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Siviglia a ritmo di flamenco

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Terra di passioni e colori, che si esprimono a ritmo di nacchere e passi nel flamenco. Città di conquistatori, che hanno splendidamente impresso nella pietra dei monumenti il loro passaggio, rendendo Siviglia un intreccio di cultura e architettura ispanico-moresca.

La capitale dell'Andalusia è un vero e proprio capolavoro artistico dal fascino esotico che si esprime nell'Alcazar, il palazzo reale della dinastia almohade, i giardini da “mille e una notte” ricchi di fontane e arabeschi, il minareto della Giralda trasformato poi in campanile, e il pittoresco quartiere di Santa Cruz con il suo dedalo di vie affollate da palazzi bianchi e ocra.

A Siviglia è sempre “fiesta”. Non è uno stereotipo, ma il modo di vivere allegro e vivace dei suoi abitanti che si danno appuntamento nelle numerose taverne del centro storico o tra i locali del lungo fiume. Proprio il Guadalquivir, corso d'acqua che taglia in due la città, è uno dei protagonisti della città. Con il suo porto fluviale, che in passato fu mezzo di arricchimento e commercio con il Nuovo Mondo, il fiume rappresentò per la città uno strumento per raggiungere il progresso. Ancora oggi è sorvegliato dall'arabeggiante Torre de Oro, così chiamata per il colore delle lamine che la ricoprivano, che testimonia ancora una volta la ricca presenza degli Arabi in Andalusia, prima della Riconquista cristiana della metà del XIII secolo.

Per capirne la bellezza, diventa dunque importante conoscerne la storia, caratterizzata dal passaggio di molte culture diverse che hanno contribuito a modellarne il profilo e l'aspetto.

Su una delle sue porte d'ingresso è scritto “Ercole mi edificò, Cesare mi cinse di mura e il Re Santo mi conquistò”. Se la fondazione di Siviglia da parte di Ercole appartiene alla leggenda, la presenza romana è invece un fatto storico.

Fu Giulio Cesare che nel 45 a.C. ribattezzò la città “Julia Romula Hispalis” rendendola una colonia romana. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, furono i Visigoti ad imperversare sul suo suolo, che si arrese poi agli Arabi a partire dal 712. Isbiliya, così era chiamata Siviglia, resterà sotto il dominio musulmano per oltre cinque secoli, celebrati dalla costruzione della grande Moschea maggiore.

Con la Riconquista spagnola dei re cattolici di Castiglia, la città viene “convertita” anche dal punto di vista architettonico modificando i maggiori simboli islamici. La Moschea viene abbattuta per far spazio alla Cattedrale e il minareto, la Giralda, trasformato in campanile. Anche la splendida fortezza araba Alcazar (Al qasr) viene adattata a residenza reale.

La Scoperta dell'America porta Siviglia al centro dei commerci con le nuove terre grazie alla sua posizione e alla percorribilità del suo fiume. Qui verrà fondata anche la borsa delle merci che ne stabiliva il prezzo. Siviglia fiorisce economicamente e demograficamente fino a diventare una delle città più importanti di Spagna.

Il Novecento si apre con la grande esposizione universale che lascia alla città le splendide Piazza di Spagna e Piazza di America, e si chiude con un'altra esposizione che le regala un volto nuovo e moderno grazie alla costruzione di nuove infrastrutture.

Il nuovo delle opere d'impatto come il ponte di Calatrava è in grado di convivere con l'antico creando un mix di grande suggestione. Uno dei valori ai quali Siviglia tiene particolarmente è la tradizione e il folklore che si esprimono nell'armonioso flamenco e nella cruda corrida, ma anche nell'artigianato famoso in tutto il mondo per l'azulejeria, o ceramica artistica, i ventagli dipinti a mano e gli scialli con le frange.

A tavola gusterete un ulteriore assaggio della cultura sivigliana: dalle tapas, piccoli assaggi di diverse pietanze, al gazpacho, la famosa zuppa fredda, alle tortillas con il pesce, per finire poi con i dolci legati alle tradizioni religiose.

I periodi migliori per visitare Siviglia sono la primavera e l'autunno, quando le temperature sono più miti. In estate si patisce il caldo, con temperature che superano tranquillamente e abbondantemente i 40 gradi, mentre in inverno le condizioni meteorologiche sono meno stabili e più soggette alle piogge.

Nella capitale dell'Andalusia abitano circa 700.000 abitanti. La lingua ufficiale è lo spagnolo e la moneta è l'Euro.



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