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"Anonymous" Emmerich e il suo Shakespeare impostor

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Il suo thriller su Shakespeare ha diviso Stati Uniti e Regno Unito. Roland Emmerich, regista di Independance Day, è riuscito con il suo Anonymous a far infuriare i sudditi della regina d'Inghilterra sostenendo che, come affermano molte teorie consolidate, che dietro la penna di William Shakespeare ci sia stato il colto artista Edward De Vere, conte di Oxford. Nel cast Rafe Spall (Shakespeare), Rhys Ifans (De Vere) Vanessa Redgrave (la regina Elisabetta I) e Joely Richardson (la regina Elisabetta I da giovane). Il film sarà nelle sale italiane dal 18 novembre distribuito dalla Warner.
Shakespeare attoruncolo impostore - Siamo nell'Inghilterra di Elisabetta I (Vanessa Redgrave del Seicento. Qui il conte di Oxford, un poeta impossibilitato a manifestarlo essendo un aristocratico, affida tutte le sue opere, da Romeo e Giulietta a Re Lear, a un attorucolo semi-analfabeta dal nome William Shakespeare. Un mediocre che diventerà famoso, malgrado lui, attribuendosi quello che non avrebbe neppure immaginato di poter pensare e scrivere.

Il conte di Oxford conosceva bene l'Italia - "Sono più cresciuto con Goethe e Schiller che con Shakespeare - dice il regista -. Ma la vera fascinazione verso il Bardo mi è arrivata con questa sceneggiatura. Comunque è incredibile il fatto che, dopo tanti secoli, la sua arte produca tanti film ogni anno". Tanti anni per fare questo film, circa dieci, "perché i costi erano troppo alti e poi è difficile far passare certe cose ad Hollywood" spiega Emmerich che si dice poi convinto della tesi del film. "Certe commedie di Shakespeare non basta una vita intera per poterle scrivere tante sono le cose che ci sono dentro. Ci vuole esperienza di corte e di vita e uno che veniva da Strafford e dalla sua scuola non poteva avere certi strumenti". E elemento anche più importante: "ben tredici delle sue opere sono ambientate in Italia e anche con molti particolare di certe città. Ora Shakespeare non c'era mai stato in Italia al contrario del conte di Oxford".
Emmerich: "L'arte è comunque sempre politica" -. "Ogni artista è politico anche se oggi molte persone lo negano. Anzi secondo me - aggiunge - di film politici se ne fanno troppo pochi". Nel futuro di Roland Emmerich, dopo Anonymous c'é un nuovo film dal titolo Singularity. "Mi lancio in una argomento futuristico con un film che si svolge tra quaranta anni. Si parlerà di dove arriverà la tecnologia nel prossimo futuro con uomini che saranno ormai per metà macchine. Sarà una sorta di contaminazione tra action movie e film di fantascienza perché credo sia sempre un ottima cosa mescolare i generi".



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