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Capo Rizzuto tra mito e realtà

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In un lembo di Calabria compreso tra le foci dei fiumi Neto e Tacina, non lontano da Crotone, si trova Isola di Capo Rizzuto, la storia e il mito si fondono insieme a creare un'atmosfera di scoperta continua. L'archeologia ci racconta che già 6000 anni fa qualcuno viveva da queste parti e che poi Greci, Romani, Bizantini, Angioini e Aragonesi si sono dati il cambio nel controllo della città. Come spesso è accaduto nella storia del Mediterraneo, chiunque si sia insediato in questo angolo di costa ha lasciato una traccia, creando un cocktail straordinario di cultura e civiltà.

Il centro storico - Un giro per il centro storico medievale del paese è un'occasione per perdersi tra le sue strette strade alla ricerca di ciò che resta delle vecchie fortificazioni e mura, come le due porte della città, entrambe suggestive; la Porta di Terra, a nord, sormontata da una torretta con orologio e dallo stemma della famiglia Ricca e la Porta di Mare, a sud, accanto al castello, dalla quale si gode un pregevole panorama sul promontorio di Capo Rizzuto. Sempre all'interno delle mura si può far visita alla piccola Chiesa di San Marco, al cui interno si trova ancora il sarcofago in tufo istoriato con l'emblema degli antichi feudatari.

Le terrazze sull'Isola - Si deve uscire dalle mura e salire su un piccolo poggio, che sovrasta il vecchio centro storico, per arrivare a visitare l'ex Cattedrale, costruita un migliaio di anni fa, in perfetto stile romanico secondo le usanze dell'epoca, con tanto di grande rosone e splendido portale decorato. All'interno della chiesa viene custodita un'antica icona conosciuta come la Madonna Greca, oggetto di profonda devozione dal Seicento ad oggi e che viene festeggiata il primo lunedì di maggio di ogni anno, in una spettacolare festa tradizionale.

Da visitare - Adiacente alla chiesa non passa certo inosservato l'interessante palazzo vescovile. Ma, oltre al fascino del borgo antico di Isola di Capo Rizzuto, è lungo la costa che si trovano le più antiche e belle testimonianze storiche e gli scenari più affascinanti della zona. La cruenta storia medievale ha segnato indelebilmente il paesaggio lasciando l'eco di una lotta senza quartiere tra gli abitanti della costa e i pirati. Perciò lungo la costa spunta una serie di punti di avvistamento e varie fortificazioni.

Le torri - Uno esempio tra i più significativi tra le fortificazioni rimaste in piedi è la torre che sorge sul promontorio di Capo Rizzuto, la Torre Vecchia, costruzione di forma cilindrica che domina il promontorio e il mare con la sua possente mole. Altre torri, più recenti, sono a pianta quadrangolare come la Torre del Martello di Nao a Capo Colonna, Torre di Scifo a Capo Pellegrino e Torre Nuova a Capo Rizzuto.
Profumi antichi - Ma se amate le vestigia medievali, andrete in visibilio per l'imponente castello eretto sul promontorio di Le Castella che regala al meglio l'idea e il terribile fascino romantico delle guerre antiche. Costruito su una piccola isola collegata alla terra ferma solo da una sottile striscia di terra, il Castello Aragonese è il frutto di numerosi rimaneggiamenti e ricostruzioni avvenuti nei secoli. E' forse solo un mito, ma alcuni ritengono che addirittura Annibale (che realmente passò da queste terre) sia il fondatore della struttura originaria. Un misto di imponenti mura, torri, fortificazioni che videro come ultimi abitanti gli aragonesi ma che porta in sé un segno di tutti quelli che si vi si sono stabiliti.

L'ideale per le vacanze - Una sola cosa appare immutata e indifferente a fortificazioni, pirati e dominazioni: la bellezza di queste rive. Il turismo balneare, locale e non, infatti sembra apprezzare enormemente le spiagge della zona tanto da rendere Capo Rizzuto un luogo decisamente affollato da giugno a settembre.

Non solo estate - Ma per chi ama la quiete la primavera è un'ottima occasione per godere di Capo Rizzuto al meglio. La cucina locale è molto saporita, piccante, come si conviene allo stile calabrese. Tra le usanze gastronomiche ce n'è una, però, che mi sento di sconsigliare per motivi di tutela ambientale: i bianchetti serviti con il peperoncino. Vi capiterà di trovarli spesso tra gli stuzzichini degli aperitivi ma sappiate che la pesca del novellame non è permessa se non i condizioni controllate. Tra i ristoranti della zona dove poter gustare dei buoni piatti di mare vi consiglio "La Scogliera", ristorante gestito dal mio amico pescatore Nicola dotato di una splendida veranda nel contesto incantevole di Le Castella.



http://viaggi.tiscali.it/gelisio/articoli/2008/marzo/caporizzuto_102.html