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Algeri tra turchi, arabi e moschee

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Algeri non è “una” città ma ci sono almeno “due” Algeri: la Algeri bassa, quella che dà sul mare, il cui profilo ricorda una “ville” francese dell'Ottocento con quel tipico gusto per i vialoni larghi e la quadratura urbanistica; poi però c'è anche l'altra Algeri, “Algeri alta”, quella che durante la dominazione turca era un solido avamposto sul mare, una fortezza che doveva controllare la parte occidentale del Mediterraneo e che oggi è diventata un'enorme “bidonville” andando a perdere in maniera quasi irrimediabile quel suo sapore antico.

Algeri è una grande città che supera di poco i due milioni di abitanti, è la capitale dell'Algeria e sorge in una zona geograficamente molto particolare, tra le acque del Mar Mediterraneo e le prime pendici della catena dell'Atlante che proprio lì iniziano a correre per tutta la costa fino al sud del Marocco.

Il clima della città è per questo mite: la temperatura media annuale è una delle più contenute del continente africano e si aggira intorno ai sedici gradi; anche d'agosto raramente si superano i trenta gradi e la situazione è simile a quella delle nostre città del sud Italia per quanto riguarda precipitazioni e umidità.

Algeri deve la sua fondazione ai Fenici, la popolazione che, partendo dalle coste degli attuali Libano e Siria, esercitava il proprio dominio su tutto il bacino del Mediterraneo essendosi insediata in Spagna, nord Africa, Sardegna e Sicilia. I Fenici tennero queste terre fino all'arrivo dei Romani: distrutta Cartagine, capitale ideale di questo popolo, Cesarea (che oggi si chiama Cherchell, a circa settanta chilometri da Algeri) divenne la città romana più importante nell'Africa centro-occidentale.

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente la zona fu presa per un breve periodo dai Visigoti e poi riconquistata dai Bizantini, prima di cadere definitivamente nelle mani degli Arabi che costruirono l'attuale Algeri dove c'era solo qualche sparuta casa di pescatori. Gli storici fanno risalire il merito della creazione della “moderna” Algeri al sovrano Buluggin ibn Ziri (circa metà del X secolo d.C.); dopo di lui ci furono le dinastie almohadi e hafsidi fino a quando all'inizio del Cinquecento la città divenne una sorta di “protettorato” turco: i Turchi mantennero la città sostanzialmente indipendente a patto che desse protezione alla sua marina dopo gli atti di pirateria nel centro del Mediterraneo.

Per questi motivi, all'inizio dell'Ottocento, le grandi potenze europee vedevano nella città il luogo più pericoloso per i commerci nel Mediterraneo: i Francesi pensarono così di occuparla e di farne un caposaldo del loro dominio nel nord Africa.
Nel secondo dopoguerra dalla città partì l'impetuoso processo di richiesta di indipendenza che fu estremamente sanguinoso sia per gli algerini che per i coloni francesi: la Battaglia di Algeri fu uno dei momenti più dolorosi di dieci anni di scontri militari che trovarono la loro fine solo nel 1962 con l'indipendenza del Paese.

Una parte importante nell'economia di Algeri viene rivestita dal porto che è uno dei più trafficati del nord Africa; in città ha sede la Sonatrach, la principale compagnia algerina di estrazione e trasporto di gas naturale di cui il Paese è uno dei principali esportatori al mondo.

L'aeroporto di Algeri è l'aeroporto internazionale Houari Boumedienne da cui partono i voli per le principali città africane, europee e asiatiche e su cui opera la compagnia di bandiera algerina Air Algerie.

La lingua ufficiale di Algeri è l'arabo ma sono ampiamente diffusi sia il berbero che il francese; la moneta ufficiale è il dinaro algerino.

L'ambasciata d'Italia ad Algeri si trova al numero 18 di Rue Ouidir Amellal (ex Finalteri), zona di El Biar.



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