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Il Parco dei Monti Bey

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Percorrere in automobile il tratto di costa anatolica della Turchia meridionale compreso tra Kas e Antalya significa lasciarsi rapire da sorprese incantevoli: deliziosi villaggi abbarbicati sulle montagne a ridosso di un bel litorale frastagliato, rovine archeologiche nascoste tra i pineti e ravvisabili soltanto dal mare, strette gole rocciose percorse da brevi corsi d'acqua che vanno a morire nel Mediterraneo.
La strada che porta in questi luoghi è una deviazione della statale principale (ss. 400) che parte dal bivio per Çirali e, salendo sulle montagne, si inerpica su per il cordone di roccia che segue la costa, regalando scenari mozzafiato: una vegetazione verdissima e rigogliosa costituita da cedri e pini d'Aleppo, che lasciano il posto a fichi e oleandri proprio a ridosso del mare e aprono lo sguardo a calette incantevoli e acqua cristallina. Questi luoghi fanno parte del Parco Nazionale Costiero dei Monti Bey (in turco: Beydaglari Sahil Milli Parki), un'area protetta che raggiunge, ad appena una manciata di chilometri dalla costa, l'altezza di ben 3.086 metri (si pensi che durante la stagione invernale questi monti costituiscono la seconda meta privilegiata per lo sci). Çirali e Olympos sono le due spiagge paradisiache che fanno parte del parco: incastonate tra le montagne, dovevano costituire gli approdi principali della zona in epoca romana, a giudicare dai resti che si trovano lungo il fiume che sfocia in mare, appunto nei pressi della spiaggia di Olympos. Oggi costituiscono i due luoghi principali di sosta per chi visita l'area circostante, sviluppando una serie di strutture ricettive che ospitano soprattutto viaggiatori zaino in spalla. Il loro successo è dovuto al fatto che l'inserimento di queste strutture non ha per nulla deturpato il paesaggio, anzi lo ha valorizzato con la progettazione di soluzioni particolari. Un programma molto attento ha impedito in queste zone il diffondersi del turismo di massa e la speculazione edilizia.
Monti Bey

Soprattutto a Olympos (ma anche nelle aree montane tra i due centri) vi sono deliziose tree house e bungalow con patio centrale, amache, galline, anatre e pavoni che scorrazzano in libertà. Turisti un po' “alternativi”, naturalisti e ambientalisti, sono la clientela affezionata di questi posti. Çirali è invece caratterizzata da sistemazioni più idonee alle famiglie, ma comunque sempre molto “naturalistiche”, con confort ridotti all'essenziale e la natura che regna incontrastata.
Il fascino che le spiagge di Çirali e Olympos raggiungono all'ora del tramonto è impagabile: il sole si nasconde gradualmente dietro ai monti, dorando l'acqua e la sabbia. Per di più, è il momento ideale per visitare il sito archeologico di Olympos, precluso durante il giorno dal caldo torrido. Il percorso si può fare dalla spiaggia verso l'interno e viceversa. Lungo il torrente che attraversa la gola rocciosa, tra canneti e piante palustri, sono collocati i resti di epoca licia e del periodo ellenistico cui si sono sovrapposti i più recenti resti (metà I sec. a.C.) del porto di epoca romana.
Ma questi luoghi riservano altre sorprese: a circa 7 km dal villaggio di Olympos un'escursione notturna di circa 45 minuti porta in una zona rocciosa, nel mezzo della foresta, a 250 metri di altezza. Qui il terreno sprigiona da tempo immemore fiammelle naturali: si tratta della Chimera (in turco: Yanartas 'roccia ardente'), un insieme di lingue di fuoco che la roccia erutta spontaneamente a causa di un fenomeno chimico (liberazione di gas metano nel sottosuolo attraverso fenditure nel terreno). Gli antichi abitanti del posto attribuivano il fenomeno a un evento divino e per questo adoravano il dio del fuoco Efesto, al quale avevano persino dedicato un santuario in loco, di cui però non è rimasto praticamente nulla.
Çirali ha invece il merito di vigilare, a dispetto di uno sviluppo incontrollato della costa e delle strutture alberghiere e ristoratrici, sulla riproduzione della Caretta Caretta, la tartaruga d'acqua tipica del Mediterraneo, oggi sottoposta a tutela a causa del gravissimo pericolo di estinzione che corre. Un gruppo di ragazzi del WWF dimora qui durante il periodo della cova e della schiusa delle uova per tenere lontani i turisti curiosi o semplicemente chi si spinge oltre il tratto calpestabile di spiaggia consentito. Esiste infatti un tratto di spiaggia dove è stata proibita la costruzione di bar o di ristoranti, anche se a debita distanza dalla riva: questo perché nel periodo in cui le uova si schiudono, all'alba, i piccoli di tartaruga che naturalmente sono portati a seguire il sole e quindi a prendere la via del mare, potrebbero essere ingannati dalla luce artificiale dei locali e sbagliare completamente direzione.
Chi fosse interessato ad assistere da vicino a questo miracolo della natura può chiedere informazioni al Caretta Caretta Café, i cui proprietari sono operatori WWF; l'alternativa è recarsi direttamente in spiaggia alle sei del mattino. I ragazzi del WWF a quell'ora iniziano la perlustrazione nei pressi dei nidi (tutti già monitorati e segnalati); seguendo i loro movimenti, si può assistere in piccoli gruppi ai primi passi della Caretta Caretta che prende la via del mare. Generalmente inizia a nidificare alla fine di maggio e continua per tutta l'estate fino alla fine di agosto.
Çirali e Olympos possono essere un buon punto di partenza per visitare la vicina Phaselis, altro sito archeologico di incredibile fascino sulla strada verso Antalya: ubicato in una pineta a ridosso di una spiaggia, era stato fondato come colonia greca per interessi commerciali. I resti sono di epoca romana e bizantina. Ancora adesso si vede la via di accesso al porto sormontata da un arco e fiancheggiata dagli immancabili bagni pubblici. Le rovine affacciano su due calette dove è possibile fare il bagno.




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