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Le Calanques di Marsiglia

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Se chiedete a un marsigliese qual è la più grande attrattiva della sua città, probabilmente vi risponderà le Calanques. Né il pastis, dunque, il liquore all'anice celebrato da Jean-Claude Izzo e da tanti altri scrittori, né la bouillabaisse, la sublime zuppa di pesce vanto della cucina transalpina. E neanche Notre Dame de la Garde, la basilica ottocentesca che protegge la seconda città della Francia, con il panorama mozzafiato sul Vieux Port e sulle centinaia di vele carezzate dal Mistral.

A scaldare i cuori sono soprattutto quei venti chilometri di costa di roccia calcarea da Marsiglia verso est fino a Cassis, con una trentina di insenature (le calanques, appunto) più o meno profonde e falesie bianche a strapiombo sulle acque turchesi del Mediterraneo. Le Calanques, che tra due anni diventeranno il decimo parco nazionale francese, sono un paradiso naturale visitato ogni anno da un milione e duecentomila persone provenienti da ogni parte del mondo. Almeno 138 specie animali e vegetali protette su un territorio di 12.760 ettari suddivisi in cinque comuni che comprende due massicci - Calanques e Grand Caunet - e gli arcipelaghi di Frioul, Riou e Cap canaille.

Ideale per gli appassionati del mare, che possono visitare la regione anche a bordo del battello Solis alimentato a energia solare, le Calanques offrono sfide avvincenti anche ai climber in tutte e sei le aree principali del massiccio: Marseilleveyre, Les Goudes, Sormiou, Morgiou, Luminy e Gardiole.

Per le informazioni sui battelli bisogna recarsi al Vieux Port (Quai de la Fraternité, 1. Tel. : +33 4 91 55 50 09), mentre l'ufficio del turismo si trova sull'arteria principale della città (la Canebière, 4. Tel. +33 4 91 13 89 00). Per una grigliata di pesce genuino l'indirizzo giusto è Le Tiboulen de Maïre (Calanque blanche, strada per Goudes, tel. +33 4 91 25 26 30).


A sole tre ore di distanza con il Tgv, il treno ad alta velocità, oggi Marsiglia è più vicina a Parigi. Finora era affascinante ma un po' indolente e caotica, ora la grande città affacciata sul Mediterraneo ha un'aria più contemporanea. Tutto è iniziato con la ristrutturazione dei docks della Joliette, ultimata qualche anno fa, con il progetto di riqualificazione urbana Euroméditérranée, tuttora in corso, e con le opere di archistar come Zaha Hadid e Jean Nouvel.

Poi hanno aperto i bar e i locali a La Plaine e Cours Julien, i quartieri più cool, luoghi di ritrovo alternativi e di tendenza come Oogie (Cours Julien, 55), al tempo stesso salone di coiffure, boutique di abiti e accessori di stilisti emergenti, bar, ristorante e negozio di dvd. Facendo storcere il naso ai nostalgici della vecchia Marsiglia romantica, délabrée e malfamata.

Il prossimo obiettivo è nel 2013, quando insieme alla Provenza sarà capitale europea della cultura. O meglio delle culture, considerato lo straordinario melting pot che caratterizza questo tradizionale approdo degli immigrati dalle ex colonie francesi. Dove le idee circolano, gli stili e le sensibilità culturali si incontrano, si mescolano con energia e originalità. Proprio come nel festival Marsatac, dal 24 al 26 settembre al Dock des Suds, che unisce musica elettronica, hip hop e groove urbani. Una porta aperta sul mondo dei suoni.


http://viaggi.repubblica.it/articolo/le-calanques-di-marsiglia/218423