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I tesori della Costiera Amalfitana

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Scriveva Goethe due secoli fa, a proposito dell'Italia meridionale: “Conosci tu il paese dove il limone fiorisce?”.
I giardini terrazzati per la coltivazione degli agrumi costituiscono l'ineguagliabile caratteristica di questi luoghi. I limoni che grevi pendono dagli alberi della Costiera sono per lo più di una qualità talmente dolce, poco agra e di sapore rotondo, che viene detta “pane”, perché si può gustare tranquillamente a fette, come dessert con o senza aggiunta di zucchero. A quota più alta rispetto agli agrumeti, i terreni sono coltivati con viti, allevate con i tipici pergolati, spesso a picco sul mare.
Su un'alta roccia di tufo a picco sul mare, si trova Sorrento nelle estreme propaggini meridionali del golfo di Napoli, tra una lussureggiante vegetazione caratterizzata dal verde scuro degli agrumeti e da quello argenteo degli oliveti; abbraccia con lo sguardo il golfo di Napoli, il Vesuvio e i Campi Flegrei.
Nel centro storico, il sobrio e luminoso barocco della ristrutturazione seicentesca segue il tracciato della città classica le cui vie, che ricalcano gli antichi decumani di epoca romana, sono rese vivaci dai bei palazzi, dalle chiese e dalle botteghe artigiane.
La piazza è il cuore di Sorrento, sulla quale affaccia la Cattedrale rinascimentale; una via, costituita da gradoni in pietra di sapore medievale collega il centro storico a Marina Grande, per secoli unico accesso al paese dal mare. La suggestiva Porta Marina Grande incorporata nella cinta muraria immette nel pittoresco borgo marinaro omonimo, graziosa insenatura in cui sorge il villaggio di pescatori. Sorrento è uno scrigno da mille tesori: Piazza Tasso, dedicata del poeta omonimo, la suggestiva terrazza panoramica adiacente, la Basilica di S. Antonino, la villa Comunale, il Museo Correale di Terranova, le splendide chiese barocche di Santa Maria delle Grazie e dei Servi di Maria, il Chiostro trecentesco del Convento di San Francesco,infine la Punta del Capo, con i bagni della Regina Giovanna.
Sorrento è un importante centro per la lavorazione del legno intarsiato, un'arte antica che risale ai primi dell'Ottocento, per la produzione del celebre limoncello, per la raffinata lavorazione di merletti e di ricami.
Superando Positano e Agerola, si arriva ad Amalfi, antica e prestigiosa Repubblica Marinara che ha fatto del mare la sua fonte di economia. A Palazzo Morelli, sede del Comune e del museo civico, si trova la Tabula Amalphitana, il primo codice di diritto della navigazione fissato ai tempi della Repubblica.
Ad Amalfi è rinomata la lavorazione della carta a mano: se ne possono acquistare di pregiate, trasparenti, ispirate a motivi araldici, floreali, religiosi.
Nella fitta e pittoresca trama di vicoli e scale, si possono ammirare scorci caratteristici, botteghe artigiane, angoli architettonici davvero suggestivi, sino all'arrivo nella grande piazza centrale dove domina maestoso il duomo dedicato a Sant'Andrea (IX secolo).
Annesso alla Cattedrale è il chiostro del Paradiso costruito nel 1268; il complesso architettonico è uno dei principali esempi del romanico amalfitano. Il museo della civiltà contadina custodisce una raccolta di macchine rudimentali e utensili da lavoro appartenuti al mondo agricolo costiero negli ultimi quattro secoli e che testimoniano la vita agreste dell'epoca.

Ravello è tra le gemme più preziose della Costiera Amalfitana; Giovanni Boccaccio nella sua opera letteraria il “Decamerone” ne immortalò fascino e bellezza.
Il Duomo, nella piazza centrale, risale al IX secolo. Magnifica è la porta bronzea eseguita nel 1179 a Costantinopoli e “portata a destinazione via mare” come quelle delle cattedrali di Amalfi, di Atrani e di Salerno. Sulla destra del Duomo una torre quadrata segnala l'accesso a Villa Rufolo, un complesso architettonico che risale alla seconda metà del 1200, edificato da quella che era la più ricca famiglia della cittadina, quella del mercante Landolfo Rufolo.
Villa Cimbrone è la seconda villa, per importanza, di Ravello: originariamente fondo rustico dell'antica e nobile famiglia ravellese dei Fusco, fu poi acquistato prima da un tale Amici di Atrani e successivamente nel 1904 da Ernest William Beckett che, servendosi di maestranze locali, in 15 anni, lo trasformò in una splendida villa. Attraverso un sentiero nel complesso della struttura si giunge al Belvedere, dove è possibile ammirare una statua bronzea di Mercurio; quindi si arriva alla grotta di Eva e al tempio di Bacco dove sono custodite le ceneri di lord Beckett. Dal Belvedere si può godere uno dei più suggestivi panorami del mondo.
Infine merita una visita il Museo del Corallo; fondato nel 1986, raccoglie manufatti in corallo, cammei, madreperle incise e conchiglie, dall'epoca romana allo scorso secolo.
Sulla via per Salerno, adagiata sulla splendida costa,sorge Vietri sul Mare, cittadina nota per la produzione di ceramiche, costellata da piccole botteghe artigiane che espongono i loro manufatti. Per capire l'evoluzione della produzione di ceramiche vietresi si può visitare il museo Provinciale, ospitato in villa Guariglia. Un'ampia sezione è dedicata ai famosi ex voto, mattonelle votive lasciate, nel corso del 1700 e 1800, appunto come pegno alla Madonna affinché potesse intercedere per ottenere una grazia.
Da non perdere nei mesi estivi le seguenti manifestazioni: la Sagra del Mare e il Festival Internazionale della Musica, in località Marina Grande; il Ravello Festival, una rassegna musicale con concerti classici e jazz e altri eventi, che si tiene nell'omonimo paese.




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