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Gennaio 2010

VERONA SPOSI 2010
Verona Sposi
Ecco il nuovo video dell'evento:

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Location: Fiera di Verona
Data: 21-25 Gennaio 2010
Si è svolgerà alla fine del mese di gennaio la fiera Verona Sposi, dedicata alle giovani coppie ancora indecise su come organizzare il loro matrimonio.

Ulteriori informazioni sono disponibili su http://www.venetosposi.it
SPOSI PIU' 2010 a Mussolente (Vicenza)
Sposi Più

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Location: Fiere del Grappa a Mussolente (Vicenza)
Data: 20-22 Novembre 2010
Si è svolta alla fine del mese di novembre la fiera Sposi Più. L'evento si è tenuto a Mussolente nella sede delle Fiere del Grappa; numerosi i visitatori accorsi per avere informazioni ed indicazioni da una selezionata schiera di professionisti dei vari settori: dall'addobbo floreale al catering, dal wedding planner all'intrattenimento musicale.
Ulteriori informazioni sono disponibili su http://www.venetosposi.it
Val Marecchia sospesa tra cielo e mare
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Una striscia di terra che dal mare si arrampica sui crinali dell'Appennino, coinvolgendo con il suo fascino di storia e cultura ben tre regioni: Emilia Romagna, Marche e Toscana.

La Val Marecchia segue il corso del fiume, da cui prende il nome, che abbraccia paesaggi differenti fatti di acqua, colline e montagne, dove venne scritta la storia di grandi famiglie protagoniste del Medioevo e Rinascimento.

Tra le province di Rimini, Pesaro e Arezzo si estendono i comuni della fertile valle che porta i segni di castelli, fortezze e torri dal passato glorioso.

Seguendo il fiume Marecchia si può dividere la zona in bassa, media e alta valle.

La prima, ampia e pianeggiante, coinvolge i comuni di Rimini e Santarcangelo di Romagna con le imponenti testimonianze dei Malatesta e dello Stato della Chiesa.

La seconda, che s'insinua tra Verucchio e Torriana, appartenne ai Montefeltro e inizia a salire verso altitudini maggiori con le prime formazione montuose.

La parte alta e impervia della valle sale fino a restringersi sempre più fino ad arrivare al Monte Zucca, 1263 m, dove il fiume ha la sua sorgente.

Qui, tra i comuni di San Leo, Maiolo, Badia Tedalda, Casteldelci, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, e Talamello, furono i Medici a dettare legge.

Essendo terra di confine, anche la gastronomia risente della vicinanza dei sapori toscani, romagnoli e marchigiani. I piatti della valle appartengono alla tradizione contadina di pietanze povere, ma saporite: dal pan cristiano, pane fritto a base di latte e uova, ai ravioli di patate, al migliaccio, preparato con sangue di maiale, latte, uova e cacao, all'agliata, a base di maiale, salvia, aglio e aceto.
Da Visitare

L'itinerario tra le bellezze della Val Marecchia può avere inizio da Rimini, che oltre alla movimentata vita notturna regala tesori rinascimentali come il Tempio Malatestiano, che racchiude i gioielli del Crocefisso di Giotto e l'affresco di Pier della Francesca.
Del Castel Sigismondo Malatesta rimane oggi il nucleo centrale con le possenti torri, mentre dell'antico Arco di Augusto sono andate perdute le mura che da qui cingevano tutta la città.

A Santarcangelo di Romagna si possono visitare le belle chiese, la Rocca Malatestiana e le centinaia di grotte scavate nel tufo

Su un colle sorge il borgo medievale di Verucchio con gli antichi resti della civiltà villanoviana. Numerose le chiese trecentesche e quattrocentesche che fanno da contorno all'imperdibile Rocca Malatestiana, edificio quattrocentesco ben conservato.

A Torriana potrete visitare il castello malatestiano che domina da un promontorio.

Non perdetevi San Leo con i palazzi signorili, la Pieve di S. Maria Assunta, il Duomo e soprattutto il Forte nel quale morì il leggendario e misterioso Cagliostro.

O ancora Talamello con l'antica produzione di polvere da sparo, Sant'Agata Feltria con la fortezza del X secolo e Pennabilli con i resti delle rocche, il Monastero di S. Antonio e la Cattedrale cinquecentesca.

Il comune principale dell'alta valle è Badia Tedaldacon le due abbazie millenarie.

