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Liguria: la Val Nervia

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Esiste un'altra Liguria lontana dal mare, una Liguria fatta di borghi e antichi castelli, vigneti verdissimi e uliveti generosi, dimore contadine, paesaggi lacustri, fiumi e torrenti. Come nel Ponente Ligure: la Val Nervia, che si allunga per 20 chilometri circa prendendo il nome dal fiume omonimo che l'attraversa, è caratterizzata da un paesaggio bellissimo tempestato di piccoli borghi rurali ancora orlati dalla cerchia muraria e antichi castelli del Medioevo. Per la verità questa Valle al mare ci arriva, ma subito si diparte dalla costa per addentrarsi nell'entroterra lungo il corso del Nervia, e se ne va nell'interno fino a quando non incontra le Dolomiti della Liguria, ovvero le Alpi Marittime.
Il primo paese della valle è Camporosso, modesto borgo rurale il cui nome deriva con ogni probabilità dagli oleandri rossi e dal terreno che caratterizzano la zona. Il centro urbano, che è documentato anche in fonti di epoca romana, sicuramente esisteva già nel XI secolo, periodo al quale risale la bella chiesa romanica di San Pietro. Il paese è conosciuto nella Liguria per la festa del patrono San Sebastiano (20 gennaio), durante cui si consuma un rito che ha sapore di paganità: un albero di alloro tutto ornato di ostie (dette “papete” in dialetto ligure) viene portato in processione. Non solo: in questo piccolo borgo rurale si gustano i tipici “barbagiuai”, ravioli di zucca fritti, di solito accompagnati dai DOC Rossese e Vermentino (la terza settimana di settembre vi si svolge la sagra dei barbagiuai).
Una deviazione da Camporosso porta all'inizio dell'Alta Via dei Monti Liguri e alla foce del Nervia, che custodisce una delle riserve faunistiche più importanti del nord Italia.
Fiume Rocchetta Nervina

Dolceacqua è la seconda tappa del percorso nella valle: bellissimo borgo medievale è solo il coronamento di un paesaggio già bello di per sé, un entroterra davvero spettacolare che si è guadagnato la Bandiera Arancione (marchio di qualità turistica ambientale, appunto, che si assegna all'entroterra). Ad aumentare il fascino del territorio è il ponte medievale che si allunga su un'unica arcata di 33 metri e il Castello dei Doria, a guardia del centro storico. Palazzi nobiliari, stradine strette e anguste, passaggi, casette in pietra, costituiscono la Téra, ovvero la parte vecchia della cittadina. Il 16 agosto nel paese si celebra la Festa della Michetta, un pane dolce legato a una leggenda popolare che ha per protagonista un ragazza che si era rifiutata di concedersi secondo lo ius primae noctis al signore feudatario del paese, finendo così imprigionata e poi uccisa. Pare che la sua anima vaghi ancora irrequieta tra le mura del castello.
A Rocchetta Nervina, verso nord, si possono vedere, oltre il delizioso centro storico, due ponti medievali a schiena d'asino. Sempre nei dintorni sono le chiese rupestri di Sant'Antonio, San Bernardo e Santa Lucia. Il paese è noto per la Sagra della Capra e la Sagra dei Fagioli.
Isolabona è un borgo antico caratteristico per il bel Castello a pianta quadrata, che in estate accoglie diverse manifestazioni artistiche e culturali.
Risalendo la valle, Pigna è la tappa successiva e merita di essere visitata per diverse ragioni. Innanzitutto, data la sua importanza storico-artistica, è il capoluogo della valle; poi, conserva un centro città assai caratteristico, fatto di tre strade concentriche collegate tra loro da vicoli strettissimi detti “chibi” (unicum nella storia architettonica d'Italia); infine è famosa per le sue acque termali. Il centro urbano inoltre ospita un interessante Museo della Civiltà Contadina, oltre a diverse chiese di epoca medievale che testimoniano il ricco passato del borgo.
Apricale, altra Bandiera Arancione, nonché primo paese ligure a entrare ufficialmente nell'associazione "i borghi più belli d'Italia”, si trova in una posizione strategica a dominio della vallata e conserva il centro storico praticamente integro, fortificato e caratterizzato da un bellissimo dedalo di vie e stradine lastricate in arenaria. I vicoli presentano poi murales dai colori molto vivaci, che danno un tocco in più alla parte vecchia di Apricale.
La piazza principale, inoltre, custodisce un vero e proprio gioiello architettonico, ovvero l'oratorio barocco di San Bartolomeo. Anche il Castello della Lucertola è un magnifico esempio di architettura medievale intatta.
La prima domenica di settembre si svolge nel paese la sagra delle Pansarole, caratteristiche frittelle dolci di farina a pasta morbida.
Da qui, un percorso suggestivo tra uliveti, porta a Perinaldo, delizioso borgo ricordato per aver dato i natali all'astronomo Gian Domenico Cassini; l'ex convento francescano di San Sebastiano oggi ospita l'Osservatorio Astronomico. Da vedere la chiesa barocca di San Nicola. Perinaldo è noto anche per il “carciofo provenzale” la cui origine si deve far risalire alla campagna napoleonica in Italia. La leggenda vuole, infatti, che il generale Bonaparte, trattenutosi per qualche giorno nel paese, e invitato alla mensa dei signorotti del luogo, avesse lamentato la mancanza del “carciofo della Francia”; meravigliato di tale carenza, una volta tornato in Francia, mandò ai governatori di Perinaldo le piante di “violet” (così era chiamato il carciofo provenzale) e da allora i liguri ne cominciarono la coltivazione.

Info:http://www.turismoinliguria.it




http://www.tgcom.mediaset.it/turismo/articoli/articolo448098.shtml