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Malta, incrocio mediterraneo

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Ai maltesi piace molto l'hashish. D'estate, quando il sole implacabile vi annega fino al tramonto nelle acque cristalline dell' isola, l'hashish ve lo servono a cena, in tante, gustosissime e colorate ricette. Niente paura, non rischiate l'arresto cardiaco o la prigione per droga...

Si legge hashish, si scrive Haxix e nella lingua maltese, questa parola vuol dire, semplicemente, verdura. Deriva dall'arabo, come gran parte dei vocaboli e delle costruzioni sintattiche del maltese, lingua ufficiale insieme all'inglese. Per quanto resti l'i sola dei cattolici e bellicosi Cavalieri di origine europea, Malta è stata conquistata, dopo i fenici e i romani, anche dagli arabi. E proprio negli usi e nei costumi della vita quotidiana restano più evidenti i segni di quella dominazione. Perfetto crogiolo di civiltà al centro del Mediterraneo, Malta è anglo araba.

Ma è anche italiana, data la comune storia e gli scambi culturali con la Sicilia e la Calabria. E l'italiano è la terza lingua parlata dell'isola. Malta è stata anche normanna, spagnola, francese. Ma nella lingua, è l'arabo che predomina. Le strade (Triq) e le piazze (pjazza), hanno l'indicazione in inglese e maltese. Arabi sono nomi di alcune città e di gran parte dei villaggi: Sliema, vuol dire “saluti!”, Msida, "rifugio di pescatori".

Quando si impadronirono, nell'870, della fiorente città romana di Melita, gli arabi la “tagliarono” in due: e chiamarono Mdina, la capitale, e Rabat, il sobborgo, la periferia. Insieme al cotone e ai limoni, introdussero, fra l'altro, l' irrigazione dei giardini. Cibi e dolci. Lo scrittore francese Dominique Fernandez, nel libro “ La corsa all'abisso”, fantasiosa ricostruzione della vita di Caravaggio, fa dire al sommo artista approdato a Malta e sempre in cerca di guai: «Il cibo dei Cavalieri non è gran che. Solo i dolciumi confezionati dagli arabi o a loro imitazione hanno polpa e gusto.


Il miele delle api veniva usato dai greci solo per mescolarlo alle offerte per gli dei. I primi cristiani lo usavano unicamente come medicinale. Gli arabi sono stati i primi a impiegarlo per le loro leccornie». Ed è vero. Sono loro che hanno inventato i celebri "kannoli" con "rikotta".

E altri cibi. Sapete cos'è il “makku”? I siciliani lo sanno e lo chiamano, appunto, “macco”: è una squisita antichissima purea di fave. A Malta, oggi, esistono molte varianti di questa ricetta. Tutto convive, in questo incredibile distillato di culture. Il viaggiatore è piacevolmente distratto, disorientato, fra il presente anglo-maltese e il vivo retaggio delle civiltà mediterranee. Entrare nel “melting pot” della repubblica di Malta, con un “focus” sulla parte araba, aiuta a capire anche la secolare potenza dei Cavalieri e l'importanza dell'egemonia inglese(dal 1814 al 1974).

Quando, nel 1091, i saraceni furono sottomessi dal vessillo crociato di Ruggero il Normanno, la cultura araba aveva permeato usi e costumi. Ma non era riuscita a scalfire l'egemonia del cristianesimo. La cattolica Malta conta oggi più di 300 chiese e ha nutrito due papi, Alessandro VII e Innocenzo XI, entrambi zelanti membri della Santa Inquisizione. Fra i non cattolici-il 10 per cento della popolazione-una parte è musulmana. Una minoranza molto discreta, che vanta, peraltro, una delle più belle moschee del Mediterraneo.


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