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Il turista va in convento

I letti non hanno il baldacchino e bisogna rinunciare alla cassaforte e al frigo bar in camera ma l'altro turismo, quello ospitato nei conventi e nei monasteri sparsi per la Penisola, lontani dal caos e dalla vita mondana, piace sempre di più ai viaggiatori, soprattutto agli stranieri.

Lo stile è spartano e il lusso è bandito ma risparmio e tranquillità sono garantiti. Si va dai 20 euro in su, un antidoto al caro prezzi per non rinunciare alla vacanza. Gestiti da sacerdoti e suore, ma anche da laici, queste strutture che accolgono gruppi e coppie, anziani e giovani generalmente si trovano in posti bellissimi, immersi nella natura, appena fuori dalla vita frenetica della città.

Gli orari sono spesso regolati e in alcuni luoghi le coppie non sposate non possono dormire nella stessa stanza.

Il Lazio è la regione con più strutture ricettive di questo genere ma l'Italia, da nord a sud, è piena di conventi e monasteri, di eremi e abbazie, residenze di monaci, frati e suore (Alcuni indirizzi di abbazie, conventi e monasteri in Italia).

Le abbazie, da sempre luoghi di silenzio e preghiera, già nel Medioevo offrivano ospitalità ai viandanti, prima ancora che nascessero le strutture alberghiere. Ora, però, si sono evolute, offrono più servizi e accolgono i turisti in qualsiasi periodo dell'anno.

Per far fronte a questa nuova richiesta sono nati siti specializzati e motori di ricerca (gli indirizzi internet) come hospites.it. Promosso dall'Ufficio nazionale Cei per la Pastorale è tradotto in quattro lingue e permette di selezionare le caratteristiche della casa d'accoglienza religiosa in base alle proprie esigenze.

Questo tipo di turismo coinvolge molti stranieri. Quelli che alla vacanza in Italia chiedono tranquillità e, negli ultimi tempi, anche prezzi modici. Monastery Stays
è un motore di ricerca nato nel 2006 ad Adelaide, capitale dell'Australia Meridionale, dall'idea di quattro amici che, durante un viaggio nel nostro paese, hanno dormito in diversi monasteri.

John Clayton, professore all'Università del Sud Australia, è uno degli ideatori del portale: “Programmando il nostro viaggio ci siamo accorti che non c'era un sito sui monasteri italiani accessibile agli stranieri, non erano mappati e soprattutto non erano tradotti, così ci è venuta l'idea di questo motore di ricerca".

Suore di Santa Giuseppe di Cluny - Roma
Il sito "gestisce le prenotazioni" di quasi duecento monasteri italiani con alcuni prerequisiti: devono avere la cappella, il bagno in camera e devono appartenere ad un ordine religioso ben preciso. Non sono accettate infatti quelle strutture realizzate da privati in vecchi monasteri.

Nella home page c'è una mappa dell'Italia. Cliccando su ogni regione vengono visualizzate le varie soluzioni di ospitalità religiosa con relativi prezzi, breve descrizione della struttura e servizi offerti. Da qui è possibile effettuare la prenotazione: “ Avviene tutto su internet – spiega Clayton – noi riceviamo le richieste, contattiamo il monastero per verificare la disponibilità di posto ed eventualmente la prenotazione. A questo punto noi prendiamo una piccola percentuale. Se invece il posto non c'è il turista non paga nulla”.

Le mète italiane più gettonate sono Roma, Venezia e Firenze ma anche l'Umbria. Va peggio alle località del Sud. “I turisti cercano un posto per un ritiro spirituale ma anche un luogo alternativo per una vacanza diversa che consenta di girare l'Italia a prezzi contenuti”. Roma è tra le più care, 60 euro a notte circa per una singola, colazione compresa. Ed è anche la città in cui è più difficile trovare posto.

I turisti dei monasteri sono soprattutto anziani ma non mancano gruppi di giovani. Riguardo alle stanze off limits per le coppie non sposate Clayton spiega: “Sì, certi conventi chiedono solo coniugi, se non sono sposati vengono dirottati in stanze separate. In altri invece questa limitazione non c'è”.

A scegliere questo tipo di soluzione sopno soprattutto turisti provenienti da Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Australia, Norvegia, Scandinavia e qualcuno dall'Italia stessa.




http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/Il-turista-va-in-convento/205893