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Marzo 2008

La Gregoraci svela le grazie
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Dopo Heidi Klum, Pamela Anderson e Sharon Stone, anche la nostra Elisabetta Gregoraci finisce nel "club" delle bellissime che mettono in mostra in maniera un po' troppo evidente le grazie. La quasi moglie di Flavio Briatore, durante uno stacchetto, vestita da palestra sfoggia un paio di pantaloncini hot un po' troppo succinti che dalla vita in giù lasciano ben poco spazio all'immaginazione

La showgirl, in tenuta da palestra si dimena durante un balletto. Vestita con micro-pantaloncini attillati bianchi la Gregoraci regala al pubblico un fuoriprogramma bollente.

E così dopo la tutina attillata di Sharon Stone, i fuseaux di Pamela Anderson e il mini bikini di Heidi Klum tocca a un'altra fidanzata di Flavio Briatore svelare le grazie. Bella e sensuale come sempre Eli, col suo fisico e le sue curve da mozzare il fiato, mette in scena senza volerlo uno spettacolo davvero hard.

Chissà se il manager della Renault gradirà la performance della sua fidanzata? Sicuramente può consolarsi. Nel club delle "grazie al vento", Eli è in buona compagnia.


http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo402924.shtml
Brad Pitt, un taglio al passato
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In attesa di diventare papà di due gemellini Brad Pitt cambia look. Niente aspetto da aspirante paparino, ma un taglio di capelli stile militare che lo ringiovanisce di qualche anno, ma forse gli leva un po' di fascino. Brad dopo aver sfoggiato una capigliatura lunga, folta e rossiccia, per esigenze di copione, si è affidato alle forbici del parrucchiere e si è fatto in parte rasare.

Se negli ultimi tempi ci eravamo abituati a vedere Pitt in versione Robert Redford, molto posato e un po' signore, adesso con il nuovo look Brad è ringiovanito. Ma oltre ai capelli ha perso un po' charme.
Foto tratta da Fadedyouthblog.com

In realtà l'attore ha dovuto rinunciare alla chioma folta per un taglio militaresco per esigenze di copione. Infatti da qualche giorno ha cominciato a girare “Tree of life” a Smithville in Texas.


http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo402950.shtml
Orlando Bloom è puzzolente
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Orlando Bloom puzza. A rivelarlo ai quattro venti la sua nuova fiamma, Miranda Kerr famosa per essere una delle testimonial di Victoria's Secret. Ebbene l'incantevole modella australiana ha rivelato che Orlando "è un po' troppo puzzolente". E ancora: una fonte vicina alla coppia ha confermato: "Lei gli ha chiesto di lavare i vestiti e di farsi docce più spesso. Infatti passano giorni senza che lui si cambi i vestiti".

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Secondo i ben informati Bloom userebbe lo stesso paio di jeans per una settimana. Stessa cosa per maglioni, magliette e calzini.

Un vero inferno per la povera Miranda che, dopo essersi tappata il naso, nel vero senso della parola, per alcuni giorni alla fine ha sbottatto e aperto il sacco.

Così ha preso il coraggio a due mani e ha detto al suo neo fidanzato, i due stanno insieme da una decina di giorni, di lavarsi di più e di cambiarsi più spesso. Sembra infatti che se le esigenze di copione non gli impongano il cambio d'abiti l'attore arrivi addirittura a portare la stessa camicia anche una settimana.

Se poi si pensa che la stessa cosa la fa anche per calzini e magari le mutande, si può capire il disagio di Miranda Kerr, il primo "angelo" australiano della famosa sfilata di intimo "Victoria Secret". Lei così bella, linda e profumata non poteva sopportarre tanto. Va bene l'uomo-pirata, coraggioso e rude ma non puzzolente!


http://www.tgcom.mediaset.it/gossip/articoli/articolo402809.shtml
Sexy-lapidi per farsi piacere l'ultima dimora
Pubblicità anima del commercio, specie se condita da immagini di belle donne. Non ci ha pensato due volte a sfruttarla per promozione un'impresa di pompe funebri, la Crivellari, già presente sulla piazza di Voltabarozzo, in occasione dell'apertura della nuova sede all'Arcella. Così ha lanciato le sexy-lapidi, riprendendo l'abitudine, comunissima negli Stati Uniti, di farsi piacere anche l'ultima dimora.

