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Donna: oltre il lavoro c'è di più

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Quarant'anni di femminismo per ammettere di essere meno felici di quarant'anni fa.
E' il destino delle donne secondo le ricerche della General Society Survey e tanto altri studi sul campo, secondo i quali le donne sono stanche e affannate dalla necessità di coniugare tutte le diverse dimensioni della loro vita, a cominciare da carriera e figli. Grido d'allarme internazionale, ma le soluzioni esistono, basta saper guardare al problema con un approccio positivo. Non si tratta di rinunciare, ma saper creare alternative vincenti.

In America si tenta la strada pratica con consigli ad effetto, l'Italia si concentra sull'analisi delle cause profonde, per capire come mai pur essendo più istruite, abituate al web e aperte in campo sessuale le donne sono meno felici rispetto a qualche decennio fa. Tesi accettata anche dall'Università della Pennsylvania ed esposta nel lavoro "The Paradox of Declining Female Happiness". Le donne vogliono la carriera, ma poi la vivono male; fanno i figli ma non riescono a ritagliarsi uno spazio per coltivare i loro desideri, subiscono l'invidia degli uomini quando si dimostrano più brave e loro sono incapaci di reggere il passo.

E se le donne si limitassero a mangiare, pregare e fare l'amore? Ridurrebbero lo stress, come insegna Elizabeth Gilbert nel suo best-sellers "Eat, Pray, Love", che presto diventerà anche un film per il grande schermo con Julia Roberts. Marcus Buckingam, autore di "Find Your Strongest Life" sostiene che le donne sono infelici perchè desiderano cose che non vogliono: la soluzione allora è semplice: basta restare aderenti ai propri reali desideri. Ecco allora cinque punti cruciali su cui intervenire per risolvere il problema, e propone altrettante domande che le donne non si pongono mai, ma nelle quali si nasconde la chiave per dare una svolta alla nostra vita.

Quanto spesso fai le cose che ti interessando davvero?
Quanto volte pensi a quello che verrà domani?
Quanto spesso sei così coinvolta nelle cose che fai da perdere il senso del tempo?
Quanto ti senti carica alla fine della giornata?
Quante volte sei emotivamente al top?

Se le donne rispondessero sinceramente, riuscirebbero a individuare i punti deboli della loro vita e le soluzioni al loro problema, compresa la necessità e i modi per riuscire a dire no a una routine forsennata, dove devono fare le madri, le mogli, le donne in carriera. Saper scegliere tempi e modi adatti a se stesse: per Buckingam occorre focalizzarsi almeno ogni tanto sui singoli attimi che ci danno benessere e non su piani e obiettivi troppo a lungo termine. Siamo alla morte dell'ambizione al femminile? No di certo. Buckingam replica che le donne non devono rinunciare agli obiettivi ma semplicemente non rincorrere modelli di carriera e di vita che non sentono propri. Semplice, no?

Le italiane, in materia di grandi aspettative, la fanno più filosofica. Secondo la sociologa Chiara Saraceno e la filosofa femminista Luisa Muraro, l'analisi del problema contiene anche la risposta: per Saraceno, si lavora troppo e gli uomini non fanno la loro parte; per Muraro, abbiamo imparato a fare carriera ma senza più contare sulle altre donne, le amiche, le sorelle, le colleghe. Ultimo tradimento fatale: avere smesso di ascoltare la natura di cui la donna è custode di uno dei sensi più profondi, il flusso della vita o maternità che dir si voglia.
Mangiare, pregare, fare l'amore? Allora, forse, basta limitarsi a fare le donne.



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