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Città del Capo metropoli dai mille nomi

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Solo il fatto che questa città porti tanti nomi quante sono state le etnie che l'hanno abitata e tuttora la popolano ci deve far ragionare sul passato convulso e controverso di queste terre. Quella che per noi è Città del Capo, in “Afrikaans”, per i discendenti dei vecchi colonizzatori olandesi diventa “Kaapstad”, per gli inglesi, ultimi colonizzatori, “Cape Town” e per i cittadini “indigeni” di lingua Xhosa “Ikapa”.

Città del Capo è la capitale legislativa del Sudafrica (capitale amministrativa è Pretoria mentre capitale giudiziaria è Bloemfontein), uno stato che ha avuto una vita davvero complessa, fatta di sangue e scontri etnici, di segregazione razziale e di violenze. Incredibile immaginare questo futuro per quella che è stata la culla di tutte le specie umane nel corso dei secoli: a partire dagli austrolopiteci fino all'homo sapiens, è proprio in Sudafrica infatti che si deve cercare la patria natale di tutta l'umanità.

Eppure, come i grandi miti insegnano, proprio nei luoghi natali e tra “fratelli” si compiono i più atroci omicidi e darne delle ragioni storiche è giusto ma anche un po' riduttivo. Il Sudafrica ha vissuto varie “immigrazioni” di popolazioni che da nord si spostavano verso il mare: la più importante è stata quella degli Xhosa, circa due o tre secoli dopo la nascita di Cristo. Il contatto con gli europei iniziò solo a partire dalla fine del Quattrocento quando i grandi navigatori portoghesi iniziarono a toccare queste terre. Il primo fu Bartolomeo Diaz che riuscì ad arrivare sino al Capo di Buona Speranza, punta terminale del continente africano. Dopo di lui toccò a molti altri esploratori, principalmente portoghesi e italiani, ma furono gli olandesi i primi a dare avvio ad uno stanziamento fisso di dimensioni considerevoli.

La fondazione di Città del Capo fu proprio merito olandese: la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, il principale esportatore di merci dall'Asia all'Europa, aveva bisogno di un sicuro punto di approdo e di sosta per le sue navi dirette verso i lidi d'oriente. Così iniziò ad edificare una città che presto ricevette intensi flussi migratori dalla madrepatria: si trattava prevalentemente di manodopera richiamata dalle possibilità di lavoro offerte dalla Compagnia.

La potenza della società era all'epoca enorme: si devono proprio ad essa gran parte delle colonie olandesi costituite nei mari tra l'Australia e la Cina. Per due secoli Città del Capo fu terra olandese, ci pensò poi indirettamente Napoleone a portare gli inglesi nella zona: a partire dall'inizio dell'Ottocento, approfittando delle difficoltà patite dagli olandesi in Europa contro la Francia, la corona britannica diede inizio all'occupazione di questo nodo fondamentale per il controllo dei mari. Dapprima costrinse gli olandesi a spostarsi più a nord e poi li sottomise definitivamente con una serie di guerre (le cosiddette “guerre boere”) che si protrassero fino ad inizio Novecento. Da quel momento Città del Capo divenne una testa di ponte del dominio britannico in Africa.

La forza economica della città si basava sui traffici mercantili: si può ben capire quale danno portò dunque l'inaugurazione, nel 1869, del canale di Suez che accorciava di parecchi giorni la traversata verso le Indie.

Il Sudafrica, grazie alla numerosa popolazione di origine europea, fu una delle prime colonie britanniche ad ottenere l'indipendenza: già nel 1931 nacque la Repubblica Sudafricana, ma la data certamente più dolorosa per il paese è il 1948, anno in cui furono redatte le famigerate leggi che istituirono il regime di “apartheid”. La separazione tra “bianchi” e “neri” fu totale: dai marciapiedi, ai mezzi di trasporto, ai quartieri abitativi; i matrimoni “misti” furono impediti, furono stabiliti percorsi diversificati per lavoro e scuola. Tutto questo perdurò fino agli anni Novanta e terminò solo dopo una dura lotta popolare che ebbe Nelson Mandela come leader.

Oggi Città del Capo è una grande metropoli con circa 3 milioni e mezzo di abitanti che parlano le lingue più svariate (le lingue ufficiali del Paese sono ben undici, dall'afrikaans ai dialetti indigeni).

Il clima è di tipo mediterraneo, anche se l'alternanza delle stagioni è naturalmente invertita rispetto al nostro emisfero, visto che la città è dall'altra parte dell'Equatore.

L'aeroporto di Città del Capo è il Cape Town International Airport su cui volano i principali vettori internazionali e la compagnia di bandiera sudafricana Saa (South African Airlines).

La moneta ufficiale di Città del Capo è il Rand e il consolato italiano si trova al numero 2 di Grey's Pass Gardens.



http://viaggi.tiscali.it/africa/sudafrica/citta_del_capo/introduzione.asp