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Umbria lungo il Tevere

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Stavolta a decidere l'itinerario da percorrere in Umbria è il fiumeTevere, al confine tra Umbria e Lazio; culla della civiltà umbra e poi latina, oggi regala tesori incredibili, fatti di arte, di storia, archeologia e paesaggi straordinari.
Lungo il Tevere si è combattuto per fondare Roma, poi i romani hanno mercanteggiato, lasciando come testimonianza dei loro commerci porti fluviali e ville rustiche, ma anche opere architettoniche come le ciclopiche mura di Amelia. In seguito il Medioevo, e poi i comuni, hanno dotato di fortezze e castelli tutti i borghi costruiti sui poggi, con eleganti torri merlate e cinte murarie.
Il Parco Fluviale del Tevere rappresenta l'inizio del percorso: si estende da Montemolino vicino Todi fino all'Oasi di Alviano, lungo 50 chilometri del fiume, su una superficie di quasi 8000 ettari. La parte più suggestiva è quella che delle Gole del Forello, alte pareti rocciose che scendono a strapiombo sul Tevere. Più a valle il paesaggio si apre in una diga, formata dallo sbarramento del fiume in questo punto, che forma il Lago di Corbara; non è raro imbattersi su un falco di palude che scende in picchiata a pescare. Sullo specchio d'acqua affacciano deliziosi borghi medievali e siti di rilevanza storico-artistica: Prodo e Titignano sono esempi magistrali di paesi fortificati, ciascuno con il suo maniero. Scoppieto è un sito archeologico di grande interesse che ha restituito i resti di una fornace i cui manufatti erano trasportati fino a Roma su imbarcazioni fluviali e da lì poi in Africa; l'Eremo della Pasquarella è un bel monastero del XI secolo.
Più a sud, un percorso nel verde cuore umbro si snoda tra ripidi pendii e dolci colline, toccando piccoli centri medievali come il minuscolo centro di Baschi, quello di Guardea, di Attigliano e di Montecchio.
A sud l'Oasi di Alviano è un esempio eccellente di tutela ambientale. Per chi ama la natura, questo posto non si può proprio perdere. L'ecosistema particolare che vi si trova è il risultato dello sbarramento del Tevere mediante la Diga di Corbara.
Lago di Corbara

Oggi l'oasi ospita una ricca vegetazione, attrattiva principale di alcune specie di uccelli migratori che si possono osservare con il bird watching. Tra le specie che invece vivono stabilmente nell' rea protetta sono presenti i falchi pescatori, le morette tabaccate, gli aironi rossi e cinerini, le anatre e i cavalieri d'Italia.
Prima di entrare nella città di Amelia, lungo il Rio Grande, affluente del Tevere, sorge per sbarramento del fiume, la Diga della Para che risale addirittura al Medioevo e che forma il cosiddetto “Lago Vecchio”.
La città di Amelia, proprio vicino al confine con il Lazio, e per questo conquistata dai romani dopo essere stata umbra, sorge su una piccola altura, circondata da imponenti mura di dimensioni mastodontiche. Spesse più di tre metri e alte ben dieci, sono uno degli esempi più importanti di cinta muraria in Italia, per altro, in alcuni punti, praticamente intatti. Il percorso archeologico nella città prosegue con la Cisterna Romana, altro esempio di ingegno umano, provvisto di ben dieci ambienti, che servivano per il rifornimento idrico dell'agglomerato urbano; la statua bronzea del Germanico, ovvero Nerone Claudio Druso, rappresentato con tanto di scudo e corazza; il Museo Archeologico. Passando al periodo medievale, il Duomo e la Torre Civica sono altri pregevoli esempi artistici.
Tra luglio e agosto Amelia è teatro dello spettacolare Palio dei Colombi, una giostra di cavalieri e balestrieri, con rievocazione storica e corteo in costume. In ottobre invece c'è la Festa della Vendemmia, ben più godereccia e ottima occasione per degustare il DOC dei Colli Amerini. Altri prodotti tipici della zona di Amelia sono l'olio DOP dei Colli Amerini, i fichi Girotti e le castagne. Le feste paesane e le sagre di tutta questa zona sono una bella opportunità per vivere le tradizioni di quella parte di Umbria meridionale che ha dovuto contendere in suoi territori con i romani.



http://www.tgcom.mediaset.it/turismo/articoli/articolo453871.shtml