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Tra Calabria e Lucania

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Al centro della fascia costiera lucana, in una zona di rara bellezza formata da scogli e secche, insenature e grotte, spiagge immerse in una natura straordinaria fatta di pini, ulivi e querce, si trova Maratea. Qui tutta la costa, a ricordo delle temibili incursioni saracene, è punteggiata da torri d'avvistamento che guardano da sempre al mar Tirreno. Fiorente centro commerciale, sono numerosi i rinvenimenti subacquei di anfore e ancore esposte oggi presso il Museo di Archeologia Subacquea.
Il paese si trova arroccato in posizione strategica su un fianco del monte San Biagio; nella parte alta, presso i ruderi della roccaforte, sorge il santuario dedicato appunto a San Biagio, con facciata rinascimentale a tre archi e cappella barocca seicentesca. Il centro storico è caratterizzato da una serie di vicoli angusti con scorci pittoreschi. Un po' fuori dal borgo sorge lo splendido Convento dei Cappuccini di origine seicentesca.
In Calabria, Capo Vaticano conserva rimembranze storiche di un passato propizio: secondo la tradizione sul promontorio si trovava infatti un oracolo cui i naviganti, che scendevano lungo la costa, in direzione di Scilla e Cariddi, si rivolgevano per avere responsi sull'esito del viaggio; dimorava qui, in una grotta fra le rupi del Capo, la profetessa Manto che divinava sull'andamento della navigazione.
Il nome del promontorio, infatti, deriva dal latino Vaticinium che significa “oracolo”. Questo sperone di roccia con le sue spiagge di fina sabbia bianca, si tuffa nelle splendide acque del mar Tirreno: dalla “Costa degli Dei” al fondale roccioso del Mantineo alle spiagge sabbiose della baia del Tuono, alle insenature di Grotticelle e Santa Maria, fino ad abbracciare con lo sguardo le isole Eolie.
Nelle vicinanze di Capo Vaticano e nelle sue acque sono stati rinvenuti significativi reperti archeologici, resti di templi, abitazioni, sepolcri, e numerosi oggetti legati alla vita quotidiana e al commercio di epoca greco-romana che oggi vanno a riempire le sale del Museo Archeologico di Reggio Calabria.
Tropea

Adagiata alla base dell'altopiano del Monte Poro, anche Ricadi, che si estende fino alle rive del mare, ha restituito tracce di insediamenti storici; interessanti sono i fondali di Formicoli, il cui nome deriva dall'antico Forum Herculis, secondo la leggenda, fondato da Ercole. Qui si può ammirare una distesa di massi di roccia granitica. Ancora oggi queste acque sono prese d'assalto da esperti di subacquea e archeologici. Purtroppo qualche amatoriale fa incetta illegale di cocci e pezzi d'anfora che il mare restituisce in grandissima quantità.
San Nicolò Ricadi è una tranquilla frazione di Ricadi: nei pressi dell'abitato si trovano diverse torri di avvistamento che risalgono al periodo del regno di Napoli, quando il viceré della città, nel XVI secolo, fece erigere postazioni di vedetta a difesa delle coste dalle incursioni saracene; in totale erano 366. Alla custodia delle torri erano addetti i “torrieri” che ricevevano il segnale d'imminente pericolo dai “cavallari” , che a loro volta percorrevano tutto il litorale con il compito di indicare agli abitanti e alla vedetta successiva la minaccia turca a mezzo di fuochi e spari.
Nel territorio di Ricadi, in località Brivadi, torre Marrana riceveva i segnali della vicina torre Ruffa e li trasmetteva alle altre, per arrivare fino al Castello di Monteleone, oggi Vibo Valentia.
Antica Hipponion, Vibo Valentia è la città dove, secondo la leggenda, Proserpina, figlia di Zeus e Demetra, fu rapita, mentre raccoglieva i fiori; in suo onore fu eretto uno dei templi più belli della Magna Grecia. L'epoca greco-romana è ben testimoniata nel museo archeologico Statale “Vito Capialbi”.
Tropea, sulla Costa degli Dei, figura come una gemma incastonata sulla roccia a picco sul mare cristallino. Dalle acque emergono, maestosi, i faraglioni. Tutto intorno è una danza di colori: cactus, mirti, ginestre, gerani, papaveri selvatici. Protesa tra i golfi di Gioia e di Sant'Eufemia la città sarebbe stata fondata da Ercole, fermatosi su questi lidi di ritorno dalle Colonne d'Ercole. Il centro storico è il vero cuore animato della città, che si snoda attraverso un dedalo di viuzze caratteristiche lungo le quali sorgono chiese e palazzi nobiliari.
Costruita sulle rovine di Napitia, colonia fondata dai Focesi, la cittadina di Pizzo Calabro sorge su un declivio che dolce si protende sul mare. Al centro del paese, sorge il castello eretto da Ferdinando I di Aragona, oggi monumento nazionale.



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