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Veracruz magia messicana

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Veracruz: città, porto, stato della federazione messicana, queste sono le tre modalità in cui questa località è universalmente conosciuta; la città di Veracruz sorge nella parte centro-meridionale del Messico, affacciata su quel Golfo del Messico che viene parzialmente chiuso dalle due penisole, dello Yucatan a sud e della Florida a nord.

Si tratta di una centro importante che si estende per 241 kmq con oltre 450.000 abitanti (550.000 se si considera tutto il bacino metropolitano, e il dato è in costante crescita) e che vive prevalentemente di turismo e delle attività connesse con il grande porto, il secondo per volume di merce trasportata di tutto il Messico (circa 17 milioni di tonnellate all'anno).

Pare che la zona di Veracruz fosse già densamente popolata intorno al 1400-1300 a.C.; si trattava di popolazioni precolombiane chiamate Olmec che risiedevano anche nell'odierno stato di Tabasco e avevano un grado molto avanzato di sviluppo: conoscevano un sistema di scrittura paragonabile al geroglifico egiziano ed avevano sviluppato evolute espressioni artistiche (sono magnifiche e destano ancora oggi stupore le grandi “teste” di San Lorenzo e La Venta, alte anche più di tre metri).

Questa antichissima civiltà fu praticamente spazzata via dall'arrivo degli occidentali; Veracruz anche nel nome porta il segno della propria origine spagnola: fu infatti uno dei tanti naviganti (al limite tra i briganti e i cercatori di fortuna) di inizio Cinquecento, Hernan Cortez, che nel 1519 da qui partì per la conquista di tutto il Messico.

L'impero Azteco che proliferava in queste terre vide negli spagnoli quasi degli emissari del mondo divino, portatori di oggetti ritenuti sovrannaturali come la bussola; l'equivoco doveva presto essere smontato quando invece Cortez e i suoi mostrarono apertamente di essere animati da desideri molto più terreni, come quello di impossessarsi dell'immensa riserva d'oro e d'argento situata nella parte centrale del continente.

Cortez poté altresì sfruttare in un'impresa oggi impensabile (500 spagnoli contro qualche milione di nativi) la tecnica del “divide et impera”: si dichiarò alleato delle genti dominate dagli Aztechi e, grazie anche al loro aiuto, in breve tempo riuscì a conquistare tutto il Messico, ricevendo poi dal re spagnolo Carlo V il titolo onorifico di “governatore della Nuova Spagna”.

La città di “La villa rica de la vera Cruz” fu proprio il porto da cui le immense ricchezze della regione partivano verso l'Europa: nome emblematico che riassume le stranezze di un'epoca pregna di sentimento religioso (magari più formale che spirituale) ma anche animata da quella corsa all'arricchimento che porterà in breve tempo gli europei a spartirsi l'intero continente americano.

Tutto quel movimento di ricchezza non poteva lasciare indifferenti i pirati: il tratto di mare antistante Veracruz (e la città stessa in molti casi) subì per molto tempo questa insidia soprattutto negli anni a cavallo tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento.
L'occupazione spagnola durò fino all'inizio dell'Ottocento: Veracruz fu proprio una delle prime città dove (1815) i colonizzatori iberici furono allontanati con la forza, già diversi anni prima che l'intero Paese riuscisse a raggiungere l'obiettivo dell'indipendenza (1821).

L'importanza strategica del porto rimase al centro anche delle successive vicende: ben due furono le occupazioni militari americane: nel 1847, durante la guerra messicano-americana, e nel 1914; anche i francesi vi si installarono in due occasioni (1838, 1861).

Da Veracruz parte una delle infrastrutture principali del paese: la ferrovia che dopo oltre 400 km arriva a Mexico City e che attualmente è uno dei sistemi principali di trasporto merci verso il grande agglomerato urbano della capitale. L'aeroporto di Veracruz invece è il General Heriberto Jara International Airport, posto a circa dieci km dalla città e sul quale volano, oltre alla compagnia di bandiera messicana AeroMexico, tutti i principali vettori internazionali.

Il clima di Veracruz è di tipo tropicale con forte attività temporalesca (anche cicloni devastanti) durante il periodo estivo, soprattutto nei mesi tra giugno e settembre; le lingue ufficiali di Veracruz sono il messicano e ben 62 lingue amerinde indigene, la moneta ufficiale è il Peso; la rappresentativa italiana è coperta da un console onorario che si trova in Chalchihuecan 316-2,Fraccionamiento Reforma.



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