Cnr, 95 anni di futuro

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto la cerimonia. Crediti: Cnr

Il Consiglio nazionale delle ricerche è la più grande struttura pubblica con compiti scientifici nel nostro paese. Fondato nel 1923, nel 1945 è stata trasformata in organo dello Stato. In quasi un secolo di vita ha svolto attività di formazione, promozione e coordinamento della ricerca in tutti i settori scientifici e tecnologici. Nel 1999 è divenuto “ente nazionale di ricerca con competenza scientifica generale, con istituti scientifici distribuiti sul territorio, svolge attività di prioritario interesse per l’avanzamento della scienza e per il progresso del paese”. Oggi si è svolta nella sua sede la cerimonia per celebrare i 95 anni dalla sua costituzione, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la partecipazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e del presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi. Un’occasione per ricordare questi 95 anni di “futuro”.

Il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, è intervenuto ricordando i tantissimi successi della storia del Cnr, e citando le parole del poeta Ovidio, «che all’inizio delle sue Metamorfosi individua l’essenza dell’uomo nella sua capacità unica di volgere lo sguardo al cielo ponendosi domande… Queste parole ci ricordano come il nostro destino di esseri umani, passato presente e futuro, sia strettamente legato allo sviluppo della conoscenza che continua a illuminare e a segnare la via per il progresso». Inguscio ha poi continuato sottolineando che «dobbiamo aver fiducia nella scienza, con dubbi, domande, risposte, provando e riprovando, vigili dal punto di vista etico, sempre pronti a sorprese affascinanti che capitano a ritmi sempre più incalzanti. Un approccio strategico consente al Cnr di affrontare con fiducia i grandi temi del futuro operando in sinergia con i piani di sviluppo nazionali e in coerenza con i grandi programmi europei e internazionali, nell’ambito dei quali siamo l’istituzione più visibile e performante».

Il ministro dell’Istruzione Bussetti è intervenuto ricordando il ruolo centrale degli enti di ricerca per la cultura e il trasferimento tecnologico. «La scienza è la ricerca della verità. La conoscenza non deve essere privilegio di pochi», ha detto. «Progettiamo un futuro di benessere attraverso la valorizzazione della ricerca».

È stata poi la volta del presidente del Consiglio Conte, che ha elogiato il ruolo svolto dal Cnr per aver indirizzato la cultura italiana verso la multidisciplinarietà, sottolineando «l’indissolubile intreccio tra cultura, scienza e libertà». Conte ha poi aggiunto: «Il valore della cultura è un fattore decisivo per la crescita di una nazione. Cultura e ricerca sono beni di primaria importanza». Quello che ora serve sono investimenti, perché «quello che noi destiniamo a questo ambito è inferiore a quanto si fa nei paesi europei. Il governo si impegna per far superare all’Italia questo divario, anche se non è semplice rimuovere in poco tempo gli ostacoli che hanno impedito di difendere e valorizzare adeguatamente lo straordinario capitale umano che l’Italia ha sempre potuto vantare».

Guarda l’intero intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

Fonte: Cnr, 95 anni di futuro