Poco distante Novafeltria, dal fascino agreste, Maiolo, con i resti dei torrioni poligonali e Casteldelci con il bel Ponte Vecchio e le antiche torri.



FONTE
Ischia profumo di limoni
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Scopriamo insieme Ischia una delle più belle isole del sud Italia!

Meta indiscussa del turismo termale e non solo offre a tutti i visitatori spettacolari paesaggi e panorami mozzafiato, sempre accompagnati dall'inimitabile profumo dei limoni dell'isola…

L'isola di Ischia sorge nel Mar Tirreno all'estremità nord del Golfo di Napoli a poca distanza dalle isole di Vivara e Procida. Si estende su una superficie di oltre 47 chilometri quadrati e contra circa 61.000 abitanti.

La sua forma è simile a un trapezio ed è dominata dal monte Epomeo alto oltre 780 metri. Le origini geologiche di quest'isola sono da porre in relazione con violente eruzione vulcaniche che si sono perpetrate per oltre 150.000 anni. Questo ha dato luogo alla formazione del monte Epomeo, di Punta Imperatore, Capo Negro, Monte di Vezzi e Monte Vico.

Le origini del nome dell'isola deriva dalla parola greca pithekoussai che significa “isola delle scimmie” in riferimento alla leggendaria presenza dei Cercopi sull'isola che vennero trasformati appunto in scimmie. Secondo Plinio il Vecchio invece l'origine del nome sarebbe da porre in relazione con i “pithoi” cioè le anfore di ceramica e terracotta prodotte nelle tante fabbriche dell'isola.

Le origini storiche dell'isola sono molto antiche: come è stato dimostrato da importanti ritrovamenti in zona Monte Vico, l'isola sarebbe stata abitata già dall'età del Bronzo. Fu in seguito colonizzata dagli Antichi Eubei che vi si stabilirono nel VIII secolo a.C. per sfruttare appieno il commercio con gli Etruschi.

Un fatto storico molto importante fu l restituzione da parte dell'imperatore Augusto dell'isola a Napoli in cambio dell'isola di Capri.

L'economia dell'isola ruota attorno al turismo termale che una delle principali fonti di reddito per gli isolani. Molti importanti sono anche l'agricoltura in particolare la viticoltura sull'isola ha origini millenarie: come dalla frase incisa sulla famosa coppa di Nestore ritrovata a Lacco Ameno infatti, si narra che gli Antichi Eubei sbarcati sull'isola avessero introdotto il rito della coltivazione dell'uva con ottimi risultati.

Una parte importante dell'economia dell'isola si deve alle attività legate alla pesca e all'agricoltura, rinomata è la coltivazione degli olivi e degli agrumi, in particolare dei profumatissimi limoni.

Il clima dell'isola è caratterizzato dalla mitezza anche durante le stagioni più fredde. In particolare in inverno si hanno frequenti sbalzi di temperatura anche nel corso della stessa giornata.

Nelle diverse zone dell'isola si registrano di frequente differenti condizioni climatiche, per esempio a Casamicciola Terme si registra annualmente una temperatura superiore ai 18°C. I venti che soffiano sull'isola sono soprattutto il grecale e la tramontana.



FONTE
San Pietroburgo alla corte degli zar
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San Pietroburgo (nome originario), poi Pietrogrado (durante la prima guerra mondiale per sostituire quel “burgo”, troppo tedesco), poi Leningrado (dopo la rivoluzione comunista, in onore di Lenin che qui portò alla caduta del regime zarista) e infine di nuovo San Pietroburgo (dal 1991): in trecento anni di storia il nome della città è più volte mutato ma la bellezza e il fascino sono rimasti del tutto invariati.
Chiunque abbia letto i grandi autori della letteratura russa anche se non ha mai visto la città un po' la conosce: la Prospettiva Nevskij, il fiume Neva sono entrati nell'immaginario collettivo di chi ha ammirato scrittori come Dostoevskij, Tolstoj, Gogol.

San Pietroburgo per tre secoli è stata anche la capitale della Russia zarista; oggi è una città di grandi dimensioni con più di quattro milioni di abitanti collocati su una superficie totale di circa seicento chilometri quadrati.

