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Guatemala, nella terra dei Maya

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Il Guatemala è una delle destinazioni turistiche più autentiche dell'America Centrale: la presenza di numerose popolazioni Maya con lingua e costumi variopinti, l'artigianato tradizionale con stoffe a profusione, lavori in legno, quadri, lo scenario di laghi in cui si specchiano le cime coniche di grandi vulcani, lo rendono un'e sperienza vivace e indimenticabile.

Uscito da non molto da un lungo periodo di guerra civile e deciso a recuperare in fretta il tempo perduto, è un Paese che si sta oggi aprendo al turismo e si propone come una destinazione di primario interesse, sotto la regia dell'Inguat, il potente Istituto Guatemalteco del Turismo.

Molti tour operator programmano viaggi dall'Italia, con circuito proprio o abbinati al Messico, ma non ci sono problemi per viaggiatori individuali, con alberghi, ristoranti e attrezzature di buon livello e qualche eccellenza. Un problema è rappresentato dalle strade.

L'investimento in infrastrutture è oggi il principale sforzo del Paese: difficilmente si viaggia dopo il tramonto e i tempi di percorrenza sono sempre più lunghi del previsto, data anche la natura accidentata e montuosa del territorio che comprende 37 coni della cordigliera vulcanica con picchi tra i 3000 e i 4000 metri di altezza.

Si atterra a La Aurora, aeroporto internazionale della caotica capitale Città del Guatemala, che supera i due milioni di abitanti ed è presa d'assalto ogni giorno da centinaia di migliaia di pendolari aggrappati sui predellini di camion e corriere.

La strada s'inerpica faticosamente seguendo i costoni delle montagne: dopo 40 chilometri si arriva ad Antigua, la città coloniale meglio conservata d'America, dichiarata Patrimonio Unesco. Paradossalmente la sua fortuna fu il terremoto di S.Marta del 1773, che la distrusse facendola abbandonare e salvandola da scempi edilizi.


In mezzo a un altipiano a 1500 metri sul livello del mare e contornata dai tre grandi vulcani Agua, Fuego e Acatenango, la città fu capitale spagnola dell'intera America Centrale con il nome di Santiago de Guatemala: da qui la ricchezza architettonica di 18 conventi, 30 chiese, palazzi, monumenti, ospedali, orfanotrofi, edifici universitari.

La fortuna di Antigua furono anche le circostanti piantagioni di caffè: oggi al Centro Azotea si può visitare un interessante Museo del Caffè che spiega come vengono coltivati e lavorati i preziosi chicchi di cui il Guatemala è uno dei primi produttori al mondo, insieme al Museo della Musica Maya, che spiega la storia della marimba e degli altri strumenti suonati dalle popolazioni degli altipiani.

Il centro vicino al Parque Central è un susseguirsi di monumenti maestosi: la Cattedrale, il Palazzo del Capitano generale, il Palazzo municipale, il chiostro e il convento dei cappuccini. Le rovine del monastero di S.Francisco e S.Clara dimostrano lo splendore e il potere dell'Ordine al tempo della Conquista.

Il centro storico di Antigua si visita a piedi: un tessuto urbano di strade e stradine acciottolate che si intersecano ad angolo retto, con case basse dalle grandi “gelosie” in ferro battuto alle finestre, tutti elementi che fanno rivivere al viaggiatore l'epoca dei Conquistadores. La meta successiva è Panajachel, raggiungibile con una strada tutta tornanti che serpeggia in discesa da Sololá.



http://viaggi.repubblica.it/articolo/guatemala-dove-il-tempo-si-fermato/218262