Doppio appuntamento al buio

L’asteroide 2012 TC4 in un’animazione artistica. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Possiamo stare tranquilli. Anche questa volta nessun asteroide colpirà la Terra. Quindi, quando stasera l’asteroide 2012 TC4 ci passerà accanto, potremo continuare a dormire placidamente. Di questo passaggio avevamo già parlato ad agosto e, come dicevamo, al momento di massimo avvicinamento al nostro pianeta (previsto per le 7:42 ora italiana di domani mattina, giovedì 12 ottobre) l’asteroide, grande una quindicina di metri, verrà a trovarsi a circa 42mila chilometri: una distanza pari a un nono di quella che ci separa dalla Luna, dunque enorme per noi comuni mortali, ma abbastanza ridotta da diventare oggetto di attenzione da parte dei ricercatori.

L’asteroide 2012 TC4 fa parte dei Neo (near earth object), cioè quegli oggetti celesti così vicini da poter, in futuro, impattare con il nostro pianeta. Certo questi impatti non sono così probabili come certi film di fantascienza vorrebbero. Anzi, secondo quanto affermato da Paul Chodas, dell’ufficio della Nasa per i Neo, nessuno “degli oggetti oggi conosciuti ha alcuna probabilità credibile di colpire il nostro pianeta nel prossimo secolo”. Ciononostante, l’incontro con 2012 TC4 sarà sfruttato dai centri di ricerca sparsi nel mondo che si occupano di individuare e tracciare gli asteroidi per valutare la “capacità di lavorare insieme per trovare una reale potenziale minaccia di impatto con un asteroide”, ha affermato Michael Kelley, del Planetary Defense Coordination Office (Pdco) della Nasa.

La cometa C/2017 O1 fotografata nel luglio scorso dall’Italia dall’astrofilo Rolando Ligustri.

Non sarà facile, per gli astrofili individuare 2012 TC4: al perigeo, cioè nel punto più vicino alla Terra, sarà meno luminoso di Plutone e si muoverà velocemente nel cielo. Si potranno però consolare con l’altro ospite di passaggio nei nostri cieli autunnali: parliamo della cometa C/2017 O1 (nota anche come Asassn1), che sarà visibile con un binocolo o un piccolo telescopio guardando verso la costellazione di Perseo. La cometa è stata avvistata per la prima volta lo scorso 19 luglio con gli strumenti della All Sky Automated Survey for SuperNovae (Asas-Sn) dalla postazione “Cassius” di Cerro Tololo, in Cile. Raggiungerà il perielio (posizione di massimo avvicinamento al Sole) sabato prossimo, mentre il passaggio più ravvicinato alla Terra – “ravvicinato” si fa per dire: ci saluterà da 108 milioni di km di distanza – è in calendario quattro giorni più tardi, mercoledì 18.

Ma da dove arrivano le comete? Si pensa che si generino nella nube di Oort. Questa zona si trova a una distanza che è circa 2400 volte quella che separa il Sole da Plutone e, secondo l’ipotesi più accreditata, è il residuo della nebulosa originale da cui si formarono il Sole e i pianeti cinque miliardi di anni fa.

 

Per saperne di più:

Fonte: Doppio appuntamento al buio