La storia di San Pietroburgo è abbastanza recente: il merito di aver pensato e poi dato avvio alla costruzione della città è di uno dei più famosi zar di Russia, Pietro il Grande. A Pietro si deve una importante espansione del territorio russo dopo che i suoi predecessori (soprattutto l'altrettanto celebre Ivan il terribile) avevano ricacciato ad oriente i vecchi dominatori mongoli trasformando in un grande stato quello che ancora alla fine del Quattrocento era un piccolo principato limitato alla città di Mosca e dintorni.
Durante i primi anni del Settecento la zona dove sarebbe poi sorta San Pietroburgo era ancora dominio del Regno di Svezia che tra Cinquecento e Settecento si era esteso fino a controllare tutto il Baltico e il corso del fiume Neva.
Momento decisivo per la storia della città fu la Guerra del Nord: tra il 1703 e il 1708 Pietro il Grande sconfisse ripetutamente gli svedesi ricacciandoli a nord e sottraendo loro tutti i fondamentali territori affacciati sul Baltico; proprio per celebrare le sue vittorie e per avere una capitale degna dei grandi stati europei il sovrano iniziò ad immaginare la nuova città e a procedere ai lavori di fondazione.

La responsabilità di disegnare la nuova capitale toccò ad un architetto svizzero (però di scuola italiana), Domenico Trezzini di Astano: Pietro voleva una città che esprimesse al meglio la sua personale cultura e che contemporaneamente fosse un baluardo, un fortino contro nuove possibili invasioni da nord. Trezzini doveva anche lottare contro un problema davvero gravoso: il terreno in gran parte paludoso che circondava la futura capitale e per la cui bonifica furono impiegati un gran numero di contadini e braccianti da tutto il nord della Russia.

Si è stimato che per costruire la città siano morti qualcosa come centocinquantamila uomini: l'architetto Trezzini passò i suoi ultimi anni di vita a coordinare i lavori che poi furono proseguiti da importanti architetti italiani come Rastrelli e Quarenghi.
Pietro il Grande aveva giustamente previsto che San Pietroburgo sarebbe potuta diventare un grande bacino di ricezione delle merci che transitavano sul Baltico: ancora oggi il porto della città movimenta una grande quantità di prodotti che poi partono verso il Mar Nero sfruttando la “strada” d'acqua costituita dal fiume Volga.

Il profilo economico di San Pietroburgo non è esaurito dalle attività mercantili e da quelle ad esse connesse (ad esempio la costruzione di imbarcazioni): molto sviluppati sono anche i settori finanziario, chimico e dell'industria pesante.

La città è servita da una buona rete metropolitana (per un totale di oltre 100 chilometri di binari); il trasporto aereo sfrutta l'aeroporto internazionale di Pulkovo dove volano Aeroflot, compagnia di bandiera russa, Rossiya Airlines (secondo vettore nazionale) e le principali compagnie mondiali.

La lingua ufficiale di San Pietroburgo è il russo; moneta ufficiale è il rublo; il consolato generale d'Italia si trova al numero 10 di Teatralnaia Ploshad.



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Napoli città reale
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Sospesa tra cielo e mare, Napoli è una città dal passato illustre e reale.

La città storica è suddivisa in sei zone. Intorno a Toledo e Castelnuovo, a partire dal XIV secolo, si è sviluppato il centro amministrativo e commerciale moderno. Il nucleo antico è descritto negli itinerari di Spaccanapoli e del Decumano Maggiore.

Il borgo dei Vergini, immediatamente a nord del solco di Foria, conduce al parco e alla reggia di Capodimonte.

La Certosa di San Martino e Castel Sant'Elmo dominano invece la collina del Vomero.

Nella zona di Chiaia, a pochi passi dai negozi più chic, verde e mare circondano luoghi come Castel dell'Ovo e Mergellina.

E per finire la scoperta delle insenature e delle ville di Posillipo.

L'Aeroporto internazionale di Capodichino, pur essendo di dimensioni modeste, è il primo del meridione e gestisce un traffico di circa quattro milioni di passeggeri. Recenti lavori di ammodernamento ne hanno migliorato la qualità dei servizi.

Napoli ha tre stazioni ferroviarie: Napoli centrale (livello sotterraneo: Piazza Garibaldi), Mergellina (zona mare) e Campi Flegrei (fuorigrotta), che corrispondono a tre fermate della metropolitana.
La stazione principale in Piazza Garibaldi, è anche il nodo del sistema dei trasporti urbano ed extraurbano. Dall'interno della stazione si accede alla metropolitana e alla circumvesuviana, treno locale per i paesi vesuviani e della costa.

