Groenlandia: i crateri potrebbero essere due

Crediti: Nasa, Goddard Space Flight Center/ Jefferson Beck

Sarebbe più grande di qualche chilometro il secondo cratere individuato sotto più di 1,6 chilometri di ghiaccio in Groenlandia settentrionale. Il ritrovamento segue la scoperta dell’anno scorso di un enorme cratere da impatto di 31 chilometri di diametro, sempre nella Terra di Inglefield, risalente a 12 mila anni fa. Sebbene il nuovo cratere si trovi a soli 183 chilometri di distanza, secondo gli autori di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters i due impatti non risalirebbero alla stessa epoca geologica.

Il cratere trovato più di recente dal glaciologo della Nasa Joe MacGregor misura 35 chilometri di diametro ed è il 22° cratere da impatto meteoritico più grande sulla Terra. Dopo la scoperta dell’anno scorso, il ricercatore ha deciso di continuare a indagare le mappe topografiche della zona seguendo una sua intuizione in cerca di altri crateri simili.

Analizzando i dati raccolti dal Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer a bordo dei satelliti della Nasa Terra e Aqua, il glaciologo (che aveva partecipato anche al ritrovamento dell’altro cratere) ha notato che una zona a circa 180 chilometri dall’altro cratere aveva una strana forma circolare. Per confermare la sua teoria, MacGregor ha studiato il terreno sotto la spessa coltre di ghiaccio con l’Operation IceBridge della Nasa. Dai dati si evince che la struttura non è esattamente circolare come il cratere trovato l’anno scorso. L’impatto potrebbe risalire a ben 79 mila anni fa e la datazione è stata possibile esaminando l’erosione degli strati di ghiaccio in superficie.

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