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Porto Cervo sognare in Costa Smeralda

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Porto Cervo non è un comune autonomo ma fa parte del grande abitato di Arzachena, del quale costituisce una delle tante frazioni: Arzachena conta circa 13.000 abitanti ed è una delle località maggiori della parte settentrionale della Sardegna; Porto Cervo invece è la tipica località marina che si riempie di turisti e lavoratori stagionali solo nei mesi estivi (da maggio a settembre, con i picchi a luglio ed agosto) mentre d'inverno vi risiedono stabilmente poco più di duecento persone.

Porto Cervo è considerato il centro più importante (e famoso) della Costa Smeralda, il tratto di litorale affacciato sul Mar Tirreno che va da Arzachena appunto fino al Golfo di Cugnana e che al suo interno ospita alcune delle località balneari più famose d'Italia: Liscia di Vacca, Cala di Volpe e un po' più distante Porto Rotondo (che si tende a non considerare parte della Costa Smeralda propriamente detta) e Palau.

La denominazione “Costa Smeralda” per questo tratto di Sardegna è abbastanza recente: fino a non molto tempo fa si parlava semplicemente di Gallura e si riservava questo nome all'area gallurese direttamente bagnata dal mare.

La storia della presenza umana in queste zone è molto antica: le cosiddette “civiltà di Arzachena” e “cultura di Ozieri” fiorivano già nel Neolitico (ma alcuni studiosi ipotizzano insediamenti già nel Paleolitico): sono stati numerosi i ritrovamenti di megaliti e di menhir che testimoniavano anche delle attività religiose e artistiche di queste popolazioni la cui sopravvivenza era determinata dall'allevamento e dalle produzioni ad esso connesse.

La Sardegna settentrionale era anche un punto strategicamente importantissimo al centro del Mediterraneo sia per quanto riguardava le rotte est-ovest che per quelle nord-sud: gli scambi con la Corsica furono continui come testimoniano i molti siti archeologici con caratteristiche simili che si trovano nelle due isole.
I contatti delle civiltà nuragiche con i Greci e soprattutto con i Cartaginesi furono consistenti: Olbia fu fondata proprio da questi ultimi e dopo la loro sconfitta nelle Guerre Puniche contro i Romani la città divenne un importante porto che commerciava con Italia, Spagna, sud della Francia e nord dell'Africa.

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e la riconquista bizantina attuata dalle navi del grande ammiraglio Belisario tutto il settentrione della Sardegna iniziò a subire una serie di devastanti attacchi di pirati arabi che provenivano dal nord Africa e successivamente anche dalla Sicilia e dal sud Italia. Nel frattempo il legame con Costantinopoli divenne sempre meno effettivo e la Sardegna iniziò ad essere retta da quattro “giudici”, teoricamente ancora legati all'Impero d'Oriente ma di fatto indipendenti.
Ci pensarono poi i pisani a sottomettere il giudicato di Gallura e a tenerlo fino all'arrivo degli aragonesi che, a partire dalla metà del Duecento, si diedero alla conquista della Sicilia prima e poi della Sardegna, facendone una parte dello stato spagnolo. Dopo le guerre di metà Settecento, in onore a quella politica dell'equilibrio che vedeva spartirsi l'Europa tra Borbone e Asburgo, la Sardegna fu annessa a quello stato “cuscinetto” posto tra le due grandi dinastie dell'epoca che era lo stato sabaudo e che in questo modo assunse la nuova denominazione di Regno di Sardegna (per poi successivamente, 1861, diventare il Regno d'Italia).

Tutta la Costa Smeralda, da territorio poco ospitale e sostanzialmente povero, iniziò ad avere una notevole crescita economica (e in parte, purtroppo, anche urbanistica) a partire dalla seconda metà del Novecento, quando molti terreni furono acquistati dall'Aga Kahn e trasformati in residence di lusso.

Per arrivare in Costa Smeralda in modo più agevole è quello di prendere un volo aereo per Olbia (scalo su cui operano prevalentemente i vettori Meridiana e Alitalia) oppure il traghetto o le navi veloci che da Genova, Livorno e Civitavecchia conducono al porto di Olbia.



http://viaggi.tiscali.it/sardegna/porto_cervo_costa_smeralda/introduzione.asp