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Antananarivo insolito Madagascar

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Un gioco di parole bambinesco, fatto di tante sillabe uguali ripetute, un miracolo di onomatopee che fa immaginare luoghi esotici dall'altra parte dell'equatore. Si sta parlando di Antananarivo, capitale del Madagascar, la grande isola che si bagna nelle acque dell'Oceano Indiano proprio di fronte al Mozambico, nella parte sud orientale dell'Africa.

Antananarivo oggi viene comunemente chiamata Tana (o Tanà) usando il nome coloniale abbreviato; si trova al centro dell'isola, nella regione chiamata Analamanga, a circa 130 chilometri di distanza dalla costa. È una delle tante capitali del mondo che sorgono ad un'altezza molto elevata, per la precisione a 1267 metri sul livello del mare, cosa forse più comune per il continente sudamericano che per quello africano, ma non stupefacente se si pensa che la lunga cresta rocciosa ai piedi della città prosegue ancora all'interno del territorio del Madagascar per parecchi chilometri.

Il fatto che il Madagascar sia un'isola ci porterebbe a pensare ad un'economia basata sulla pesca, invece il cuore dello stato africano è ricco di materie prime: soprattutto il ferro rappresenta una delle principali ricchezze nazionali, tanto che il Paese è stato anche soprannominato “il continente rosso”.

Antananarivo ha poco più di un milione e mezzo di abitanti disposti su un terreno molto variegato e fatto di tante salite e discese: una sorta di San Francisco africana. La sua fondazione si deve alla popolazione Merina che era insediata nella parte centro-orientale del paese e che volle costruire una città fortificata per sfruttare il passaggio dei commerci tra le due coste insulari.

A partire dalla fine del Settecento i regnanti Merina posero Antananarivo come capitale del loro regno e vi costruirono il palazzo reale: da quel momento Tana divenne il centro indiscutibilmente più importante della zona. Come tutto il Madagascar nel 1805 la città cadde nelle mani dei francesi che si insediarono saldamente in una zona del mondo oggetto delle mire britanniche (gli inglesi dominavano dall'Egitto a Città del Capo, gran parte della penisola arabica fino all'India). Il Madagascar fu così fino al 1960 (anno della sua indipendenza) una sorta di testa di ponte francese che interrompeva il controllo assoluto dei mari da parte dell'Impero Britannico.
Ad Antananarivo si vissero alcuni dei momenti più significativi del processo di liberazione nazionale: nel 1947 una grande insurrezione antifrancese attraversò il Paese seguita da una repressione durissima con più di 100 mila morti tra i rivoltosi. La festa nazionale del 29 marzo ricorda proprio i martiri di quella rivolta.

Nel recente passato la città fu anche una base di partenza per il commercio degli schiavi verso l'Asia e l'America e ospitò i pirati che trovavano sicuro rifugio nella capitale; oggi invece è sede di banche e industrie per la trasformazione del tabacco e del riso.

La particolarità del Madagascar è la sua incredibile biodiversità: basta uscire negli immediati sobborghi di Antananarivo per trovare specie animali (e vegetali) mai viste, un giardino dell'Eden per gli amanti della natura. Le ragioni di ciò sono da attribuire al fatto che il Madagascar si è staccato dall'Africa circa 150 milioni di anni fa restando sostanzialmente separato dal contatto (benefico o nocivo che fosse) con la terra ferma. Questo ha permesso la sopravvivenza di moltissime specie di uccelli, di insetti “mimetici” e di mammiferi: i lemuri ad esempio, simili a canguri in miniatura, esistono allo stato brado solo in questi luoghi; i baobab hanno ben sei tipologie endemiche che si possono incontrare esclusivamente qui.

Ma non solo animali e piante esprimono la ricchezza incredibile della città e dell'intero Paese: anche le etnie presenti sono tantissime, si va dai discendenti dei primi “immigrati” asiatici (malesi e tailandesi), alle etnie di ceppo africano, alle contaminazioni con europei, arabi e indiani. Una sorta di universo multietnico creato nel corso dei secoli che mostra una straordinaria varietà di tratti somatici e di ascendenze culturali.

L'aeroporto (insieme civile e militare) principale del Paese è proprio quello di Antananarivo-Ivato su cui opera Air Madagascar verso le principali tratte mondiali.

La lingua ufficiale di Antananarivo è il malgascio, già lingua della popolazione indigena Merina, ma ovunque è compreso il francese; la moneta ufficiale è l'Aryari.



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