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Mauritius, qui il mare ha carattere

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Una terra verde e lussureggiante, spiagge di sabbia bianca finissima, acque turchesi e cristalline delle lagune tropicali; poi, appena fuori dalla barriera corallina, le onde dell'oceano e, alle spalle della costa occidentale e meridionale dell'isola, i picchi spigolosi delle montagne e il paesaggio verde e viola dell'altopiano che occupa la sua parte centrale. Tutto questo è Mauritius, un'isola incantata e insieme dalla forte personalità, situata poco a Nord del Tropico del Capricorno, 800 chilometri a est del Madagascar.

Una terra di elezione e unica sotto molti di vista, che trasmette emozioni forti a chi la visita. Per la bellezza della natura, innanzi tutto. Oltre a spiagge incantevoli e a un mare che offre agli appassionati di vela, snorkeling e diving tutte le meraviglie delle acque tropicali, l'interno dell'isola offre numerose mete per gite ecoturistiche, a piedi, a cavallo o in bicicletta, alla scoperta ad esempio della rigogliosa vegetazione mauriziana, dei segreti delle montagne vulcaniche e dei crateri come il Trou aux Cerfs sulle alture di Curepipe, tra fiumi, cascate spettacolari, piantagioni di tè, di spezie e di canna da zucchero.

Ma la natura non è la sola ricchezza dell'isola. La popolazione, amichevole e piena di vivacità, è un interessante mix di componenti indiane, cinesi, africane, malgasce, creole ed europee, che nel corso dei secoli ha dato origine a una ricca varietà di tradizioni linguistiche e sociali.

La capitale dell'isola è Port Louis, principale porto del Paese. La città è una commistione di palazzi ultramoderni ed eleganti costruzioni in stile coloniale, ed è di notevoli dimensioni rispetto alla superficie complessiva dell'isola. Molto viva a pulsante a tutte le ore, ospita sul lungomare nuerosi locali, bar e ristoranti, oltre a un pittoresco mercato di prodotti locali, con frutta, verdura, oggetti di artigianato e souvenir di ogni genere. Il traffico è spesso molto intenso.

Oltre al mare, alla natura e agli itinerari per conoscere l'isola attraverso prodotti caratteristici come il tè e lo zucchero, Mauritius propone al turista tante prelibatezze delle specialità gastronomiche, strutture alberghiere d'avanguardia dedicate al benessere, una straordinaria varietà di campi da golf che fanno dell'isola un vero paradiso per gli appassionati di questo sport.

Mauritus era ancora disabitata quando fu scoperta, all'inizio del Cinquecento dagli esploratori portoghesi. L'isola fu colonizzata in un primo tempo dagli olandesi, che le diedero l'attuale nome in onore di del loro governatore, il Principe Maurice di Nassau, e che ne fecero uno scalo nelle loro rotte per le Indie. Il dominio olandese fu breve ma devastante: ad esempio furono completamente abbattute le foreste di ebano e distrutta la specie dei Dodo, strani uccelli dalle dimensioni di un tacchino e dalle carni molto apprezzate per il loro sapore, che in questo periodo furono sterminati fino all'estinzione. Il Dodo, il cui nome in portoghese significa “stupido”, diventò in seguito il simbolo dell'isola.
Il Dodo, simbolo del'isola

In seguito, la sovranità su Mauritius fu rivendicata dalla Francia, che la trasferì alla Compagnia delle Indie Orientali. L'isola divenne così una base strategica mercantile e navale nell'Oceano Indiano, oltre che un rifugio per i corsari che contrastavano la flotta inglese. La Gran Bretagna, quindi, non mancò di mettere in atto le sue ritorsioni. L'isola fu conquistata dagli inglesi nel 1810 nel corso delle guerre napoleoniche e passò definitivamente sotto il controllo britannico nel 1814 con il trattato di Parigi insieme a Rodrigues e Seychelles. Agli abitanti francesi fu concessa comunque la possibilità di conservare la lingua, la religione, le proprietà terriere e il sistema legislativo. Gli inglesi hanno avuto il merito di abolire la schiavitù sull'isola (1835) e di aprire Mauritius al mercato internazionale dello zucchero, che per 150 anni è stato la principale fonte di ricchezza dell'isola. Mauritius è diventata indipendente nel marzo 1968 e dal 1992 è una repubblica parlamentare.


http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo396217.shtml