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Castelli in Friuli Venezia Giulia

Altri castelli sorsero nel periodo degli imperatori sassoni per porre un freno alle rovinose scorrerie degli Ungari (899-952 d.C). I nuovi castelli vennero costruiti e presidiati a cura di famiglie di provenienza germanica, che più tardi formeranno il nerbo della feudalità friulana. Altre rocche sorsero, infine, nel periodo dei Patriarchi di Aquileia (1077-1420). Nello stesso periodo le comunità provvedono a dotarsi di fortificazioni più o meno estese (Venzone, Gemona, Udine, Cividale, Monfalcone, Trieste, Muggia). Durante la dominazione veneziana (1420-1797) non sorsero, con la sola eccezione di Palmanova, nuovi complessi fortificati.
Di questo sistema difensivo rimangono molti elementi in buone condizioni di conservazione; moltissimi si trovano allo stato di rudere o di resto incorporato in edifici di più recente costruzione.
Diversi per il sito in cui sorgono, gli uni ubicati in cima a ripidi colli, gli altri su rupi a picco sul mare, altri ancora inseriti in centri urbani, o circondati da acque di risorgiva ed immersi in parchi secolari, essi si differenziano profondamente per la diversa composizione degli stili, ma ciascuno merita tuttavia una visita attenta. Molti dei castelli sono ancora di proprietà privata, altri sono di proprietà dello Stato, della Regione o dei Comuni. Taluni conservano funzioni residenziali o sono disabitati; altri sono stati riconvertiti in ristoranti, alberghi o musei. Per la tutela di tali monumenti, per la promozione di corrette opere di restauro e di iniziative di valorizzazione opera il Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del FVG, un ente sorto nel 1968, che raggruppa quasi tutti i proprietari di castelli della regione ed organizza visite guidate.

Vi presentiamo solamente alcuni manieri, non in ordine di importanza né per meriti artistici o storici.

Il castello nuovo di Duino (TS), maniero di rilkiana memoria, nel quale il poeta tedesco scrisse le sue Elegie Duinesi, è documentato dal 1363, anno nel quale vengono per la prima volta citati i due fortilizî: il vecchio o inferiore, ed il nuovo o superiore. Un primitivo e più antico fortilizio, il Castellum Pucinum doveva però esistere nel luogo già in epoca romana se venne citato da Plinio il Vecchio. Il maniero, tipicamente residenziale, passava ai principi della Torre e Tasso, i cui eredi dimorano tuttora nel castello.

A Colloredo di Monte Albano il Castello risale al XIV secolo ed è tipicamente residenziale. Affrescato da Giovanni da Udine, fu la dimora di Ippolito Nievo che qui scrisse Le Confessioni di un Italiano. Gravemente danneggiato dal sisma del 1976 è stato parzialmente ricostruito. A Ragogna è stato recentemente ricostruito il Castello con la Chiesetta del XI secolo. Nel Comune di Rive d'Arcano, frazione di Arcano il Castello medioevale ha mantenuto le cortine merlate alla guelfa, mastio, doppia torre portaia. E' a Villalta in Comune di Fagagna che trovate il maniero che grazie anche alle recenti opere di restauro ha mantenuto la configurazione fortificata con torri, mura dalla merlatura ghibellina, ponte levatoio e chiesetta. A Cassacco il fabbricato gia' citato nel 1202 e possedimento dei Signori di Montegnacco e dei Savorgnan mantiene pressoche' inalterata l'antica struttura che ne fanno uno dei migliori esempi presenti in Regione. Nella vicina cittadina di Spilimbergo, famosa anche per la Scuola di Mosaico, il Castello è un complesso di edifici di varie epoche, tra i quali il Palazzo Dipinto da Andrea Bellunello tra il 1469 e 1475. In Val d'Arzino citiamo la Villa realizzata dal Conte Giacomo Ceconi, famoso impresario stradale a Pielungo, in Comune di Vito d'Asio, circondata da una foresta di 1.200 ettari. Costruita alla fine del 1800 in stile "ghibellino" con interessanti affreschi sulle pareti esterne, recentemente ristrutturata, attualmente è di proprietà pubblica ed attende un giusto collocamento.

Isabella Giacomuzzi


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