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Panarea, il cuore pulsante delle Eolie

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Panarea è la più piccola delle Eolie con una superficie che sfiora appena i 3,5 kmq. I geologi ci dicono anche che è la più antica dell'arcipelago siciliano, lo dimostrerebbe il suo profilo smussato. Insieme ad altri isolotti e piccoli gruppi di scogli forma a sua volta un minuscolo arcipelago tra Stromboli e Lipari, un'affascinante collana di rocce emerse, resti di un'antichissima attività vulcanica, vero marchio eoliano.

L'isola dei Vip - La nomea di isola Vip a mio avviso è un pochino esagerata, nonostante debba ammettere che soggiornarvi sia tutt'altro che economico, fatto che si può facilmente giustificare con la minuscola superficie edificabile: in un certo senso è la natura stessa di Panarea che la rende così esclusiva. Il turismo che vi si è sviluppato, pur non essendo forse così attraente per i paparazzi come si crede, è certamente di alto livello e le strutture che lo sostengono sono piuttosto chic. Nonostante ciò, d'estate, l'isoletta è affollata, spesso al limite della sua modesta capienza, soprattutto da diportisti di passaggio per i quali rappresenta tappa irrinunciabile di una crociera in queste acque.

Casette bianche - L'atmosfera è insolita, in particolare la sera quando ci si rende conto per la prima volta che sull'isola non esiste una rete di illuminazione pubblica. Se per una notte si tralascia la bella e affollata discoteca del "Raya" (famoso hotel dell'isola), si potrà godere di cieli stellati difficili da ammirare sul continente e respirare la vera magia di Panarea. Non si può circolare in automobile anche perché non si potrebbero che percorrere poche centinaia di metri dato che non esistono strade al di fuori delle strette vie del piccolo centro abitato. Sull'isola, perciò, ci si sposta a piedi lungo i sentieri che l'attraversano o tramite pittoresche caddy car, piccoli taxi elettrici, che vi potranno dare una mano a trasportare i bagagli a destinazione una volta sbarcati. Il cuore dell'isola batte tra le casette bianche di San Pietro, unico, vero, minuscolo conglomerato urbano e il molo del piccolo porto turistico, solo approdo dell'isola.

Il Timpone del Corvo - Il resto della presenza umana sull'isola è distribuito nelle ville e case che punteggiano la costa orientale, il lato "dolce" di Panarea un tempo coltivato a ulivi e vigneti, contrapposto al lato occidentale che invece è ripido e cade quasi verticalmente in mare. Il panorama è dominato dal Timpone del Corvo, la cima della dorsale che separa in due l'isola e che rappresenta il suo punto più alto toccando i 400 metri di quota. Per raggiungere la sommità del Timpone del Corvo si può seguire il tragitto segnalato che parte dal centro di San Pietro e si inerpica su, su attraverso i resti degli antichi terrazzamenti agricoli, ricordo delle Eolie "pre-turistiche". Nel corso della salita, faticosa soprattutto sotto il sole estivo ma non difficile, voltandovi verso il mare avrete modo di godere di splendidi paesaggi marini incorniciati da una macchia rigogliosa e profumata, per i quali vale la pena di dimenticare i bagni per una mezza giornata.

Storia e archeologia - Per gli amanti dell'archeologia e della storia suggerisco una passeggiata fino al promontorio Milazzese, sul lato sud ovest dell'isola dove si possono visitare i resti dell'antico insediamento dell'isola collocato in una posizione un tempo facilmente difendibile dai nemici, oggi soprattutto suggestiva. Per vivere appieno il mare di Panarea è inevitabile essere dotati di un natante di qualunque tipo che vi possa permettere di perlustrarne le coste frastagliate alla scoperta di cale e calette incantevoli bagnate da un mare semplicemente splendido. Le due spiagge dell'isola sono Cala Junco (ai piedi del promontorio Milazzese) e Cala degli Zimmeri, molto comoda e facile da raggiungere nei pressi di San Pietro.

L'ospitalità - Per chi ama le immersioni il piccolo arcipelago di cui Panarea è il cuore non manca di fondali splendidi: su tutti da non perdere la Secca delle Formiche a Panarea, lo scenario ideale per godere di un po' di fauna mediterranea già a partire dai primi metri dell'immersione, ideale per chi ama fare foto subacquee. Come intuibile l'offerta alberghiera sull'isola non è vasta. Il migliore senza dubbio è il famoso "Hotel Raya", veramente bello, con sue candide stanze eoliane. Ottimo anche il ristorante.



http://viaggi.tiscali.it/articoli/08/giugno/panarea_tessa_954.html