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Usa: nel bosco per scontare la pena

"Last Resort". Così Ahmed Holt, il responsabile dell'unità di stato contro le violenze sessuali ad Atlanta, in Georgia, ha definito il bosco in cui nove senzatetto accusati di violenza andranno a stare in attesa di giudizio. L'America è un paese di spettacolarizzazioni assortite, ma il concetti di landa punitiva non si era ancora visto. Risorsa logistica o un espediente che aiuta la legislazione? Entrambe.
Bosco presso Cobb county

In Georgia la legge parla chiaro in materia di distanze da rispettare per evitare la reiterazione del reato, soprattutto se sono coinvolti i minori, e ogni violazione riapre le porte del tribunale. Cosa fare allora se non si hanno i soldi per pagarsi un affitto, un ricovero statale, o non si ha voglia di andare in Idaho a svernare? Ci pensa lo Stato, "deportando" i molestatori nel campo fangoso dell'Office Park, una spianata nei sobborghi prossimi alla ricca contea di Cobb County, dove, supervisionati due volte la settimana, gli homeless possono sostare in attesa di giudizio.

Le esigenze dello Stato incontrano bene quelle di chi non ha nulla da permettersi, e quando non si ha scelta, meglio accontentarsi anche se si vive da animali e si va incontro al freddo, come un orso qualsiasi, pur essendo la Georgia a sud. Alcuni potrebbero andare dai parenti ma violerebbero il rispetto delle distanze. Problema contorto, soluzione lineare.
In America la polemica infuria e c'è chi ritiene un azzardo lasciare dei rei in un bosco senza una supervisione diretta, chi lamenta violazioni dei diritti umani contestando sia il danno per gli individui sia i rischi per la pubblica sicurezza.

E i diretti interessati cosa ne pensano? Anche qui il fronte è diviso. Alcuni confessano di non avere scelta e di trovare comoda la soluzione dello Stato, altri sostengono che il bosco è una prigione all'aria aperta dove non si vive ma si sopravvive, senza una vera speranza. Ma in tema di sopravvivenza ecco la voce fuori dal coro che rompe il fronte unico del lamento e della polemica.
Come sostiene infatti William Hawkins, un trentaquattrenne che è stato condotto al campo dopo due settimane dal rilascio per aver violato dei termini di legge, "è come un gioco mentale, è come essere a Survivor!!!".
La capacità di vedere il sogno americano anche in una segregazione campestre è davvero l'ultima frontiera del paese di Zio Sam.



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