I saltellanti Minerva arrivano su Ryugu

Immagine dell’asteroide Ryugu presa dalla sonda Hayabusa2 con lo strumento wide-angle camera ONC-W1. Crediti: Jaxa

Cosa ha di speciale la missione Hayabusa-2 (che vuol dire falco pellegrino) della Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa)? Riporterà sulla Terra campioni dell’asteroide 162173 Ryugu, che si trova a 300 milioni di chilometri dalla Terra e tutto questo anche grazie a dei piccoli robottini. Dopo l’esercitazione della settimana scorsa, il primo dei rover Minerva-II (MIcro Nano Experimental Robot Vehicle for Asteroid, seconda generazione) è stato depositato con successo sulla superficie dell’asteroide a forma di diamante (o di il dango, un tradizionale dolce di riso giapponese).

I rover Minerva sono i successori dell’omonimo robottino a bordo della la prima sonda Hayabusa che 8 anni fa ritornò sulla Terra con i campioni dell’asteroide 25143 Itokawa.

Ernesto Palomba, ricercatore all’Inaf Iaps di Roma e membro della missione Hayabusa-2

Ernesto Palomba, ricercatore presso l’Istituto di astrofisica e planetologia spaziali (Iaps) dell’Inaf, membro del team di scienziati italiani che lavoreranno ai dati raccolti dalla sonda nonchée co-investigator della camera Onc e dello spettrometro Nirs3, spiega: «Minerva II-1 e II-2 sono due piccole sonde contenenti tre microrover, la cui configurazione è rimasta nel più grande segreto anche a noi del team fino a poco tempo fa. Minerva II-1 è quella rilasciata giusto stanotte e contiene due microrover (Rover 1A e Rover 1B) di 1,1 chilogrammi circa, ciascuno dotato rispettivamente di 4 e 3 fotocamere, che saranno utilizzate per generare immagini stereo della superficie di Ryugu. La miniaturizzazione spinta  ha costretto a minimizzare la strumentazione a bordo. Oltre le fotocamere sono presenti, infatti, solamente alcuni sensori di temperatura, un accelerometro ed un giroscopio».

Questi piccoli robottini dal diametro di 18 centimetri (altezza 7 centimetri) sono il futuro – anzi il presente – della robotica spaziale. Ma cosa li differenzia, per esempio, da quelli presenti da anni su Marte? Palomba sottolinea che «hanno una concezione drasticamente differente dai tipici rover lunari o marziani: la loro massa è un decimo del primo rover marziano (Sojourner) e la loro mobilità è molto particolare visto che non sono dotati di ruote  e si muoveranno a saltelli invece che muovendosi aderenti alla superficie».

I rover Minerva sulla superficie dell’asteroide Ryugu. Crediti: JAXA

«Il punto di atterraggio selezionato dal nostro team per Minerva II-1 è il punto più a settentrione di Ryugu posizionato tra i 30 e i 60 gradi di latitudine, una regione molto popolata da massi di grandi dimensioni», aggiunge il ricercatore.

Nel carico della sonda è previsto anche il laboratorio spaziale Mascot (Mobile Asteroid Surface Scout), che «non è un rover, bensì un lander, dunque non appena sarà atterrato rimarrà immobile per tutta la durata della missione. A differenza dei Minerva è però molto più sofisticato dal punto di vista strumentale. Ciò gli consentirà di studiare dettagliata mente la superficie di Ryugu, dalla composizione chimica alla consistenza fisica del suolo, come anche alla geologia nella prossimità del sito di atterraggio di Mascot».

La base della sonda Hayabusa2. Crediti: Jaxa

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