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Estate, mai così nera

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Una volta il mesetto o quasi di ferie era pressoché sacro e irrinunciabile per tutti. Che si trattasse anche solo di andare in campeggio o dai parenti al mare, quasi tutte le famiglie italiane riuscivano a ritagliarsi almeno 15 giorni di meritato riposo. E le città d'arte italiane, svuotate dei proprio abitanti, si riempivano di turisti stranieri, americani e giapponesi in prima linea.

Oggi, con il clima sempre più impazzito e la crisi economica dilagante, l'estate degli italiani – sia di chi le vacanze dovrebbe farle che di chi ci dovrebbe guadagnare – è più nera che mai. Basta dare un'occhiata ai dati di Telefono Blu o alle analisi dell'Associazione consumatori ( o anche semplicemente al proprio portafogli) per farsene un'idea: solo un italiano su quattro, ovvero il 25% del totale, andrà in vacanza e lo farà, in media, per non più di sei giorni consecutivi.

In totale, saranno due milioni in meno che lo scorso anno e molti faranno brevissimi week end o microspostamenti per incidere il meno possibile sul bilancio di fine mese.

Spiagge semivuote e alberghi senza prenotazioni: questo è lo scenario generale. I cali più vertiginosi si sono registrati in Campania, come era da immaginare a causa della pubblicità negativa scatenata dal problema immondizia (nel primo trimestre del 2008 la percentuale di turisti stranieri è diminuita del 20% rispetto all'anno precedente) ma anche Trentino e Roma. Abbandonata, cosa che non succedeva da anni, dai turisti americani, ormai svantaggiati dal dollaro e, incredibile a credersi, pure dai giapponesi. E se ci voltano le spalle pure loro...

D'altronde c'è anche chi cerca tutti i sistemi per ovviare alla crisi. Come la regione piemonte e trentino che corrono ai ripari con operazione di web marketing, siglando un accordo con un operatore di viaggi online per promuovere, sulla piattaforma media dell'agenzia, le proprie migliori destinazioni.

Ma sono piccoli escamotage per rattoppare una barca che fa ormai acqua da tutte le parti. Come cantava qualcuno tempo fa: "E la chiamano estate..."



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