Intriganti modelle bionde e brune ammiccano dalle lapidi: «Il nostro amore ti accompagnerà sempre in cielo». Anziché oscurare l'ingresso della nuova agenzia, come fa normalmente la concorrenza, alla Crivellari hanno allestito una vetrina con un ricco campionario dei prodotti della casa, comprese le nuove lastre in porcellana per loculi.

«La vita è una ruota - osserva Fabrizio Crivellari - si nasce e si muore. Il nostro è solo un servizio offerto alle persone come tanti altri. Tra l'altro è giusto che la gente sappia che noi da sempre riusciamo a coniugare qualità e prezzo». E per ricordarlo ecco che ci sono anche i gadget: dalla bara portachiavi alle magliette nere con la scritta «Il nostro compito... è farvi riposare bene...» e il disegno di uno scheletro che con l'ochetta salvagente fa il bagno in un mare tropicale.



http://mattinopadova.repubblica.it/dettaglio/Sexy-lapidi-per-farsi-piacere-lultima-dimora-Anche-le-pompe-funebri-puntano-sulla-pubblicita/1429167?edizione=EdRegionale
Da cicciona a sexy istruttrice di fitness
La sua storia assomiglia alla fiaba del brutto anatroccolo di Andersen e sta regalando una speranza a quel gran numero di americani che ogni giorno devono combattere con i chili di troppo. In poco più di due anni Jennifer Marnell, originaria di Douglasville, cittadina nello stato della Georgia, si è trasformata da ragazza decisamente sovrappeso - 140 kg di peso - in un'istruttrice di fitness incredibilmente sexy. Adesso, come una star navigata, Jennifer passa da uno show televisivo ad un altro e racconta come la tenacia e la volontà l'hanno aiutata a sconfiggere l'obesità.

DEPRESSIONE E CIBO - Jennifer racconta alla Cnn di aver avuto problemi di peso da quando aveva 8 anni. Sebbene la sua famiglia le sia sempre stata vicina, per tanto tempo non ha mai parlato con nessuno dei suoi problemi con il cibo: «Ero l'unica in famiglia a essere sovrappeso», ricorda la ragazza. «Tutti erano solidali con me, mi dicevano che ero bella...non mi rendevo conto quanto fossi depressa
Jennifer in gran forma
perché la mia famiglia mi amava incondizionatamente». Le altre persone invece non erano affatto gentili: i compagni di classi e i conoscenti la prendevano in giro e la deridevano per i suoi chili di troppo. Jennifer invece di raccontare agli amici le sue sensazioni, si gettava sul cibo per trovare conforto

LA SVOLTA - A 27 anni Jennifer era alta poco più di un metro e cinquanta e pesava 140 kg. Lavorava come baby-sitter, era sposata e aveva una figlia, ma ogni qual volta si sentiva depressa affogava il suo dolore nel cibo. Improvvisamente un evento cambiò radicalmente la sua vita: «Eravamo al Six Flangs (uno dei principali parchi di divertimento statunitensi) e per andare sulle montagne russe aspettammo un ora e mezza», racconta Jennifer al network americano. «Quando arrivò il nostro turno, non riuscii ad allacciare le cinture di sicurezza perché ero troppo grassa e gli addetti alla gestione del parco mi chiesero di scendere».

