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Trieste fascino mitteleuropeo

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Una città dalla “scontrosa grazia”. Così parlava della sua Trieste il poeta Umberto Saba, cogliendo l'essenza di una terra di confine: crocevia di popoli portatori di bellezza e cultura, e oggetto di sanguinose contese storiche.

Adagiata ai piedi del Carso, lungo il Mar Adriatico, il capoluogo del Friuli Venezia Giulia sorge gomito a gomito con la Slovenia condividendone sapori, e tradizioni. Nel territorio comunale triestino sono presenti anche comunità in lingua slava con proprie scuole e istituzioni.

Antica colonia romana, cui fu dato il nome di Tergeste, il centro insediatosi sul colle di San Giusto visse alterne vicende storiche per via dei numerosi popoli che si alternarono al suo comando. Dai Goti, ai Bizantini, ai Longobardi, ai Franchi, alla Repubblica di Venezia, Triste passò di mano in mano fino a cadere sotto il dominio degli Austriaci. Un'occupazione che durò fino alla Prima guerra mondiale quando, con il Trattato di Saint Germain del 1919, Trieste venne annessa al Regno d'Italia insieme alle province di Pola e Zara.

Con la Seconda guerra mondiale, la città si trovò a fare i conti con l'occupazione jugoslava che lasciò sulla pelle dei triestini le orribili ferite delle esecuzioni sommarie di Tito, una pulizia etnica che inghiottì nel buio delle foibe, le tristemente famose cavità carsiche, decine di migliaia di Italiani. L'intricata questione del territorio di Trieste trovò un epilogo nel 1975 con il controverso Trattato di Osimo, che decretava la cessione alla Jugoslavia degli ultimi lembi di terra istriana, la cosiddetta “zona B” a sud del territorio triestino.

Oggi Trieste è un'affascinante città mitteleuropea ricca di attrazioni culturali ed eventi legati al suo mare, come la famosa Barcolana, regata velica che si svolge ogni anno nella seconda domenica di ottobre.

Anche la cucina si adatta alla vocazione di frontiera della città arricchendosi dei sapori forti e speziati della tradizione gastronomica slava, austriaca, ebraica e ungherese. Dalla “jota”, minestra di fagioli, patate e crauti, ai “pistum”, gnocchi di pane con uvetta ed erbe aromatiche, agli gnocchi di prugne, ogni piatto ha un sapore robusto e inconfondibile. I dolci attingono dalla tradizione asburgica che seduce con gli strudel, i krapfen e i presnitz, a base di sfoglia e frutta secca.

Come dimenticare poi gli ottimi vini? A Trieste si brinda con i caratteristici carsici tra cui il Terrano, la Malvasia e il Refosco.

Il clima mediterraneo è reso mite dalla presenza del mare con inverni freddi, ma non rigidi, ed estati fresche. Tuttavia, se la Bora soffia in inverno con le sue potenti raffiche, la temperatura percepita si abbassa e il freddo diventa pungente.

La città conta circa 236.000 abitanti. La lingua ufficiale è l'italiano e la moneta è l'Euro.



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