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Carnia nel cuore delle Dolomiti Friulane

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Le stupende vette dai tanti colori quanti la luce, durante la giornata, è in grado di creare: queste sono le Dolomiti, un monumentale massiccio di rocce che assumono le forme più singolari, patria di sciatori ed amanti dell'arrampicata.
La Carnia è la zona più a nord-est di questa catena, ai piedi delle Dolomiti Friulane che vantano cime sopra i 2500 metri (il Monte Coglians arriva a 2780).

Una zona magnifica dal punto di vista naturalistico, con un intervallarsi di monti e vallate rigogliose (sono sette le valli della Carnia, ognuna segnata dal passaggio di un piccolo corso d'acqua che contribuisce anche a darle il nome: Val But, Val Degano, Val Lumiei, Val Tagliamento, Val Chiarsò, Valcalda, Val Pesarina).

Queste valli si aprono dolcemente in una piana dove sorge la città di Tolmezzo, il comune più importante della Carnia che supera di poco i diecimila abitanti (i residenti stabilmente in Carnia sono circa 40 mila); l'area in totale conta 28 comuni e numerose frazioni: qui troviamo alcuni dei comuni più piccoli d'Italia come Ligosullo (195 abitanti) e Preone (297 abitanti).

La vegetazione della Carnia è prevalentemente di carattere boschivo e costituisce un grande polmone verde che dal 1996 è stato posto sotto tutela con la creazione del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane (l'area protetta è di circa 37 mila ettari). Nel parco si trova la colonia più rilevante italiana di aquile reali e una serie cospicua di specie vegetali autoctone come gli stupendi esemplari di genziana.

Tutta la zona è attraversata dal Tagliamento che raccoglie le acque dei numerosi torrenti alpini che scendono dalle montagne per poi trovare sbocco nell'alto Adriatico; il fiume è divenuto famoso per la strenua resistenza agli austriaci dell'esercito italiano durante la Grande Guerra a seguito della famigerata disfatta di Caporetto.

I primi importanti insediamenti in Carnia si devono a popolazioni di stirpe celtica (chiamate dai Romani “Carni”, da cui il nome della regione) provenienti dalla Germania (ancora oggi il dialetto locale contiene molte derivazioni dal tedesco). A partire dal II secolo a.C. i Romani conquistarono tutta la zona e fondarono la potente colonia di Aquileia; dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente vi passarono innumerevoli popolazioni: dai Visigoti ai Longobardi, dagli Slavi agli Ungari ai Franchi. Fu poi la volta del Patriarcato di Aquileia, durato quattrocento anni, dal XI al XV secolo, e infine della dominazione veneziana. La Carnia divenne italiana dopo l'ultima guerra d'Indipendenza, nel 1866.
Da Visitare

Le montagne
La principale “vetrina” turistica della zona sono le stupende montagne (su tutte il Monte Peralba, il Monte Pramaggiore, il Bivera e il Cridola) tutte inserite nella catena delle Dolomiti: d'inverno vi si praticano gli sport invernali (molto diffuso lo sci di fondo che ha dato alla nazionale italiana grandi campioni) e d'estate si può fare trekking su sentieri immersi nel verde.

Via delle malghe carniche
Da Giogo Vernais fino alla Sella di Aip è possibile percorrere 15 sentieri di difficoltà differente che costeggiano le malghe dove si produce la ricotta carnica e attraversano luoghi ricchi di storia (camminamenti della prima guerra mondiale, località legate alla lotta partigiana ecc.).

Legno di Sutrio
La lavorazione del legno è una delle peculiarità della Carnia: a Sutrio gli artigiani producono ottimi esempi di mobili fatti a mano, bassorilievi, crocifissi e altri manufatti.

Terme di Arta
Uno dei complessi termali più famosi del Friuli Venezia Giulia: le fonti erano già decantate dai Romani e in queste zone venivano a svernare le famigli nobili veneziane attratte dai poteri curativi delle acque.



FONTE