PALESTRA E DIETA - Jennifer rimase sconvolta da ciò che era accaduto e scoppiò in lacrime. Più tardi, però, si fece una sorta di esame di coscienza e capì che era stanca di apparire come una «mamma cicciona» e che era giusto cambiare per dare un buon esempio anche alla sua piccola bambina. Jennifer cominciò ad andare in palestra tutti i giorni. Allo stesso tempo iniziò una dieta ferrea: ogni chilo perduto aumentava la sua fiducia. In poco più di due anni Jennifer ha perso 81 kg ed è diventata una istruttrice di fitness molto sexy: ha creato anche un sitoweb, www.fitbyjen.com, dove elargisce ai lettori diversi consigli per far scomparire i chili di troppo. Ma secondo l'ex cicciona la cosa più importante per combattere l'obesità è non nascondere le proprie emozioni: «Devi imparare a parlare dei tuoi problemi invece di gettarti sul cibo», ammonisce la ragazza. «Un alcolizzato non può bere nemmeno un solo drink. Io non posso mangiare nemmeno una barretta Snickers perchè essa rappresenta la mia solo debolezza... l'unica cosa che io non voglio avere».

STAR TELEVISIVA - Da qualche mese Jennifer è diventata anche una star televisiva: ha partecipato ai più importanti programmi americani come il talk show diretto da Oprah Winfrey e ad alcuni quiz televisivi come «Don't Forget the Lyrics» diretto da Wayne Brady. In tv parla della sua straordinaria impresa e tra qualche mese uscirà il suo primo libro in cui racconterà come ha fatto a trasformare così radicalmente la sua vita. Alle tante fan chi le chiedono un consiglio, Jennifer risponde: «Imparate ad accettare voi stesse per quello che siete. Non è semplice, ma si può fare».



