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San Pietroburgo alla corte degli zar

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San Pietroburgo (nome originario), poi Pietrogrado (durante la prima guerra mondiale per sostituire quel “burgo”, troppo tedesco), poi Leningrado (dopo la rivoluzione comunista, in onore di Lenin che qui portò alla caduta del regime zarista) e infine di nuovo San Pietroburgo (dal 1991): in trecento anni di storia il nome della città è più volte mutato ma la bellezza e il fascino sono rimasti del tutto invariati.
Chiunque abbia letto i grandi autori della letteratura russa anche se non ha mai visto la città un po' la conosce: la Prospettiva Nevskij, il fiume Neva sono entrati nell'immaginario collettivo di chi ha ammirato scrittori come Dostoevskij, Tolstoj, Gogol.

San Pietroburgo per tre secoli è stata anche la capitale della Russia zarista; oggi è una città di grandi dimensioni con più di quattro milioni di abitanti collocati su una superficie totale di circa seicento chilometri quadrati.

La storia di San Pietroburgo è abbastanza recente: il merito di aver pensato e poi dato avvio alla costruzione della città è di uno dei più famosi zar di Russia, Pietro il Grande. A Pietro si deve una importante espansione del territorio russo dopo che i suoi predecessori (soprattutto l'altrettanto celebre Ivan il terribile) avevano ricacciato ad oriente i vecchi dominatori mongoli trasformando in un grande stato quello che ancora alla fine del Quattrocento era un piccolo principato limitato alla città di Mosca e dintorni.
Durante i primi anni del Settecento la zona dove sarebbe poi sorta San Pietroburgo era ancora dominio del Regno di Svezia che tra Cinquecento e Settecento si era esteso fino a controllare tutto il Baltico e il corso del fiume Neva.
Momento decisivo per la storia della città fu la Guerra del Nord: tra il 1703 e il 1708 Pietro il Grande sconfisse ripetutamente gli svedesi ricacciandoli a nord e sottraendo loro tutti i fondamentali territori affacciati sul Baltico; proprio per celebrare le sue vittorie e per avere una capitale degna dei grandi stati europei il sovrano iniziò ad immaginare la nuova città e a procedere ai lavori di fondazione.

La responsabilità di disegnare la nuova capitale toccò ad un architetto svizzero (però di scuola italiana), Domenico Trezzini di Astano: Pietro voleva una città che esprimesse al meglio la sua personale cultura e che contemporaneamente fosse un baluardo, un fortino contro nuove possibili invasioni da nord. Trezzini doveva anche lottare contro un problema davvero gravoso: il terreno in gran parte paludoso che circondava la futura capitale e per la cui bonifica furono impiegati un gran numero di contadini e braccianti da tutto il nord della Russia.

Si è stimato che per costruire la città siano morti qualcosa come centocinquantamila uomini: l'architetto Trezzini passò i suoi ultimi anni di vita a coordinare i lavori che poi furono proseguiti da importanti architetti italiani come Rastrelli e Quarenghi.
Pietro il Grande aveva giustamente previsto che San Pietroburgo sarebbe potuta diventare un grande bacino di ricezione delle merci che transitavano sul Baltico: ancora oggi il porto della città movimenta una grande quantità di prodotti che poi partono verso il Mar Nero sfruttando la “strada” d'acqua costituita dal fiume Volga.

Il profilo economico di San Pietroburgo non è esaurito dalle attività mercantili e da quelle ad esse connesse (ad esempio la costruzione di imbarcazioni): molto sviluppati sono anche i settori finanziario, chimico e dell'industria pesante.

La città è servita da una buona rete metropolitana (per un totale di oltre 100 chilometri di binari); il trasporto aereo sfrutta l'aeroporto internazionale di Pulkovo dove volano Aeroflot, compagnia di bandiera russa, Rossiya Airlines (secondo vettore nazionale) e le principali compagnie mondiali.

La lingua ufficiale di San Pietroburgo è il russo; moneta ufficiale è il rublo; il consolato generale d'Italia si trova al numero 10 di Teatralnaia Ploshad.



http://viaggi.tiscali.it/europa/federazione_russa/san_pietroburgo/introduzione.asp