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I Puffi, celebri ometti blu ora invadono New York

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I puffi abbandonano il mondo dei cartoni animati per trasferirsi a New York e interagire con gli esseri umani. Arriverà il 16 settembre nelle sale italiane il film in 3D di Raja Gosnell I Puffi (titolo originale The Smurfs). I simpatici ometti blu "alti due mele o poco più", come recitava la vecchia sigla del cartone animato, dovranno abbandonare il loro celebre villaggio per ritrovarsi in Central Park a New York. Il malvagio mago Gargamella non è disposto a perdere i suoi odiati nemici e quindi darà loro la caccia anche in mezzo alla Grande mela. Grande Puffo, Puffetta, Quattrocchi e tutti gli altri piccoli protagonisti dovranno cercare di tornare nelle loro amate case fungo situate su un altro pianeta.
I Puffi conquistano Hollywood - La passione per i popolari personaggi nati nel 1958 per mano del geniale fumettista belga Peyo, al secolo Pierre Cuilliford, ha contagiato immediatamente Hollywood. Nel cast del film c'e la cantante Katy Perry che dato la voce alla protagonista femminile ovvero Puffetta. Gargamella invece ha il volto dell'attore Hank Azaria, mentre gli altri protagonisti "umani" sono Jayma Mays nei panni di Grace Winslow, Neil Patrick Harris in quelli di Patrick Winslow e Sofia Vergara in quelli di Odile, una manager di una società di prodotti cosmetici.

L'Italia e la passione per il blu - I Puffi sono arrivati in Italia nel 1963 sulle pagine della rivista Tipitì con il nome di Strunfi. Nel 1964 passano nel mitico Corriere dei Piccoli dove vengono battezzati Puffi. Bisogna attendere gli anni Ottanta (precisamente il 1981) per vedere l'esordio sul piccolo schermo della serie animata prodotta da Hanna&Barbera. Un successo clamoroso rafforzato dalla celebre sigla La Canzone Dei Puffi di Cristina D'Avena. In occasione dell'uscita del film la casa editrice Black Velvet pubblicherà i primi due volumi delle storie inedite: I Puffi e il libro che tutto sa (scritta dal figlio di Peyo, Thierry Culliford, e disegnata dalla moglie di Peyo, Nine) e L'astropuffo innamorato – 44 storie brevi dei Puffi.
I Puffi stalinisti, nazisti e razzisti - Qualcuno cerca di sfruttare la popolarità del fenomeno per azzardare discutibili teorie. Il romanziere francese Antoine Bueno ha dato alle stampe un testo, Il piccolo libro blu, nel quale sostiene che la società dei Puffi è "un archetipo di utopia totalitaria, impregnata di stalinismo e nazismo". I Puffi vivono nell'autarchia, in una società ripiegata su se stessa e autosufficiente; lavorano tutti insieme per l collettività e non conoscono la proprietà privata, oltre ad essere guidati da un capo unico e rispettato, ideale di figura paternalista con tanto di barba bianca e autorità benevolente ma ferma. Ma il peggio, spiega Bueno, è che i Puffi sono razzisti: fanno apologia della razza ariana, l'unica "femmina" Puffetta è bionda e considerano i Puffi neri come una calamità da estirpare. Senza dimenticare che il loro nemico giurato, Gargamella, è caratterizzato da tratti semiti e possiede un gatto di nome Azrael. Secondo Bueno, Peyo avrebbe involontariamente trasmesso ai suoi personaggi le idee naziste conosciute dopo aver vissuto l'occupazione tedesca nella Seconda Guerra Mondiale.



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