http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_01/cicciona_sexy_istruttrice_7e37116e-e7cd-11dc-9342-0003ba99c667.shtml
Agrigento: tra storia, spiagge e arte culinaria
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E' una Valle speciale quella dei Templi di Agrigento, situata nel bel mezzo della città che diede i natali a Luigi Pirandello e il mare di San Leone. Il sito archeologico è composto da 7 templi dorici del periodo della Magna Grecia che, incendiati dai cartaginesi, vennero successivamente restaurati dai romani. La sua pittoresca posizione ricca di storia le ha permesso nel 1998 di entrare nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco. E' davvero affascinante camminare tra le preziose rovine dei templi, soprattutto a febbraio, quando nella sua imponente bellezza, come tradizione comanda, si festeggia vicino al Tempio della Concordia, l'unico rimasto intatto, la sagra mandorlo in Fiore, associata ormai al Festival Internazionale del Folclore. Una magica atmosfera tinta dal bianco e rosa della candida fioritura dei mandorli che annuncia il ritorno della primavera e offre un' occasione per commercializzare anche prodotti tipici siciliani.
I templi - Tra il labirinto naturale del verde e quella dei mandorli si apre uno scenario ricco di cultura dove spicca quel perfetto equilibrio architettonico datato tra il Ve VI secolo avanti Cristo. Qui si erge il Tempio di Giunone, in onore della dea greca, utilizzato in tempi remoti per celebrare i matrimoni. Pochi metri dopo si trova l' edificio della Concordia, l'unico pressoché intatto trasformato in tempio sacro, e ancora circondato da colonne rastremate. Vietato non visitare il Tempio di Zeus Olimpico, uno dei più grandi, purtroppo rovinato al suolo. Facendo il percorso stabilito si arriva al Tempio di Esculapio, dedicato ad Asciepio, il dio della medicina: costruito nelle campagne, era infatti meta di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione. Ma l'occhio si sofferma sul più antico, quello di Eracle, dio amato dagli agrigentini, che conserva solo 8 eleganti colonne. La leggenda narra del Tempio di Vulcano, racconta che il dio del fuoco avesse un'officina sotto l'Etna dove fabbricava i fulmini di Zeus aiutato dai ciclopi. Da visitare anche i simboli di Agrigento, il tempio dei Dioscuri (o di Castore e Polluce) costruito per onorare i due gemelli figli di Sparta e Giove.
Altri siti - Nello stesso itinerario storico suggestiva la tomba di Terone, colui che governò la città. Al centro della valle, per gli appassionati di reperti preziosi, non si può non entrare al Museo Archeologico che conserva pezzi ritrovati dal dopoguerra ad oggi. E dall'alto del bellissimo panorama verde dell' agrigentino si eleva il cosiddetto Oratorio di Falaride, in realtà un tempietto di tipo romano costruito su un alto podio con un altare eretto sulla fronte orientale.
Agrigento - Che lunga storia quella della città di Agrigento. Venne addirittura chiamata in modi differenti dalle sue dominazioni: i Greci, che la fondarono nel 581 avanti Cristo, la soprannominarono Akragas. Kerkent fu in nome dato dagli Arabi e Girgenti dai Normanni e Agrigentum la chiamarono i Romani. Il suo centro nella bella Via Atenea richiama lo stile arabo con le sue piccole viuzze. Mentre si cammina lungo la strada, zeppa di negozi, si respira anche l'aria imponente anche dei Greci e Romani. Così convivono in piena armonia stili diversi di chiese, conventi, e palazzi nobiliari, che fecero di Girgenti una perla del Medioevo. Non passa inosservata la Cattedrale di San Gerlando legata ai Normanni. La leggenda racconta che è stata dedicata alla Vergine Maria Assunta e poi consacrata a San Gerlando dal Vescovo Bertaldo de Labro.
San Leone - A due passi dalla Valle dei templi c'è San leone, il lido di Agrigento. Panorama suggestivo: accoglie gli ospiti una lunga passeggiata immersa tra la spiaggia, chioschetti e mare, e il viale alberato che circonda i locali discoteche e gli stabilimenti balneari. Per gli appassionati di barche c'è il porto turistico.
Arte culinaria - Non è solo nel cuore della città che si trovano piccole osterie dove si mesce il vino e si servono sarde salate ed olive schiacciate. Perché le peculiarità della cucina siciliana, la più variegata d'Italia, è dappertutto e quel succulento profumo della mille ricette attira l'olfatto di chiunque. Le dominazioni hanno lasciato in eredità un patrimonio gastronomico. Non basterebbe una Treccani per elencarle. Tra le pietanze tipiche: la pasta condita con ricotta e fave, o con i broccoli; il tortino di melanzane e la caponata. I panini con la milza, la zucca e i ceci. Una curiosità? C'è chi fa colazione con arancini o calzoni fritti e al forno. Poi i mille raffinati dolci, come la cassata siciliana.


http://viaggi.tiscali.it/articoli/08/febbraio/29/agrigento_123.html
Singapore: lusso à la carte
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Boutique hotel al prezzo di una locanda, spa a cinque stelle, una ventina di campi da golf (come il Singapore Island Country Club, uno dei migliori del mondo per Fortune Magazine), locali di tendenza e il meglio della cucina oriental-fusion. Singapore merita
una sosta più lunga del solito frettoloso stop-over per lo shopping. E oggi ha un appeal in più, sia per gli uomini d'affari, sia per chi è in vacanza, grazie al cambio favorevole: 1 euro equivale a 2,10 dollari locali. Se il Singapore Flyer – la ruota gigante eretta a Marina Bay – rinnova lo skyline della città, battendo il London Eye grazie ai suoi 165 metri di altezza, è l'aeroporto di Changi, premiato nel 2006 come il migliore del mondo, il suo nuovo biglietto da visita.
In città, se non si può sfuggire al Singapore Sling, cocktail preferito da Somerset Maugham, da sorseggiare al Long Bar del leggendario Raffles Hotel, completamente rifatto, la meta da non perdere è il National Museum, struttura ottocentesca, anche questa rifatta, ma con un sofisticato mix di tradizione e design.
Dopo una passeggiata all'Orchid Garden, meraviglia di arte botanica (1 Cluny Road) e una tappa al colorito emporio Mustafa (145 Syed Alwi Road) e al Club 21 iShop (8 Grange Road, Cineleisure Orchard), il più vasto rivenditore Apple dell'Asia, lo shopping etnico si declina fra Little India e Arab Street, fra Bussorah Street (al 41, da Mona J, batik di 1x2 metri a 4 e) e Dempsey Road, la via degli antiquari.