Nonostante l'incalzare dei ritmi metropolitani, i napoletani non hanno mai rinunciato ai piaceri della buona tavola nè agli usi e ai costumi legati alla cucina, che, tramandati nei secoli, rivestono tuttora un ruolo fondamentale nella tradizione culturale locale.

La cucina napoletana viene sinteticamente definita “delle tre p”: pizza, pasta e pomodoro.

La prima, forse la più geniale invenzione gastronomica, è nata a Napoli e ha conquistato il mondo; la seconda, ha trovato qui la sua patria d'elezione; il pomodoro, infine, è a Napoli il simbolo di tutta una cucina ed entra in un'infinità di preparazioni: fresco all'insalata o conservato, seccato, pelato, passato, concentrato, fino a diventare scurissimo nel celebre ragù.

La vita notturna è vivacissima e fra i molti locali c'è solo l'imbarazzo della scelta.

I caffè, i bar, le associazioni culturali del centro antico sono aperti fino a tardi e rispondono ai gusti e alle esigenze di qualsiasi tipo.

A ballare non si va mai prima della mezzanotte e per molti è d'obbligo la colazione all'alba con un cornetto caldo nei bar che restano aperti tutta la notte.

Non esiste una stagione ideale per visitare Napoli: grazie al clima mite, il soggiorno nella città è piacevole tutto l'anno.

Ogni periodo le conferisce un particolare motivo di fascino: in maggio i monumenti aprono le porte; luglio e agosto sono i mesi dei bagni e delle gite via mare; a Natale nelle botteghe artigiane fervono i lavori per il presepe; in maggio e in settembre si celebra il miracolo di San Gennaro.

Nei dintorni, inoltre, restano vive tradizioni antiche con suggestive processioni sul mare e feste in costume.



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Lapo Elkann e Bianca si sono lasciati
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Non sono nemmeno arrivati a mangiare il panettone insieme. Lapo Elkann e la cugina Bianca Brandolini d'Adda, secondo Gabriella Sassone su Il tempo online, si sono lasciati a inizio dicembre e per il rampollo di casa Agnelli il 2010 è iniziato all'insegna della singletudine. Motivo della rottura? Pare che a Parigi Elkann sia caduto nei suoi soliti "errori", che già gli erano costati cari.

Da oltre un anno i due andavano d'amore e d'accordo: inseparabili ovunque, avevano messo su casa insieme. Poi il mese scorso la rottura. La bella Bianca ha dato il benservito a Lapo.

Così si spiega perché a Roma, per la festa prenatalizia di Delfina Delettrez Fendi, Bianca Brandolini d'Adda ci sia arrivata da sola, mentre di Lapo non c'erano tracce.

I due giravano il mondo insieme, eppure la sua assenza non aveva insospettito gli esperti di gossip che invece pensavano che la coppia stesse già pensando alle nozze. Ora bisognerà tenere d'occhio le mosse del rampollo single e della cugina…



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La Anderson tra seno e schiaffi
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A Capodanno ha fatto le ore piccole sbattendo il suo prosperoso décolleté davanti ai flash, con più o meno vistose uscite di seno. Qualche giorno dopo, invece, quando è stata beccata all'aeroporto di Santiago del Cile non ha voluto farsi fotografare. E per sfuggire agli obiettivi si è fatta largo con schiaffi, spintoni e urla. Anche nel 2010 non sarà possibile arginare l'esuberante Pamela Anderson.

La 42enne attrice ed ex bagnina di Baywatch ha rallegrato il count down per il nuovo anno durante la festa ai Paramount Studios di Hollywood sfoggiando un abitino lungo, ma decisamente stretto rispetto al suo reggiseno.

Per il seno soffocato nella scollatura era impossibile restare fermo e ad ogni movimento i fan sussultavano sperando in una clamorosa fuoriuscita. Nonostante tanti obiettivi puntati Pamela ha continuato a ballare e divertirsi indifferente con capezzoli che spuntavano e décolleté che esplodeva.

Diverso clima qualche giorno dopo all'aeroporto di Santiago in Cile. L'attrice sbarcata dopo ore di volo e col viso stanco non voleva essere ripresa dai fotografi. Così non ha esitato a farsi strada a suon di schiaffi, spintoni e strilli. Secondo quanto racconta il quotidiano El Mercurio, l'attrice si è chiusa in hotel e si è sottoposta alle cure degli specialisti in maquillage prima di presentarsi negli studi di un programma tv.


FONTE
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