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Svizzera, addio al padre dell'Lsd

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Il padre dell'Lsd, Albert Hofmann, è morto all'età di 102 anni nella sua casa di Burg, in Svizzera. Nato l'11 gennaio del 1906, nel 1938 Hofmann scoprì "per caso" il dietilamide-25 dell'acido lisergico, una delle più potenti sostanze stupefacenti allucinogene conosciute. All'epoca, lavorava come ricercatore per l'azienda chimica Sandoz. Inserito nel 2007 nella speciale classifica dei 100 "Geni Viventi", Hofmann è morto per un arresto cardiaco.

Impiegato al dipartimento chimico-farmaceutico dei Laboratori Sandoz, Hofmann giunse fortunosamente alla sintesi dell'Lsd-25 nel 1938, studiando le piante medicinali scilla marina e segale cornuta. Il prodotto però risultò insoddisfacente nel corso della sperimentazione animale e non destò all'epoca alcun interesse fra gli scienziati. Soltanto il 16 aprile del 1943, ripetendo la sintesi dell'Lsd ormai dimenticata, Hofmann scoprì gli incredibili effetti della droga assumendo durante il procedimento parte della sostanza attraverso la pelle. Seguirono poi diverse sperimentazioni su se stesso, grazie alle quali lo stesso chimico riuscì a descrivere nei dettagli gli effetti di alterazione dei sensi e della memoria, le illusioni ottiche e le spettacolari fantasie oniriche provocate dall'allucinogeno. Sull'argomento Hofmann scrise anche molti libri, fra cui "Viaggi Acidi" e "LSD: il mio bambino difficil".

Divenuto direttore del dipartimento di prodotti naturali alla Sandoz, il padre dell'Lsd continuò ad occuparsi di sostanze stupefacenti per il resto della sua vita, studiando le sostanze allucinogene trovate nei funghi Messicani e altre piante utilizzate dagli aborigeni. Trasferitosi con la moglie Anita in Messico, Hoffmann si dedicò alla ricerca della Ska Maria Pastora (foglie della salvia dei veggenti), più tardi conosciuta come Salvia divinorum. Fu capace di ottenere campioni di questa pianta, ma non riuscì mai a isolarne il principio attivo.

Hofmann era membro del Comitato per il Nobel, collega dell'Accademia Mondiale delle Scienze, membro della Società Internazionale sulla Ricerca delle Piante e della Società Americana di Farmaceutica.



http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo411523.shtml