A Chinatown, con le vecchie shophouse multicolori appena fuori della metropolitana, si sosta da Bee Cheng Hiang (69-71 Pagoda Street), celebre dal 1933 per il bakkwa, il maiale arrostito e glassato in confezioni regalo. In città, fusion è la parola d'ordine: di etnie, religioni e soprattutto di sapori, a ottimi prezzi. Per una panoramica gastronomica a 360 gradi, Lau Pa Sat in Boon Tat Street offre tutti i possibili cibi sotto la più grande struttura di ferro vittoriana rimasta in Asia. Per la cucina Peranakan, cino-malese, colorita e piccante, si va da Blue Ginger (97 Tanjong Pagar Road, tel. 0065.62.22.39.28 ). Sapore di India e ambiente ultraetnico al Banana Leaf Apolo (tel. 0065.62.93.86.82). Da prenotare un mese prima, ma ne vale la pena, Buko Nero (tel. 0065.63.24.62.25), per i piatti veneto-singaporesi di Oscar e Tracy Pasinato. Eccellente il caffè al Ka Yun Kaya Toast (Far East Square), accompagnato da inediti minitoast con burro e gelatina di cocco. Per chi ama il pesce, granchio in bella vista e trionfi di aragostine e gamberoni fanno dimenticare l'ambiente da mensa familiare del Long Beach UDMC Seafood Restaurant (tel.
0065.64.48.36.36). Se i trendsetter scendono al boutique hotel The Scarlet (tel. 0065.65.11.33.33, doppia da 290 sgd, 140 €), che combina atmosfera coloniale, free Internet, due bar e un ristorante cool, per il relax si preferisce il Sentosa Hotel & Spa(tel. 0065.63.71.13.09, da 500 sgd, 250 €, a persona), sull'isoletta a sud della città. Cinque stelle, golf e una botanical spa con un labirinto per la meditazione.

Con Singapore Airlines fino al 31 marzo a-r da 850 € (valida minimo 7 giorni, massimo 3 mesi). Prenotando con la compagnia, lo stop-over, con sconti nei centri commerciali, costa a notte 106 dollari americani (71 €) all'Oriental, 89 dollari al Sentosa Resort & Spa (60 €), 75 al Marina Mandarin (50 e). Un'idea di vacanza? Due notti b&b all'Oriental di Singapore e 7 notti b&b al The Chedi di Phuket, con volo Singapore Airlines da Malpensa e trasferimenti, 1790 e a persona, con Godiva Viaggi (tel. 02.76.01.82.40).


http://viaggi.corriere.it/viaggiare/vacanze_pacchetti/2008/vacanze_singapore/vacanze_singapore.shtml
Los Angeles Renaissance
A New York ci sono gallerie e business, a Los Angeles, gli artisti. Sempre più artisti: secondo il Census Bureau, negli ultimi anni, per uno che ha traslocato altrove, ne sono arrivati due nuovi. Il mercato immobiliare è in impennata, ma la City of Angels ha conservato il primato di mecca abbordabile, insieme con l'aura romantica di laboratorio libertario, sullo sfondo di pastiche architettonici che sembrano set della vicina Hollywood.

