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Dodecaneso un posto al sole

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Un pezzo di Grecia è stato italiano: non si parla dell'Impero Romano ma del Novecento, secolo, per quanto ci riguarda, di colonialismi “ritardati”. Il Dodecaneso è stato per breve tempo il “nostro” posto al sole: nel momento in cui l'Italia sottrasse la Libia a ciò che restava dell'Impero Ottomano anche le isole greche intorno a Rodi furono occupate.

Il Dodecaneso non è composto da “dodici isole” come il nome greco spingerebbe a pensare: sono invece più di 150 isole, molte delle quali non abitate, che si estendono nella parte meridionale del Mar Egeo, a nord-est di Creta.

L'isola maggiore è Rodi che è anche capoluogo della prefettura; l'arcipelago è molto popolato, supera i 200 mila residenti stabili (su di una superficie di 2174 chilometri quadrati), cifra che cresce di un terzo durante il periodo estivo.

Rodi ha sempre dominato l'arcipelago ed è anche sempre stata oggetto delle mire di conquista dei vari invasori che hanno agognato il controllo della Grecia, dai persiani del V secolo a.C., agli italiani del Novecento appunto.

Da Rodi si poteva giungere facilmente sulle coste dell'Anatolia, in Palestina, a Creta: era insomma un avamposto strategico per tutti quelli che erano interessati a dominare il Mediterraneo e le sue rotte commerciali.

Rodi è anche legata ad una delle confraternite cavalleresche più discusse e misteriose di tutti i tempi: gli Ospedalieri (o Cavalieri di Rodi) che, dopo la loro travagliata permanenza in Palestina, si insediarono a Rodi e la fortificarono rendendola un baluardo della cristianità nel Mediterraneo.

I Cavalieri di Rodi furono costretti a spostarsi a Malta dopo che l'isola fu presa dall'imponente armata di Solimano il Magnifico, bisnipote di Maometto II, già conquistatore di Costantinopoli; i Turchi tennero Rodi e le isole circostanti fino alla conquista italiana (l'attuale municipio di Rodi ha sede nell'antica casa del fascio) e i greci se ne riappropriarono nel 1948.

Le altre due isole principali dopo Rodi sono Kos (20 mila abitanti) e Kalymnos (circa 15 mila abitanti); altre località di rilievo sono Leros, Patmos, Castelrosso (Megisti), Astipalea.

La lingua ufficiale parlata nel Dodecaneso è il greco ma non è raro trovare abitanti che conoscono l'italiano anche dati gli ingenti flussi turistici che giungono dalla Penisola. La moneta ufficiale è la dracma.
Da Visitare

Razionalismo italiano di Lakki (Leros)
La vecchia città di Portolago, costruita durante l'occupazione italiana, è una delle maggiori testimonianze del razionalismo italiano, l'architettura che ha dato vita alla città di Sabaudia per intendersi; di rilievo la torre dell'orologio che domina il circolare mercato cittadino.

Città vecchia – Rodi
È la parte medioevale della città, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco: è uno degli esempi meglio conservati di quartiere risalente all'epoca medioevale. È chiusa da imponenti mura con stupende porte d'accesso (Porta S. Caterina) e al suo interno si trovano testimonianze di tutti i dominatori dell'isola: moschee, bagni turchi, chiese ortodosse e lo stupendo Ospedale dei Cavalieri.

Porto – Rodi
La leggenda dice che nella zona del porto sorgeva il mitico colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo antico. Oggi si possono invece visitare i mulini a vento di epoca bizantina e la fortezza di San Nicola che dal Quattrocento è stata per due secoli baluardo inespugnabile per l'accesso all'isola.

Via dei Cavalieri e Palazzo del Gran Maestro - Rodi
Via dei Cavalieri è la strada quattrocentesca che attraversa il centro di Rodi e arriva al Palazzo del Gran Maestro, la costruzione più imponente dove aveva sede il comando dei Cavalieri di Rodi; l'edificio purtroppo ha subito dei gravi danni per un incendio a metà dell'Ottocento ed è poi stato ricostruito durante la dominazione italiana ma sono ancora ben conservati i pavimenti risalenti all'epoca romana.

Acropoli - Rodi
Sulla collina che sovrasta Rodi si possono visitare i resti dell'acropoli: un anfiteatro discretamente conservato, uno stadio e i resti di un tempio purtroppo andato quasi completamente perduto.

Platano d'Ippocrate - Kos
È considerato il più antico albero di tutto il continente europeo: secondo la leggenda il grande medico greco Ippocrate (che qui nacque) aveva l'abitudine di trovare ristoro all'ombra delle sue foglie.


http://viaggi.tiscali.it/zone_tipiche/dodecaneso.asp