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Ue, gli effetti della crisi colpiscono di più i bambini

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In un rapporto appena reso pubblico, Eurochild, organizzazione ombrello delle ong europee che si occupano di infanzia, punta i riflettori su come le conseguenze della crisi colpiscano maggiormente i minorenni, in particolare quelli delle fasce sociali più deboli. Il rapporto è stato presentato in occasione dell'Agorà sulla povertà organizzata dal Parlamento europeo.
I livelli di povertà assoluta sono in aumento, è la prima denuncia di Eurochild. Secondo uno studio di Unicef e Banca mondiale, in Romania il numero di minori che vivono in condizioni di assoluta povertà è salito dal 7,8% del 2008 al 10,7% del 2009: la causa, in Romania come altrove, il taglio dei salari e la crescente disoccupazione. In Galles, il 45% dei disoccupati ha meno di 25 anni, mentre nel resto del Regno Unito chi ha appena terminato gli studi costituisce il 30% del totale dei disoccupati. Inoltre, un giovane su 5 non ha un lavoro né partecipa a un qualche tipo di formazione.
Sempre più famiglie si trovano quindi ad affrontare condizioni di vita sempre più difficili, con ricadute dirette sulla salute dei più giovani: condizioni economiche peggiori si traducono in un'alimentazione di scarsa qualità, mentre le tensioni interne al nucleo familiare hanno conseguenze sull'equilibrio mentale e la serenità dei più piccoli. Ed è in aumento il ricorso ai servizi sociali: in Scozia si è registrato un aumento dei costi per questi servizi del 30%, mentre in Romania sempre più famiglie chiedono l'affidamento dei figli alle istituzioni assistenziali. A loro volta i servizi sociali stanno subendo tagli considerevoli, con la riduzione o la cancellazione (come in Lituania o Spagna) dei sussidi di supporto alle famiglie. Anche in un paese ricco come la Danimarca è stato introdotto un taglio del 5%. Anche le riduzioni o abrogazioni di altri sussidi (come quelli di disoccupazione o per l'abitazione) hanno ricadute sui bambini. Sono poi a rischio chiusura anche numerosi asili e scuola materne, così come i tagli ai bilanci pubblici rendono difficile la sopravvivenza delle organizzazioni della società civile dedite alla tutela dei bambini. Le raccomandazioni che Eurochild fa alle autorità nazionali ed europee è di invertire questo trend, per evitare il rischio che il ciclo della povertà si allarghi a nuovi nuclei familiari, gettando i figli delle fasce più deboli della società in una condizione di sempre meno speranze per un futuro migliore.

http://www.eurochild.org/


FONTE