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Pisa, oltre la Torre

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“Ahi Pisa, vituperio delle genti d'Italia, il bel paese dove il sì suona”: Dante Alighieri rispetto alla vicina città di Pisa e ai suoi abitanti, da buon fiorentino, non provava molto affetto e così alla fine del celebre canto di Ugolino riserva una veemente invettiva contro la città colpevole della tragica fine dei figli del conte della Gherardesca.
Dante, come fece per altre città (Genova ad esempio, ma per la stessa Firenze spesso userà parole molto dure) trattava così la Pisa che nel Trecento stava ormai avviandosi al periodo storico nel quale avrebbe assistito al progressivo declino della sua forza economica e politica data dalla flotta e dalla perizia marinaresca.

Pisa è una delle città più famose d'Italia, sorge nella parte settentrionale della Toscana dove il fiume Arno allarga la sua portata e sta ormai per gettarsi nelle acque del Mar Tirreno (parte del territorio comunale è la frazione di Marina di Pisa che è proprio sul mare).

All'interno della superficie urbana (185 kmq) vivono quasi 90.000 abitanti; dopo Firenze, dunque, è il secondo centro urbano della regione per numero di abitanti, favorito anche dalle sue università (inclusi gli istituti d'eccellenza come la Scuola Normale Superiore e l'Istituto Sant'Anna) che nel periodo tra settembre e giugno accolgono numerosi studenti fuori sede.

Il mito fa risalire il merito della fondazione della città ad un gruppo di Pelasgi, popolazione che durante la guerra di Troia si era schierata contro i Greci e che dovette quindi fuggire dalle proprie terre (“Pisa”, città della Tracia) e rifugiarsi in questo luogo molto favorevole dal punto di vista naturale per la presenza dell'ottima via di comunicazione costituita dal fiume Arno.

Gli studiosi hanno però appurato con quasi assoluta certezza che Pisa è di origine etrusca e finì sotto il controllo dei Romani in epoca relativamente tarda, nel periodo repubblicano, per diventare un porto importante a difesa del Tirreno settentrionale contro Liguri, Galli e soprattutto contro i Cartaginesi.

Nel periodo longobardo l'importanza del luogo andò crescendo grazie alle attività mercantili e alla posizione strategica come baluardo dell'alto Tirreno; durante il periodo imperiale la città, insieme a Lucca, era il centro prevalente dell'alta Toscana e crebbe ancora di importanza con l'arrivo degli Arabi contro i quali spesso le navi pisane incrociavano bellicosamente i remi.

Tra il 1000 e il 1100 incominciò la fase “imperialista” della città con la conquista della Corsica e la definitiva espansione durante l'età delle crociate, vera miniera di soldi facili per chi forniva le imbarcazioni (Genova, Pisa, Venezia) ai soldati che partivano verso la Terra Santa.

I pisani costruirono numerose teste di ponte commerciali lungo tutte le coste del Mediterraneo, dalla Siria a Bisanzio, e iniziarono conseguentemente una politica sempre più aggressiva nei confronti anche delle altre repubbliche marinare, Genova in primis, concorrenti nella conquista delle fruttuose tratte mercantili verso l'Oriente.

Con Genova la resa dei conti definitiva dopo più di un secolo di scontri arrivò nel 1284 (Battaglia della Meloria): fu una sconfitta totale per i pisani che da quel momento iniziarono una lenta decadenza per poi precipitare nel giro di un secolo sotto il controllo degli acerrimi rivali fiorentini (1407).

Dopo la signoria dei Medici Pisa e tutta la Toscana entrarono (fino all'unità d'Italia, 1861) nell'orbita politica degli Asburgo passando sotto il controllo dei Lorena, imparentati con la casata austriaca; dal Cinquecento la città aveva inoltre progressivamente perso la sua forza mercantile a favore di Livorno che divenne uno dei porti maggiori d'Italia.

Per arrivare in città il sistema più comodo è il treno o l'aereo: l'aeroporto internazionale di Pisa è collegato alla Stazione Centrale da un comodissimo servizio di treno-navetta; lo scalo è fra i più trafficati d'Italia in quanto è una delle maggiori basi italiane su cui opera il vettore low cost Ryanair.



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