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Capo Horn ai confini del mondo

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Una terra leggendaria ai confini del mondo. Capo Horn, nella provincia cilena della Terra del Fuoco, è considerato il punto più meridionale del Sud America, anche se in realtà Capo Froward è ancora più a sud.

Raggiungerlo significa ripercorrere le orme che nei secoli addietro videro nomi gloriosi calpestarne il suolo, aprendo rotte commerciali e compiendo vere e proprie imprese storiche. Nelle sue acque gelide, battute da venti e piogge durante tutto l'anno, lasciarono la vita migliaia di naviganti giunti a un soffio dallo scrivere la storia. Il primo che ci riuscì fu invece Ferdinando Magellano, che si avventurò ai confini della Terra nel 1520 con tre navi finanziate da re Carlo V di Spagna. Il viaggio durò circa un mese e l'arcipelago, per via dei fuochi che punteggiavano tutta la zona, accesi dagli indigeni Indios Ona per scaldarsi, fu chiamato Terra del Fuoco. Dopo di lui anche il famoso corsaro di Sua Maestà Francis Drake si arrischiò in queste terre infernali percorrendo lo Stretto di Magellano in sedici giorni.
Era il 1616 quando questa terra inospitale venne doppiata per la prima volta grazie alla spedizione olandese di Willem Schouten e Jacob Le Maire che, partiti dal porto di Hoorn, ne ribattezzarono il promontorio più meridionale Cape Horn. Dopo di loro l'esploratore inglese James Cook nel Settecento, di ritorno dalle acque ben più calde della Polinesia, lo doppiò due volte.

Un promontorio alto 425 m domina l'isola, specchiandosi tra le acque dell'Oceano Atlantico che si mescolano con quelle del Pacifico. Qui non ci sono alberi, ma le piogge frequenti consentono comunque la crescita di una vegetazione perenne. Le difficili condizioni meteorologiche di questa terra ai confini del mondo, rendono la sua traversata avventurosa e impegnativa. Un viaggio a Capo Horn è consigliato dunque solo agli amanti delle sfide naturalistiche. Attraversare poi le acque dell'isola con la barca a vela, è impresa paragonabile solo alla scalata dell'Everest.

Qui la natura non teme l'uomo, anzi, lo minaccia con tutta la sua forza che infrange l'acqua sulle coste. Qui il visitatore non cerca confort o alberghi di lusso, ma il contatto con la natura, che è l'attrazione più bella, maestosa e superba come un monumento. L'isola fu dichiarata, infatti, nel 2005 Riserva della Biosfera dall'UNESCO e in tutta l'area si possono ammirare colonie di pinguini, foche e branchi di otarie. Tra queste terre sbarcò anche Darwin che elaborò la teoria scientifica dell'evoluzione.

Capo Horn appartiene al Cile, che da molti anni contende isolette e scogli della Terra del Fuoco alla confinante Argentina. Questo soprattutto per i giacimenti petroliferi e minerari dell'area.
A sud ovest ci sono le piccole Isole Diego Ramirez, mentre a sud solo la distesa di ghiaccio dell'Antartide. Il clima rigido impone un abbigliamento pesante adeguato alla neve e alla pioggia frequenti.

La cucina di Capo Horn è caratterizzata da poca varietà e dall'assenza di locali e ristoranti dove gustarla, se non spostandosi più a nord. La specialità più famosa e diffusa in tutta la Terra del Fuoco è di carne e si chiama “asado”, mentre il pesce è gustato in spiedini di frutti di mare nei tipici “mariscos”.

La lingua ufficiale è lo spagnolo, ma anche l'inglese è molto diffuso.
La moneta è il Peso Cileno, ma è accettato con facilità anche il dollaro.

Il clima è freddo e battuto da forti venti e frequenti piogge, che si trasformano spesso in neve, in tutti i periodi dell'anno.



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