La competizione è dura, il mood tollerante, perché L.A. è dispersiva, si attraversa imbottigliandosi in auto per ore, alla ricerca di un centro che non c'è, da Downtown a Culver City, da Pasadena a Santa Monica, in moto perpetuo - una "navigazione da punto a punto", come l'angeleno Gore Vidal ha intitolato le proprie memorie. Persino una delle icone dell'arte Made in L.A., il libro Every Building on the Sunset Strip di Ed Ruscha del '66, che catalogava con rigore tutte le costruzioni del celeberrimo Strip, è stato realizzato montando una Nikon su un pick-up.

L'abitudine a veder scorrere il paesaggio urbano dal finestrino, come un film, fa parte del clima. Quasi ovvio, quindi, fare una mostra per strada, in mezzo al traffico, occupando billboard pubblicitari con le opere storiche di quattro big come Jenny Holzer, Barbara Kruger, Louise Lawler e Cindy Sherman, per il progetto Women in the City, curato da Emi Fontana (vedi intervista nelle pagine successive).

Lampi femministi in versione glamour
In perfetto tempismo, peraltro, con l'ondata di riscoperte "rosa" innescata dalla mostra WACK! Art and the feminist Revolution che ha debuttato al LACMA un anno fa, riportando alla luce tante esperienze sorte in California; come la mitica Womanhouse ('72), un'installazione di/per sole donne organizzata in 17 stanze di una villa hollywoodiana da Judy Chicago e Miriam Schapiro, fondatrici del Feminist Art Program di CalArts (il California Institute of the Arts, la principale accademia cittadina).

Il parterre accademico dell'arte dissidente qui è affollato: basta citare un "grande vecchio" come il 76enne John Baldessari (che insegna a UCLA, altra scuola d'eccellenza), in pieno revival critico, e non solo; pochi mesi fa, la patinatissima W l'ha scomodato per un servizio di moda. O un venerato portabandiera dell'Institutional Critique come Michael Asher, che in questi giorni il Santa Monica Museum of Art sta celebrando con una personale rarefatta. E Mike Kelley, Jim Shaw, Charles Ray, Sam Durant e il gran maestro d'irriverenza Paul McCarthy (anche lui a UCLA), con le sue indicibili performance a base di ketchup, vernice e cioccolato.

McCarthy ha da poco aperto con la figlia Mara una galleria, The Box, per esporre autori misconosciuti, in barba alle logiche commerciali. Come quartier generale hanno scelto Chung King Road, la stessa strada in cui, tra lanterne rosse e decrepiti frontoni da pagoda, si concentrano le gallerie che hanno rivitalizzato la scena metropolitana, China Art Objects, Daniel Hug, Peres Project, David Kordansky, Jack Henley.

Altro perno è il Mountain Bar, coi suoi muri rosso pomodoro, aperto nel 2003 dall'artista Jorge Pardo, il gallerista Steve Hanson e l'architetto Mark McManus; nel retro, si tengono le lezioni della Mountain School (il nome strizza l'occhio al Black Mountain College, dove insegnava Cage), una "libera scuola" creata da due artisti: Eric Wesley e l'italiano Piero Golia. Il suo autobus, compresso fino a occupare tutto lo stand della galleria Bortolami, è stato uno dei lavori più in vista di LA Art, a gennaio, fiera piccola ma iperselezionata, che rilancia i nomi delle nuove star cittadine: Sterling Ruby, Mungo Thomson, Matthew Monahan, Mark Grotjahn.

Giovani curatori e magnati del petrolio A Los Angeles stanno migrando anche i giovani curatori, come la newyorkese Ali Subotnick (complice di Cattelan e Gioni in progetti come la Biennale di Berlino, la rivista Charley e la Wrong Gallery). In estate Ali è approdata al-l'Hammer Museum, spazio privato con una storia da manuale: fondato dal magnate del petrolio Harmand Hammer, dopo la sua morte la direzione ha deciso di finanziarsi vendendo - per 30 milioni di dollari a Bill Gates, oggi grande sponsor - una gemma della collezione, il Codice Hammer di Leonardo.



Fonte:
http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/Los-Angeles-Renaissance/192236
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