Nel cuore di tenebre della Via Lattea

In alto a sinistra: simulazione di Sgr A* a 86 GHz. In alto a destra: simulazione con l’aggiunta dell’effetto di scattering. In basso a destra: immagine osservata. In basso a sinistra: l’immagine osservata, dopo aver rimosso gli effetti della diffusione lungo la linea di vista. Crediti: S. Issaoun, M. Mościbrodzka, Radboud University/ M. D. Johnson, CfA

Finora, una nebbia di gas caldo ha sempre impedito agli astronomi di catturare immagini nitide di Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, e di comprendere la sua vera natura. Oggi, per la prima volta, gli astronomi sono riusciti a sbirciare attraverso questa fitta nebbia includendo Alma nella rete globale di radiotelescopi sparsi per il mondo. Quello che hanno visto è sorprendente: la regione di emissione è così piccola che la sorgente sembra quasi puntare direttamente in direzione della Terra. continua ...

Ryugu, un asteroide da favola

Kuniyoshi Utagawa: Stazione di Fukushima, 1852. La stampa raffigura Urashima Tarō sotto un albero di pino sulla sponda del fiume Kiso, accompagnato da una tartaruga dalla cui bocca esce una visione. Immagine di pubblico dominio da Wikipedia

Il nome dell’asteroide Ryugu (Drago), obbiettivo della missione Hayabusa 2 dell’agenzia spaziale giapponese Jaxa, deriva dalla fiaba giapponese di Urashima Taro. Nella storia, Urashima è un giovane pescatore che soccorre una tartaruga di mare dalla crudeltà di un gruppo di bambini. La tartaruga porta Urashima nel palazzo subacqueo Ryūgū-jō dove risiede il Dio Drago del Mare, Ryujin. Qui incontra la principessa, Otohime. Dopo 3 anni, Urashima vuole tornare a casa; Otohime acconsente e gli dona uno scrigno prezioso (tamatebako) con la raccomandazione di non aprirlo mai. Ma quando Urashima ritorna in superficie scopre che nel mondo esterno sono in realtà passati 300 anni e nessuno è più in grado di riconoscerlo. In preda alla confusione, apre lo scrigno, da cui fuoriesce una nuvola bianca. Così invecchia e muore, poiché la scatola conteneva la sua età reale. continua ...

L’ultimo respiro di una stella morente

La splendida nebulosa planetaria Eso 577-24 è stata ripresa da uno degli strumenti più versatili del Vlt, Fors2. Lo strumento ha catturato la brillante stella centrale, Abell 36, così come la nebulosa planetaria circostante. Le parti rosse e blu di questa immagine corrispondono all’emissione ottica a lunghezze d’onda rosse e blu, rispettivamente. Nell’immagine è visibile anche un oggetto molto più vicino a noi: un asteroide che vaga attraverso il campo visivo ha lasciato una debole traccia, visibile in basso a sinistra della stella centrale. E in lontananza dietro la nebulosa si vedono schiere scintillanti di galassie di fondo. Crediti: Eso continua ...