Il vento fa il suo giro, ma sbagliato

Immagine di fantasia dell’esopianeta CoRoT-2b vicino alla sua stella. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/T. Pyle (IPAC)

CoRoT-2b è un pianeta gigante gassoso, la cui massa è circa tre volte quella del nostro Giove, che orbita così vicino alla sua stella da risultarne “fritto”, evaporando progressivamente sotto l’intensa radiazione. Pianeti di questo genere, chiamati gioviani caldi, generalmente impiegano meno di tre giorni per compiere un giro completo attorno alla stella, presentandole sempre la stessa faccia.

Non sorprende, quindi, che il lato diurno di questi pianeti diventi notevolmente più caldo rispetto al lato notturno. Inoltre, ci si aspetterebbe ragionevolmente che il punto più caldo in assoluto sia quello più vicino alla stella, ma è stato teorizzato e osservato che questi pianeti gassosi possono presentare forti venti equatoriali che soffiano verso est, e tali correnti possono spostare il punto più caldo verso est.

Ora una nuova ricerca a guida canadese, pubblicata da un gruppo di ricerca internazionale su Nature Astronomy, utilizzando la Infrared Array Camera del telescopio spaziale Spitzer della Nasa per osservare il pianeta durante un’orbita completa, ha trovato che il punto più caldo di CoRoT-2b è spostato verso ovest, al contrario di quello che dovrebbe essere.

CoRoT-2 b, scoperto una decina di anni fa dalla sonda spaziale europea Corot, si trova a 930 anni luce dalla Terra. Sebbene molti altri pianeti gioviani caldi siano stati individuati negli ultimi anni, CoRoT-2b ha continuato ad incuriosire gli astronomi a causa di due fattori: la sua dimensione “gonfiata” e l’inusuale spettro di luce delle emissioni provenienti dalla sua superficie.

Lisa Dang, McGill University

«Entrambi questi fattori suggeriscono che qualcosa di insolito sta accadendo nell’atmosfera di questo gioviano caldo», commenta Lisa Dang, dottoranda alla McGill University di Montréal e autrice principale del nuovo studio. Secondo Dang e colleghi, le spiegazioni possibili alla direzione retrograda del vento possono essere tre, ciascuna delle quali apre nuove questioni.

1) Il pianeta potrebbe girare su sé stesso così lentamente che una rotazione completa richiede più di un’orbita completa attorno sua stella; questo potrebbe creare venti che soffiano verso ovest piuttosto che verso est.

2) L’atmosfera del pianeta potrebbe interagire con il campo magnetico del pianeta, modificando la direzione del vento.

3) Grandi nuvole che coprono il lato orientale del pianeta potrebbero renderlo più scuro di quanto sarebbe altrimenti, un’ipotesi che mette a soqquadro i modelli attuali di circolazione atmosferica su tali pianeti.

«Abbiamo bisogno di dati migliori per far luce sulle questioni sollevate dalla nostra scoperta», aggiunge Dang. «Fortunatamente, il telescopio spaziale James Webb, il cui lancio è previsto per il prossimo anno, dovrebbe essere in grado di affrontare questo problema. Dotato di uno specchio che gli consente 100 volte la capacità di raccolta rispetto a Spitzer, dovrebbe fornirci dati che ora possiamo solo sognarci».

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Fonte: Il vento fa il suo giro, ma sbagliato