative di ogni genere, come il Corso di Portamento che ha raccolto il favore di molte future spose. Ed ancora abiti da cerimonia, arredamento, bomboniere, partecipazioni, fotografi, liste nozze, e molto altro ancora per una panoramica completa sul mondo degli sposi. Io Sposa, evento da non perdere per tutte le giovani coppie che desiderano dar vita ad un matrimonio indimenticabile e perfetto. Settori Merceologici Abiti da cerimonia, abiti da sposa, abiti da sposo, accessori, agenzie di servizi, arredamento, beauty, bomboniere e confetti, catering, flower designer, fotografia - video, gioielli, intimo, lista nozze, location, musica, noleggio autovetture, partecipazioni, ristoranti e alberghi, servizi finanziari, viaggi. Categorie d'interesse Pubblico generico Orari di Apertura 15.00-22.00 (giovedì e venerdì) 10.00-22.00 (sabato e domenica) Organizzazione Ente EDIZIONI CONDE' NAST SPA C.so Sempione, 4 20154 Milano MI Per Informazioni EDIZIONI CONDE' NAST SPA Tel +39 02 85612946 Fax +39 02 85612942 iosposa@condenast.it www.iosposa.it Fonti : http://www.abcfiere.com/fiera_io_sposa_milano_200.php http://www.iosposa.it
Turismo: in autunno voglia di terme
Con l'arrivo dell'autunno prevale la voglia di relax: secondo le agenzie di viaggio, i clienti prenotano in centri benessere e agriturismo. Molto amate sono anche le cure termali, la richiesta e' soprattutto per Ischia. Nel medio raggio, dopo un'estate dominata dalla Grecia, l'arrivo dell'autunno riporta i clienti sulle spiagge del Mar Rosso. Sul lungo raggio, buone sono le vendite per i Caraibi, molto richieste anche le Maldive. In calo invece e' la Thailandia.
inserito da
paolo il Lun Ott 15, 2007 7:02 pm in Viaggi e Turismo
Fonte : http://notizie.msn.it/msn/news/cultura/2007-10-15_115108076.html |
| Copyright 2007 MondoEventi Blog | |