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Italia.it, addio

Per il portale del turismo italiano (tanto contestato fin dagli esordi) sono stati spesi 7 mln euro. Adesso, la chiusura. Al di là degli sprechi immani, resta un vuoto, di più: una voragine per la vetrina turistica italiana nel mondo. Cosa ne pensi?

Non esiste più Italia.it, il portale del turismo italiano. Accompagnato fin dalla sua nascita da fiumi di polemiche, per i costi stellari, è scomparso dal web il portale-Italia. Fino alla fine si è sperato in un miracolo che però non c'è stato. Al portale il governo aveva destinato 45 milioni di euro, a operazione conclusa la spesa sarà di 7 milioni di euro, il resto, spiega Ciro Esposito, capo del dipartimento per l'Innovazione della presidenza del Consiglio, "rimane nelle casse in attesa di ricominciare, di fare qualcosa di diverso insieme alle regioni". "In questi mesi (da febbraio 2006 a dicembre 2007) - aggiunge Esposito - abbiamo cercato di migliorare l'offerta, di rilanciare il portale chiedendo il contributo delle regioni. Ma le polemiche sull'efficacia del sito web hanno avuto la meglio. Ora siamo pronti per ricominciare in maniera diversa".

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti per la vicenda. "Apprendiamo che il portale, il cui scopo era quello di pubblicizzare e valorizzare il turismo in Italia, non è più visitabile sul web - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi -. Un sito costato la bellezza di 7 milioni di euro, soldi pubblici investiti per un portale ora inutilizzabile. Chiediamo alla Corte dei Conti di aprire un'indagine per accertare come sono stati spesi nel dettaglio questi 7 milioni di euro e quali vantaggi concreti il portale abbia portato al turismo italiano, verificando eventuali sprechi di denaro pubblico a danno della collettività".

Al di là del solito balletto di cifre e di "rimpallo" di responsabilità ("Il progetto del portale fu varato dal precedente governo, voluto e validato dall'allora Ministro per l'Innovazione Lucio Stanca. Se si cercano responsabilità per l'inefficacia della soluzione tecnologica e l'incongruità dei finanziamenti ci si rivolga, dunque, al governo della passata legislatura", ha fatto sapere il vicepremier Francesco Rutelli), resta un fatto su cui non ci sono dubbi: l'assenza del portale turistico italiano più che un vuoto è una voragine, tanto più adesso che la concorrenza turistica dal resto del mondo è sempre più agguerrita e il Bel Paese continua a perdere terreno nelle hit delle mete preferite. Quale miglior mossa per invitare i turisti a scoprire il patrimonio di bellezze della nostra Penisola, nell'era di internet? Senza dubbio chiudere il portale (degli sprechi e delle inefficienze che sia) è un lusso che l'Italia non poteva certo permettersi.



http://magazine.libero.it/viaggi/generali/ne7263.phtml