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Procida, semplicità e genuina salubrità dei paesaggi

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E' sufficiente gettare uno sguardo sul paese appena sbarcati a Marina Grande per capire che Procida e Ischia sono sorelle solo per motivi geografici e geologici. Entrambe vulcaniche, entrambe belle, ma delle due l'una, Ischia, è portata alla mondanità e alla folla mentre l'altra, Procida, vive della semplicità e della genuina salubrità dei suoi paesaggi. Le case colorate del borgo profumano di Mediterraneo antico come antica è la storia dell'isola. Palazzo Montefusco che vi accoglie subito con tutta la sua medievale, trasandata, imponenza appena messo piede sulla banchina del porto è uno dei segni più evidenti del passato di Procida, per secoli vero e proprio centro religioso per tutti i naviganti.
La caratteristica più evidente della costruzione, la cui austerità è controbilanciata da una colorazione piuttosto vivace, è la fitta serie di merli alla sua sommità che gli sono valsi il nome popolare di "Palazzo Merlato". La cittadina che si è sviluppata attorno alle spalle del porto si presenta come un ammasso compatte di costruzioni sovrapposte e strettissime colorate con tinte vivaci che vanno dal bianco all'ocra, dall'arancione al rosa. Cuore della vita di Marina Grande è la caratteristica Piazza Sent'cò su cui si affaccia la candida Chiesa di Santa Maria della Pietà, spagnoleggiante nella struttura, detta anche Chiesa dei Marinai dato che fu un'associazione marittima ad edificarla sul finire del '700.
Altro simbolo che testimonia la profonda religiosità che pervade l'antica tradizione marinara dell'isola è il grande crocifisso di legno che campeggia lungo la passeggiata, non molto distante dalla piazza. Sul porto si affaccia una lunga serie di locali, ristoranti e pizzerie la cui semplicità è specchio del clima differente che regna a Procida se confrontata a Ischia e Capri. Il porto è compreso tra due spiaggette una sovrastata dall'antica torre d'avvistamento della Tabaia e l'altra caratterizzata dalla piccole grotte scavate nel tufo adibite dai pescatori locali a deposito di barche e attrezzi.
Lasciando il mare ci si può inoltrare nelle stradine che salgono verso Palazzo Reale, prima residenza reale e in seguito carcere, la vista regala uno dei più bei paesaggi di Procida, uno scorcio sull'anfiteatro naturale costituito dalle casette variopinte di Marina Corricella e, più in là, sul Convento di Santa Margherita. Merita una visita anche l'Abbazia di San Michele situata nel centro abitato di Terra Murata, il più antico dell'isola. Nell'ex convento benedettino, struttura di per sé ricca di fascino, potrete ammirare anche una ricca serie di opere d'arte. Da non perdere anche il parco letterario dei Giardini di Elsa (intitolati a Elsa Morante) con i sui rigogliosi e profumati frutteti. Le coste procidane di tufo grigio e giallo, bagnate da un mare azzurro e profondo, sono segnate da profonde baie e golfetti, segni dell'antica attività vulcanica, che affascinano per l'intimità che sanno regalare a chi le esplora con pazienza e curiosità.
L'isola è bassa, di forma allungata connessa in corrispondenza della Collina di Santa Magherita da un sottile ponte al verde isolotto disabitato (ma visitabile) di Vivara, posto di fronte alla punta più occidentale e residuo di un antico cratere. A guardarla dal mare mentre ci si avvicina con il traghetto, appare come una splendente striscia di terra in mezzo all'azzurro. Le occasioni per meravigliosi bagni non mancano quindi, soprattutto se si è muniti di una barca con la quale costeggiare il perimetro della piccola isola. Da segnalare la spiaggia delle Chiaia raggiungibile anche via terra grazia a una lunga scalinata che scende fino al mare e la spiaggia della Chiaiolella nei pressi dell'omonima Marina, caratteristico borgo ricco di ottimi ristorantini ideali per coronare una bella giornata di mare, in cui spicca il santuario di San Giuseppe insolitamente posto nel cuore del minuscolo centro abitato.



http://viaggi.tiscali.it/gelisio/articoli/2008/maggio/procida_999.html