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A uovo, tonda, a pagoda: ossessione forma

Ossessione forme sulle passerelle milanesi. Non c'è stilista che, in questa settimana di sfilate per il prossimo inverno, non ne abbia cercato una sua: a uovo, tonde, a pagoda, sacchetto, triangolari, trapezio. Quasi il corpo femminile ne avesse bisogno di nuove. Anzi di altre che non siano le sue: fianchi, vita, seno. Annullare per ricreare: la sfida di sempre. Che Raf Simons per Jil Sander, per esempio, raccoglie, sviluppa e vince. Così annullate le simmetrie, i volumi si gonfiano là dove non devono e le geometrie compaiono là dove non sono mai state: alti colli squadrati, tubini con drappeggi sui lati, cappotti dalle linee ampie, pantaloni sottilissimi. Il tutto nell'evidente — e dichiarato — intento di «avvolgere per proteggere ». Tendenza «cocoon» che risulterebbe goffa se non fosse che materiali (dai tweed spazzolati a doppiati leggerissimi ai bouclè pressati) e tagli (laserati, al vivo) la «snelliscono»: Simons fa un lavoro davvero incredibile e unico, ogni pezzo è un bel saggio di estetica moderna.

E da tempo che Lorella Signorini per Love **** Money, che, è vero, non è un nome facile ma è in ricordo di una bella amicizia, cerca di creare, per forma soprattutto, abiti intelligenti. L'anno scorso era quello che vestiva tre taglie, dalla 42 alla 46. Quest'anno sono tutti una serie di mini-tuniche, diritte o a balze o a trapezio, in lana, tweed o chiffon. Camiciole sbuffanti, cappotti morbidi. Colore sicuro: il black ma acceso da colpi di luce, un cristallo, un filo d'argento, una paillettes! Accessori allo scopo: collier, cappelli e cinte. Con Byblos Manuel Facchini si lancia, anche oltre. Forme, tessuti, accostamenti. Abiti scultura in materiali tecnici, capi tecnici in materiali classici: il tubino di seta e bande gym; i calzoncini in velluto. Futuribile sport-couture. Non sempre di facile impatto.

Più convincente il linguaggio in maglia con i grandi pull tutti una ruche. Volumi e ancora volumi da Mila Schon. Con i double le geometrie (dall'abito a sacchetto al tailleur trapezio) hanno la caduta giusta. Nel finale la sposa-bozzolo. Sorrisetti e balletti: le modelle da Romeo Gigli la pagnotta se la devono guadagnare eccome. Gentucca Bini non vuole che sfilino come soldatini, così le gag: ragazze gentili ma un po' retrò, fra gonnelloni, giacchine- kimono, cappottoni-vestaglia, pantaloni maschili. Tessuti e colori di gran classe. Spirito rilassato anche da Malloni, dove il femminile e il suo contrario si mescolano con coerenza. Sino al tubino nero a canotta indossato con la cravatta o la piccola giacca-mantella in Principe di Galles. Poche curve ma una serie infinita di mini-abiti a sacchetto o impero (di chiffon a più strati e colori) e cappottini da Massimo Rebecchi.




http://www.corriere.it/Spettacoli/2008/Moda_2008/forma_27_febbraio_5c730db2-e1dd-11dc-abee-0003ba99c667.shtml