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Influenza A, come riconoscerne i sintomi nei bambini

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L'influenza A/H1N1 è l'argomento del giorno ma è davvero difficile capire quali sono le cose davvero importanti. I tipi di virus influenzali sono 3: A, B, C; il più diffuso è l'A. All'interno del tipo i diversi virus si differenziano secondo due strutture: H (emoagglutinina), 16 tipi nel virus A, e N (neuroaminidasi), 9 tipi, che vengono distinti con numeri. E' come le automobili: hanno marca, modello e tipo diversi. Il nostro sistema immunitario produce anticorpi contro le strutture H e N che sono specifici e rappresentano la protezione.
La rapida diffusione del virus, e della malattia conseguente, è favorita da viaggi e scambi internazionali. Ci vogliono poche ore d'aereo per portare i virus dall'America all'Europa ed una persona con sintomi iniziali, non ancora ammalato, può apparire normale ai controlli.
Pandemia vuole dire che una malattia è rapidamente diffondibile nella popolazione generale. Questo significa che un gran numero di persone si ammaleranno contemporaneamente: immaginate cosa potrebbe succedere se i servizi di emergenza si trovassero con meno personale e, peraltro, indebolito dal “raffreddore”.
Il bambino ammalato, inoltre, necessita di assistenza: i genitori possono assentarsi dal lavoro oppure essere distratti dalla preoccupazione per i loro bambini. In alcuni casi, per l'età della persona o a causa di malattie concomitanti, l'influenza può diventare una malattia molto seria: è necessario approntare le difese più opportune rappresentate da vaccinazione e farmaci.
I dati relativi ai vaccini in produzione, preparati da 3 ditte con largo anticipo sull'arrivo del virus, sono confortanti: anche se è necessario testare i singoli lotti, l'efficacia dovrebbe essere simile a quella degli altri vaccini antinfluenzali, così come la tossicità. Le categorie attualmente individuate a livello europeo per la fase iniziale della vaccinazione sono le gestanti, i bambini di più di 6 mesi con malattie croniche, il personale sanitario; solo successivamente si procederà con i piani nazionali. Il ceppo di virus influenzale in circolazione è sensibile ad un antivirale con solo rari casi di resistenza e quindi la comunità scientifica è fiduciosa.
Quali sono i sintomi importanti? Cefalea, febbre, malessere, debolezza, mal di gola, raffreddore, tosse. Sintomi ben conosciuti ma nei bambini più piccoli occorre prestare attenzione ad una strana irritabilità, pianto, inappetenza, diarrea e/o vomito, anche con febbre modesta nei più piccoli. Sintomi più gravi sono la difficoltà di respirazione, “respiro corto”, colorazione bluastra della cute, torpore: sono sintomi di allarme che segnalano l'urgenza di controllo ospedaliero.
In tutti i casi non gravi il primo contatto deve essere il Pediatra o il Medico di Famiglia che sono preposti, secondo le linee guida ministeriali, a formulare il sospetto e valutare la gravità della malattia. In caso di condizioni cliniche non gravi è meglio non recarsi all'ospedale perché, nonostante l'organizzazione delle strutture, c'è il pericolo di contagiare o di essere contagiati.
Purtroppo, ogni giorno arrivano nuove notizie che possono modificare lo scenario appena descritto e l'unica certezza è che bisognerà usare molti fazzoletti.


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